Pubblicate, nella collana poetica “Versus”, 12 poesie di Francesca Carello

In tempo di coronavirus trascorre il suo tempo leggendo e studiando. Ma soprattutto scrivendo. La sua vera passione è scrivere poesie. La giovane Francesca Carello, 24enne di Squillace, ne ha composte a bizzeffe: tre sue liriche compaiono nell’antologia della casa editrice “Pagine”, pubblicata lo scorso anno.
Nelle scorse settimane, invece, è uscita la collana poetica “Versus”, della casa editrice “Dantebus”, che contiene ben dodici suoi componimenti.
Il suo nome compare con altri sette autori italiani. In tutto, otto anime che condividono l’eroica scelta di aprire il cuore alle emozioni e ai sentimenti. “Poeti che – si legge nella controcopertina – diventano luce nel buio, faro nella tempesta, cantando al mondo come la vita vada vissuta in pieno senza maschere o legacci di ogni sorta”. Francesca Carello è presente con “Fogli attinti”, “Quante volte”, “Vivendo”, “Promettimelo”, “A te rose”, “I dimenticati”, “L’indifferenza delle stagioni”, “Le vostre pretese decadono”, “Nulla universale”, “Una piazza spaziosa”, “Vento d’estate” e “Tutto continua”.
Dodici brani che nascono dalla considerazione che tutto scorre inesorabilmente: il divenire, l’avvicendarsi indifferente delle stagioni si sussegue senza fine.
«Il volume in cui compaio – spiega Francesca – è il terzo della collana “Versus” e può essere letto in formato e-book. Ora ho ricevuto altre proposte editoriali che sto ancora valutando. Per leggermi, al momento si può andare sui profili social, attraverso i quali propongo le mie sensazioni».
I suoi versi esprimono un messaggio d’amore, un anelito a vincere il buio, a sconfiggere la paura del nulla esistenziale. Francesca si è diplomata nel 2015 al liceo delle Scienze umane.
Ora frequenta il corso di laurea di Sociologia. «Mi piace leggere molto – dice – e soprattutto scrivere. In questi giorni di isolamento forzato, in maniera più frequente, anche per esorcizzare la tensione del grave momento che stiamo vivendo.
Praticamente leggo per viaggiare e scrivo per sognare».

Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud)

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