Il Vivarium Project si conferma come un’iniziativa di grande valore culturale e archeologico, capace di unire ricerca accademica, tutela del patrimonio e valorizzazione del territorio calabrese, in particolare dei luoghi legati a Cassiodoro, una delle figure più illustri della tarda antichità.
L’incontro tenutosi a Squillace ha messo in luce i progressi della terza campagna di scavi, ma anche l’impegno multidisciplinare che ruota attorno a questo progetto. Il sindaco Enzo Zofrea ha portato i saluti del Comune lodando l’iniziativa del progetto e sottolineato anche la vicinanza della amministrazione . Mons. Carlo Dell’Osso segretario del PIAC ha ribadito l’importanza del Vivarium non solo come monastero, ma come ponte tra l’antichità e il Medioevo, fondamentale per la trasmissione del sapere.
Gli scavi, condotti nella proprietà Lopez-Pascali, hanno portato alla luce un insediamento romano suburbano, con ritrovamenti significativi come il praefurnium (il sistema di riscaldamento) di una villa romana, collegato al calidarium (ambiente termale). Gabriele Castiglia ha ripercorso le scoperte precedenti, evidenziando come il sito stia rivelando una stratificazione storica che va dall’età romana al periodo cassiodoriano. Domenico Benoci ha sottolineato l’alto numero di partecipanti, tra cui studenti da università italiane e spagnole, segno del crescente interesse verso il progetto. La collaborazione con la Soprintendenza archeologica rappresentata da Alfredo Ruga assicura una sinergia tra ricerca e tutela, con l’obiettivo di rendere i reperti accessibili al pubblico. Ha portato i saluti anche il consigliere regionale Pietro Molinaro promotore di una mozione per la valorizzazione della figura di Cassiodoro il quale ha comunicato che sta lavorando a una proposta di legge per valorizzare Cassiodoro, segnale che il progetto potrebbe ricevere ulteriore sostegno istituzionale. Giuseppe Mantella (diocesi di Locri-Gerace) e Francesco Cuteri (Accademia di Belle Arti) hanno affrontato rispettivamente il tema del restauro conservativo e della fruizione turistica, aspetti cruciali per trasformare il sito in un polo culturale sostenibile.
Il Vivarium Project è importante in quanto riscopre un patrimonio dimenticato , Squillace ed il suo comprensorio rappresentano i luoghi cassiodorei ma per secoli sono rimasti sconosciuti fuori dai circuiti storici. Il coinvolgimento di università, istituzioni locali e Chiesa mostra come la cultura possa essere motore di sviluppo territoriale e adegiuatamente valorizzato il sito potrebbe diventare una tappa obbligata per gli appassionati di storia antica e medievale, creando ricadute economiche per l’area. Dalla presentazione del progetto è emerso che vi è la necessità di continuità, serviranno risorse per proseguire gli scavi e realizzare un museo o un parco archeologico e bisognerà diffondere la conoscenza del progetto oltre la Calabria, magari con mostre o collaborazioni internazionali.
Il Vivarium Project non è solo archeologia, ma un’opportunità per restituire alla Calabria un pezzo della sua grandezza passata, dimostrando che la storia può essere un volano per il futuro. Un lavoro che merita attenzione e sostegno, perché – come ricordava Cassiodoro – “la cultura è l’unica eredità che non si consuma”.
