Saranno recuperate le due fontane : Fontana Nuova e Fontana dei tre cannali

Due antiche fontane presenti sul territorio di Squillace saranno rimesse in funzione. L’amministrazione comunale, infatti, ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di ripristino funzionale e di riqualificazione delle due storiche fontane pubbliche denominate “Fontana Nuova o dell’Osservanza”, situata lungo la strada provinciale 162/2, appena fuori dal centro abitato, e “Fontana dei tre cannali”, ubicata in località Fiasco Baldaya.
Il progetto di recupero nasce dalla volontà di valorizzare luoghi di interesse storico e artistico risalenti al 1800. Le due fonti, di proprietà comunale, venivano usate per il fabbisogno dei cittadini e soprattutto dai contadini, agricoltori, coltivatori viandanti, per lavorare i campi e dissetare gli animali.


Oggi ancora intatte, sono la memoria storica e socio-culturale del luogo poiché legate alla fruizione del bene primario: nei tempi passati l’approvvigionamento di acqua avveniva presso le fonti ed era fondamentale per il vivere quotidiano. Le fontane sono caratterizzate entrambe da una struttura in pietra monolitica.
La prima prende il suo nome dal vicino convento dell’Osservanza, risalente al 1500, che venne distrutto in seguito al terremoto del 1783; in passato è stata più volte restaurata e annualmente sottoposta a pulitura e diserbo, mentre la nuova ricostruzione si fa risalire al 1885. Quella situata nella frazione Fiasco Baldaya, invece, apparteneva alla famiglia dei generali e patrioti Pepe, storica stirpe squillacese, che intorno al 1800 la ristrutturò.
La fontana si trova al centro di un vasto comprensorio agricolo e abitativo, per il quale costituisce una risorsa utile ed essenziale, oltre che un bene culturale di primissima attrazione.
È costituita da un imponente frontale di stile neoclassico, con pitture da scoprire, è munita di tre canali con gettito di acqua potabile a cui da secoli attingono i residenti e i passanti, ed ha un lavatoio nella parte anteriore e una vasca per la raccolta delle acque di scarico in quella posteriore destinata all’abbeveraggio di animali e all’irrigazione dei terreni circostanti.
Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 19 novembre 2021)

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