Uno speciale del Quotidiano della Calabria su Squillace

BORGHI DI CALABRIA

Squillace, nella rocca di Cassiodoro

Sul tratto del litorale jonico catanzarese nell’ampio braccio del Golfo omonimo, si incontra il Lido di Squillace, da cui si snoda, in mezzo ad incantevoli paesaggi, la strada per il centro antico

di GIOVANNA BERGANTIN

Squillace, nella rocca di Cassiodoro

La Rocca di Squillace

Per godere appieno delle mille bellezze architettoniche, storiche e paesaggistiche del borgo di Squillace conviene percorrerlo a piedi dopo aver parcheggiato l’auto all’ombra degli alberi di Via Fuori le porta.
La prima sosta è alla fine della salita che conduce al Castello, detto dei Borgia che lo abitarono per più secoli, posto sulla parte più alta del colle. La sua esistenza è documentata sin dal IX secolo d.C.
Si pensa che l’originaria costruzione fosse un castrum bizantino eretto sulle rovine del Monastero Castellense, edificato da Magno Aurelio Cassiodoro, per poi diventare una fortificazione musulmana, sede degli emiri. 

 
 
Riedificato dal normanno Ruggero d’Altavilla, fu distrutto dal micidiale terremoto del 1783. Nonostante la sua originale struttura architettonica sia stata contaminata nei secoli dai continui rifacimenti, lo stile predominante è quello normanno. Sottoposto a un accurato restauro che lo ha reso fruibile per visite e ricerche, attualmente sono visibili resti delle mura perimetrali, un portale bugnato sovrastato da uno stemma marmoreo della famiglia dei Borgia e due grosse torri, una a pianta cilindrica, l’altra poligonale, più imponente.
Ospita un piccolo museo dove sono esposti reperti rinvenuti durante una campagna di scavi in loco, ancora in corso. Tra le vedute spettacolari spicca quella sulla valle fluviale del torrente Ghetterello e sul cosiddetto Ponte del diavolo, di epoca medievale, dalla tipica arcata a sesto ogivale. Scesi dal Castello, prima di immetterci sulla via principale del borgo, Corso Guglielmo Pepe, ammiriamo la facciata della chiesa di San Pietro dal bel portale settecentesco di elaborata fattura, che si trova di fronte alla porta di Suso. 
 
Sul corso incontriamo Palazzo Pepe dall’imponente portale bugnato; sulla volta dell’ingresso lo stemma policromo della famiglia e subito dopo l’atrio con pozzo. Scendendo ancora, contornati da basse case alternate a palazzi gentilizi dai bei portali scolpiti (se ne contano oltre cinquanta) si giunge al palazzo dei fratelli Pepe, oggi sede del Municipio, che conserva nel suo atrio interno lo stemma marmoreo del casato.
Di lato al palazzo si erge la chiesa di San Matteo con interessante facciata di tipo rinascimentale realizzata da scalpellini serresi tra il 1717 e il 1722, con all’interno diverse statue lignee. 
 
Il portale è sovrastato dallo stemma dell’Ordine Francescano (due braccia incrociate, quello nudo di Cristo e quello togato di San Francesco). Alla chiesa era annesso il Convento delle Clarisse distrutto dal terremoto del 1783.
Alla fine del Corso, sulla sinistra, si eleva palazzo Assante, sede del prestigioso Istituto di Studi su Cassiodoro e sul medioevo, dotato, fra l’altro, di una sala convegni ed una cospicua biblioteca. Sulla destra si apre l’ampia piazza Duomo con l’imponente chiesa Cattedrale, consacrata dal vescovo Nicola Notaris nel 1798 e ricostruita in stile neoclassico sullo stesso sito della Cattedrale Normanna fatta erigere dal conte Ruggero nel 1096 e distrutta dal terremoto nel 1783. La maestosa facciata a tre portali fu realizzata dal Mastro Domenico Caruso da Altilia (CS) coadiuvato da 14 maestri scalpellini. 
 
L’interno a tre navate presenta sulla destra, l’artistico fonte battesimale in pregiato marmo bianco del XVI sec.; nella navata laterale sinistra la cappella di Sant’Agazio martire, patrono della Città il cui altare, rivestito in marmo rosa è del 1580. Accanto alla cattedrale, l’Episcopio risalente al 1564 e la diocesi di Squillace è tra le più antiche dell’Italia meridionale.
Nel palazzo Vescovile ha sede il Museo Diocesano di Arte Sacra che raccoglie importanti testimonianze storico-artistiche, databili tra il XIV e il XIX secolo, quali ostensori, calici, candelabri, paramenti sacri, dipinti, sculture lignee e opere marmoree provenienti in gran parte dalla cattedrale normanna.
Quasi attigua alla Cattedrale, la Chiesa dell’Immacolata, con facciata classicheggiante che all’interno conserva una Cripta. Nella zona sottostante Piazza Duomo i ruderi del monastero di Santa Chiara. La costruzione risalente al XVI secolo fu ridotta nelle stato attuale dal terremoto del 1783; oggi sono visibili i ruderi della chiesa alla destra della quale si innalza il maestoso campanile e all’interno, sulle arcate laterali, il matroneo. 
 
L’itinerario non può concludersi senza una visita a quello che è il monumento più antico, la chiesa di Santa Maria della Pietà, situata all’inizio di Via dell’Antico Senato, un vero esempio di architettura tardo gotica. È una costruzione di modeste proporzioni a pianta rettangolare irregolare.
L’interno, illuminato da monofore, è caratterizzato da due campate di crociera su pilastri quadrangolari.

Per info e visite guidate Aurelia Lioi, Presidente Pro Loco – 0961.912020, www.squillace.org

domenica 03 agosto 2014 17:13

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