Nasce la cooperativa “Intrapendenza” , una atto di coraggio e di sfida di 5 giovani squillacesi

Il periodo storico che stiamo affrontando è caratterizzato da una profonda crisi che investe i più svariati settori della vita delle singole persone e delle formazioni sociali.
 In questo contesto proprio i giovani continuano a rappresentare l’anello più debole della catena. 
La vita quotidiana dei cittadini è caratterizzata dalla richiesta di servizi pubblici privati efficienti. Nella realtà territoriale in cui viviamo, però, molti dei servizi già presenti risultano carenti e inefficienti.
 Alla luce di ciò, nei giorni scorsi, grazie all’iniziativa di cinque giovani squillacesi che hanno deciso di mettersi in gioco, è nata una cooperativa, denominata “Intraprendenza”, che fornisce una vasta gamma di servizi, con lo scopo di contribuire ad un miglioramento del contesto sociale. 
«Abbiamo ritenuto – spiega il presidente Francesco Manoiero – creare una valida alternativa di partecipazione attiva, dimostrando sensibilità, passione, entusiasmo e impegno in favore della nostra comunità, sfatando il luogo comune che la comunità di Squillace sia apatica. 
Il nostro obiettivo è di poter fornire in maniera costante una vasta gamma di attività, che sia capace di promuovere non solo le nostre capacità al servizio della comunità, ma anche di garantire quel tanto ricercato diritto al lavoro che troppo spesso risulta aleatorio».
 I servizi proposti dai giovani della cooperativa “Intraprendenza” spaziano dall’organizzazione di eventi, alla gestione di parcheggi, di impianti sportivi, di servizio di guida turistica, pulizie, catering, animazione, assistenza anziani e tanto altro. 
«Il nostro progetto – conclude Manoiero – si prefigge di rilanciare la nostra comunità. Scommettiamo su un migliore sviluppo dei settori più importanti per l’economia globale e l’immagine di Squillace: dall’artigianato alla ristorazione, al turismo, al tempo libero, alla cultura sociale.
 L’intento è di far diventare, nel corso del tempo, Squillace città viva e soprattutto attiva». 

Carmela Commodaro

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