SI E’ CONCLUSO IL CONVEGNO SU “CASSIODORO: VIR RELIGIOSUS, BEATUS, SANCTUS”

«Cassiodoro è una figura che mostra una profondità e una molteplicità di approcci.
Una personalità straordinaria che ha lasciato un segno nella storia. E’ emerso soprattutto il legame fra i suoi scritti e il suo vissuto.
E questo è un punto di partenza importante per l’avvio della causa di canonizzazione». Lo ha affermato il professor Ulderico Parente, concludendo a Squillace il convegno su “Cassiodoro: vir religiosus, beatus, sanctus”, voluto dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, per approfondire la fama di vita umana, culturale e spirituale di Cassiodoro e per dare impulso, appunto, alla causa di canonizzazione del grande personaggio squillacese.
Il convegno, il 28 novembre, ha registrato i saluti del sindaco Guido Rhodio, di Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, di Alfredo Ruga, presidente dell’Istituto di Studi su Cassiodoro sul Medioevo in Calabria,  di don Antonio Tarzia, presidente dell’associazione Cassiodoro, di mons. Raffaele Facciolo, vicario generale dell’arcidiocesi e di Alfredo Focà, in rappresentanza del rettore dell’università Magna Grecia di Catanzaro, Aldo Quattrone. L’arcivescovo  Bertolone ha fatto un’approfondita rilettura teologica sulla vita virtuosa e intellettuale di  Cassiodoro che si ripropone come «un cristiano testimone di ieri che illumina l’oggi.
Nella prima sessione teologico-letteraria, moderata dal professor Parente, hanno relazionato l’arcivescovo emerito mons. Antonio Cantisani che ha proposto il tema: “La ricerca e la potenza di Dio nel commento al Salmi di Cassiodoro”; don Emidio Commodaro, che ha rilevato alcune tracce di santità in Cassiodoro; don Giuseppe De Simone, docente dell’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X”, che ha fatto emergere gli “Aspetti di natura cristologica centrica ed ecclesiologica nel commento ai Salmi di Cassiodoro”; don Massimo Cardamone che parlato dell’attualità di Cassiodoro; e il prof. Lorenzo Viscido, che ha presentato il tema: “Sulle cause delle fondazioni monastiche di Cassiodoro e sull’opera da lui svolta nel monastero di Vivarium”.
La seconda sessione, moderata da padre Francesco M. Ricci e svoltasi il 29 novembre, è stata dedicata alla parte storico-agiografica di Cassiodoro.
Sono intervenuti la professoressa Luciana Cuppo Csaki, che ha proposto il tema della “fama sanctitatis” e del “culto ad immemorabili” di Cassiodoro dalla morte ad oggi; Giorgio Leone che ha riflettuto sull’iconografia e i luoghi di culto cassiodorei; Francesco A. Cuteri, che ha parlato di archeologia e toponomastica cassiodorea.
Ha concluso i lavori il professor Parente, il quale ha rilevato come dal convegno siano emersi aspetti importanti sulla vita e le opere di Cassiodoro, sulla sua fama di santità, estesa anche in altre nazioni.
«Il che – ha sottolineato – dà tranquillità scientifica all’avvio della causa di canonizzazione di Cassiodoro, il cui culto è immemorabile e che, dunque, merita di avere l’onore degli altari».

Carmela Commodaro

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