La costruzione della chiesa funzionale e legata alle esigenze della comunità

Con il voto favorevole e unanime alla realizzazione del complesso parrocchiale di Squillace Lido, con la costruzione di una nuova chiesa più funzionale alle esigenze della comunità, il consiglio comunale comincia a pensare in grande al futuro della città nella sua interezza. Ne è convinto il capogruppo di “Tuttinsieme per Squillace” Oldani Mesoraca.
Si tratta di un’opera che «si presenta bella e rispondente, in ogni senso, a quello che è l’interesse sociale e pubblico di una comunità in espansione. Una comunità che, secondo i dati Istat, negli ultimi venti anni ha avuto un incremento demografico, seppure graduale, sempre maggiore, con una particolare concentrazione nella zona marina».
A dare impulso alla crescita di Squillace Lido hanno contribuito una serie di fattori, come la realizzazione di residenze turistico-ricettive, agriturismi, stabilimenti balneari, ristoranti e  diverse attività commerciali. Negli anni Settanta è stata costruita l’attuale chiesa, con l’adiacente casa canonica, i locali di ministero pastorale e il salone parrocchiale. Tutto venne realizzato su un terreno donato, a quell’epoca, dal Comune alla “mensa vescovile” di Squillace, proprio per questa finalità. Tutto era idoneo, allora, alle esigenze di quel momento e sufficiente fino a qualche anno fa.
«Il progetto della nuova chiesa di “San Nicola Vescovo” – rileva Mesoraca – è nato dal bisogno di realizzare una nuova struttura capace di accogliere il sempre crescente numero di fedeli, domiciliati a Squillace Lido e quelli che, a vario titolo, gravitano sulla stessa zona. Sul progetto, presentato nel mese di maggio scorso, sappiamo tutti quale dibattito si sia aperto, quante discussioni si siano fatte, quante intromissioni esterne alla città vi siano state, quali speculazioni culturali ed ambientali si siano alimentate. Fortemente negativa, sin dall’inizio, la posizione del sindaco, il quale ha sempre denunciato quelle che riteneva fossero le criticità del progetto.
Pian piano il dibattito si è affinato, i toni si sono abbassati, il buon senso ha prevalso e le parti hanno cominciato a parlarsi».
Fallita la proposta di delocalizzazione, parametri e misure della nuova chiesa sono stati rivisti e adeguati secondo le richieste fatte dal Comune ed accettate dal parroco padre Piero Puglisi, dopo averle sottoposte al parere dell’arcivescovo mons. Vincenzo Bertolone.
Trovato l’accordo e la concertazione, il consiglio comunale ha, quindi, dato il via libera all’importante intervento. «È stata approvata – sostiene Mesoraca – una proposta di sviluppo del nostro territorio, per la nostra popolazione, attraverso la costruzione di una grande opera, certamente di indiscusso valore sociale e culturale prima che religioso, che darà nuovo prestigio all’intero comprensorio».
Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud)

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