I patronati ed i Caf attivi, nonostante il coronavirus, per le pratiche scaturite dai nuovi decreti

Tra le strutture che in tempo di coronavirus hanno continuato a lavorare per assicurare servizi ai cittadini ci sono i patronati, che si occupano sostanzialmente di pratiche previdenziali e di pensione, e i “Caf”, attivi negli adempimenti fiscali. 
Per poter garantire  le tradizionali prestazioni e quelle attivate con i nuovi decreti, questi organismi hanno dovuto applicare radicali cambiamenti, adattando le modalità organizzative e di lavoro alla tutela di dipendenti ed utenti.
«Una delle principali attività di questi giorni – spiega Vincenzo Commisso, presidente dell’associazione italiana coltivatori “Magna Grecia”, il patronato Inpal presente  a Squillace Lido e con sedi anche a Soverato, Davoli, Petrizzi e Torre Ruggiero – è stata la trasmissione delle richieste di indennità Covid, i famosi 600 euro rinnovabili. 
Le indennità, come noto, sono richieste da liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori autonomi, lavoratori dello spettacolo, stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, operai agricoli a tempo determinato, per i quali il requisito richiesto sono 50 giornate di effettivo lavoro in agricoltura nel 2019.
Ci siamo imbattuti anche nei collaboratori sportivi». Secondo Commisso, un altro provvedimento che sta impegnando i patronati sono gli ammortizzatori sociali, cioè cassa integrazione, trattamento ordinario, assegno ordinario, cassa integrazione in deroga, regolamentata dalle regioni. Per quanto riguarda i lavoratori, le richieste riguardano in particolare l’indennità Covid-19, il congedo parentale e i congedi per disabilità. Molte famiglie hanno richiesto informazioni e dettagli sul bonus baby-sitting.
Nel settore dei congedi le maggiori criticità si sono evidenziate nelle compatibilità e cumulabilità tra le varie misure.
Un altro aspetto molto importante, tra le richieste dei lavoratori, è quello della tutela della salute con i riconoscimenti dell’indennità di malattia e nei casi di infezione da coronavirus contratta in occasione di lavoro, di infortunio lavorativo.
Dall’Inpal fanno sapere che non mancano soluzioni anche per la tutela di colf e badanti. Altra notizia importante è la proroga dei termini per la presentazione della disoccupazione agricola al 1. giugno e della “Naspi” e della “Disc. Coll” , con prolungamento di 60 giorni rispetto ai termini ordinari.

Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud)

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