Un’estate senza lidi balneari? Come organizzarsi per aprire?

Quella di quest’anno sarà certamente un’estate diversa, fatta di sacrifici e soprattutto senza affollamenti. La Regione Calabria, nei giorni scorsi, ha dato il via libera all’allestimento dei lidi balneari: è possibile recarsi nelle aree interessate per svolgere interventi di manutenzione, sistemazione, pulizia, installazione e allestimenti delle spiagge, senza esecuzione di modifiche o nuove opere. In tempo di coronavirus, però, non è ancora chiaro in che modo le spiagge potranno riaprire.
Si stanno studiando tutti i possibili sistemi per poter avviare la stagione balneare in sicurezza ed evitare assembramenti: dai box in plexiglass tra gli ombrelloni ai nastri o cordoli di delimitazione degli spazi, per garantire le distanze.
«Ferma restando la necessità di salvaguardare la salute di tutti – sostiene Franco Paonessa, proprietario del “Lido Ulisse”, a Squillace – non bisogna dimenticare che la Calabria con i suoi 780 chilometri di costa non può permettersi che la stagione estiva sia compromessa: significherebbe la morte quasi sicura di una regione già in ginocchio.
Siamo pieni di buona volontà e pronti ad osservare tutte le direttive che saranno adottate. È nostro interesse esclusivo salvaguardare e tutelare la salute nostra e quella degli altri. Però, non si posso accettare idee che fanno ridere o piangere come quella dei box in plexiglass tra gli ombrelloni, che è un’idea bislacca.
L’estate al mare è sinonimo di libertà». Paonessa aveva programmato tante iniziative, pensando soprattutto ai diversamente abili, agli anziani, ai bambini.  «Avremmo voluto organizzare – afferma – una manifestazione di apertura per dare gli ombrelloni gratis e per un certo periodo a queste persone con difficoltà. Ora siamo in fase di attesa».
In trepidante attesa è anche Alba Napoli, titolare dello storico “Lido di Squillace”. Lei pensa di distanziare gli ombrelloni e di non permettere l’utilizzo di spazi comuni, delle docce e molto probabilmente delle cabine-spogliatoio. «Certo – sottolinea la Napoli – aprire in queste condizioni è una grossa responsabilità, mi sembra un suicidio dal punto di vista economico; oppure aprire per poco tempo, con pochi ombrelloni, non è per nulla conveniente».
I titolari dei lidi, ironia della sorte, hanno ricevuto in questi giorni la richiesta del versamento del canone di concessione d’uso della spiaggia, in anticipo rispetto agli anni precedenti.
Per fortuna poi è intervenuto il contrordine: per pagare c’è tempo, dopo l’estate. Intanto, alla luce dei drammatici numeri previsti per l’imminente stagione estiva (45 milioni di turisti in meno, perdita di 30 miliardi di euro, costo per adeguamento alle misure anti Covid-19 di circa 360 milioni) per il solo comparto delle concessioni demaniali marittime, la Federbalneari Italia chiede al Governo un pacchetto di misure economiche straordinarie, a partire dall’istituzione di un fondo straordinario per il turismo.
Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud)

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