La proposta del gruppo di minoranza per evitare il commissariamento voluto dal sindaco Muccari

UN TEAM PER TAGLIARE GLI SPRECHI E CERCARE DI EVITARE IL COMMISSARIAMENTO DEL COMUNE.

 Quasi due milioni di euro: quando giorni addietro assieme al sindaco e ad alcuni assessori ci siamo trovati di fronte a questa cifra fortemente negativa– a tanto ammontano i debiti, molti dei quali fuori bilancio, che ci ha lasciato la precedente amministrazione – poco è mancato che ai presenti venisse uno svenimento.
Dopodiché, il lato pragmatico di noi consiglieri di minoranza presenti di RIVIVIAMO SQUILLACE e di ARIA NUOVA  ha preso il sopravvento sui numeri disastrosi che via via si evidenziavano dai dati analitici contabili e si è suggerito al sig. Sindaco che c’erano due sole cose da fare. Anzi tre :

  1. chiudere con la gestione poco accorta del passato
  2. guardare al futuro in maniera positiva e con spirito del “ buon padre di famiglia”
  3. affidare a un team ( funzionari comunali, consiglieri comunali e revisore dei conti ) la valutazione degli sprechi e dei possibili tagli, in una sola parola ECONOMIZZARE.

Tutto ciò è propedeutico e sicuramente doveroso nei confronti di tutti i cittadini ai quali abbiamo il dovere di dire tutta la verità, prima di prendere ogni altra decisione compreso la dichiarazione di dissesto con conseguente commissariamento dell’ente.

Si: il commissariamento del comune.

Caro Sindaco e colleghi consiglieri.
Noi diciamo con fermezza e convinzione che questa del COMMISSARIAMENTO DEL COMUNE deve essere una decisione che potrà essere presa, SOLAMENTE ED UNIVOCAMENTE, dopo aver dimostrato ai concittadini che abbiamo fatto tutto il possibile per evitare questa mortificazione a Squillace.
Recita l’art. 244, comma 1, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267: “Si ha stato di dissesto finanziario se l’ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell’ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte con le modalità di cui all’art. 193, nonché con le modalità di cui all’art. 194 per le fattispecie ivi previste”.
Quindi si può parlare di dissesto non soltanto in presenza di uno stato di insolvenza, e cioè dell’incapacità dell’ente di onorare i suoi debiti, ma anche allorché esso si trova nell’impossibilità di assolvere le funzioni ed i servizi indispensabili di sua competenza.

A tale riguardo va sottolineato che le due condizioni possono operare anche disgiuntamente.

Per comprendere in che cosa consistano i presupposti del dissesto si vuol ricordare il testo del d.p.r. 24 agosto 1993, n. 378, adottato in esecuzione al decreto legge n. 8 del 1993, nel quale è detto che “il mancato assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili” risulta qualora l’ente, “pur riducendo tutte le spese relative a servizi non indispensabili”, non è in condizione “di assicurare il pareggio economico del bilancio di competenza”, “a causa di elementi strutturali”.
La dichiarazione di dissesto, ricordiamo, sempre con riferimento alle entrate, comporta l’adozione della delibera di aumento delle imposte e delle tasse nella misura massima consentita .
La dichiarazione di dissesto, ricordiamo, sempre con riferimento alle entrate, comporta l’adozione della delibera di a nella misura massima consentita.

Tutto questo noi  dobbiamo assolutamente sforzarci di evitarlo.

I cittadini, incolpevoli, non possono e non devono pagare per colpe che non hanno commesso.

Non facciamo come il comandante Schettino: noi tutti dobbiamo essere gli ultimi ad abbandonare la nave dopo aver messo in salvo passeggeri ed equipaggio.

Questo abbiamo promesso nella campagna elettorale: portare la morale nella politica  e la fiducia  nell’istituzione.

 

Squillace 17 giugno 2014

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