Squillace in balia dei cani randagi, paura dei cittadini per la salute e l’igiene

Da qualche tempo si registra a Squillace un notevole incremento del randagismo, con la presenza di almeno una ventina di cani che scorrazzano liberamente per le strade. Si sta facendo sentire la preoccupazione dei residenti soprattutto per quegli animali che mostrano particolare aggressività. C’è la paura per le possibili aggressioni o per eventuali incidenti che i cani potrebbero provocare correndo dietro le auto.
Naturalmente la preoccupazione è anche per la salute, a causa della diffusione di pulci e zecche e per la presenza di escrementi. Tante anche le segnalazioni di emergenza e paura di uscire dalle proprie abitazioni, soprattutto nelle prime ore del mattino e nelle ore notturne, anche da parte di coloro che, possedendo un cane domestico, hanno problemi addirittura per portarlo a spasso. Sui social network diverse persone hanno avviato un serrato dibattito sull’argomento, arrivando anche a ipotizzare la costituzione di un’associazione che si occupi di accudire o di adottare gli “amici a quattro zampe”.
Il problema potrebbe essere risolto applicando le leggi esistenti, che stabiliscono il controllo della popolazione canina, la limitazione delle nascite e tutti gli interventi necessari che devono essere posti in essere dagli enti preposti. Nonostante questo, alcuni cittadini squillacesi, magari rimettendoci di tasca, sono intenzionati a porre rimedio alla questione e curare questi animali vaganti.
Intervenendo sull’argomento, intanto, il sindaco di Squillace Pasquale Muccari afferma che «il problema del randagismo investe Squillace più di ogni altro comune». Secondo il primo cittadino, «la causa è l’abbandono degli animali nel nostro territorio.
L’amministrazione comunale ad oggi sostiene la spesa di 20 mila euro annui per la custodia e il mantenimento di diversi cani randagi nei canili convenzionati. Non potendo far fronte ad ulteriori impegni di spesa, l’unica soluzione percorribile che si valuterà sarà quella di coinvolgere associazioni di animalisti che potranno dare la giusta collocazione agli animali in idonei rifugi, anche fuori provincia. In questi giorni, inoltre, saranno investiti del problema gli organi sovra comunali».

Salvatore Taverniti

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