INIZIATIVA SIMBOLICA DI “CASA POUND” NELLA PIAZZA DI SQUILLACE PER LA TUTELA DEI PRODOTTI LOCALI

Iniziativa simbolica contro il carovita, domenica 2 dicembre, a Squillace, da parte del movimento politico “Casapound” di Squillace, in collaborazione con la sede provinciale di Catanzaro. 
Gli attivisti, nella piazza principale della città, hanno distribuito un quintale di pasta, per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della sovranità alimentare e la tutela dei prodotti locali. 
Al banchetto di “Casapound” erano presenti, tra gli altri, la responsabile provinciale Cinzia Cugnetto e quello locale Riccardo Spanò.
«Il governo Monti – ha dichiarato Mimmo Gianturco, coordinatore regionale del movimento politico – si è schierato a favore delle banche e delle multinazionali e contro il popolo italiano e i suoi agricoltori. 
In nome del liberismo più sfrenato, ha fatto ricorso contro la Regione Calabria, “colpevole” di favorire la vendita dei prodotti regionali e di aver legiferato oltre le sue competenze.
 Secondo Monti la Calabria, nel favorire la vendita dei prodotti locali, ostacolerebbe il libero mercato. Noi crediamo, invece, che contrastare gli agricoltori nella vendita dei prodotti locali è un atto criminale». 
«Il ricorso – ha aggiunto Gianturco – mira a eliminare qualunque concorrenza alle multinazionali delle sementi, affinché gli agricoltori siano obbligati a comprare di anno in anno le varie sementi da coltivare.
 Già dal 1998 la Comunità Europea emanò una direttiva che riserva la sola commercializzazione e lo scambio delle sementi alle sole multinazionali vietandolo agli agricoltori. Tutto questo è inaccettabile. 
In più si aggiunga l’aumento dell’Iva al 22% che rischia di rendere anche una risorsa primaria come la pasta un bene di lusso, e fa gravare il peso della crisi sulla fasce più deboli della popolazione, che andrebbero invece salvaguardate ora più che mai. 
Per tutti questi motivi “Casapound” ha organizzato a Squillace un’iniziativa per donare 100 kg di pasta come gesto simbolico e comunitario». 

Carmela Commodaro

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