Al via i progetti di utilità collettiva per i percettori di reddito di cittadinanza

Al via i progetti di utilità collettiva. La giunta comunale di Squillace ha ufficializzato le proprie determinazioni per l’avvio di tali interventi legati alla misura del reddito di cittadinanza. In pratica, i percettori del reddito saranno impiegati nell’ambito di progetti utili alla comunità.
Nello specifico, a Squillace saranno impegnati nella manutenzione di spazi e verde pubblico, nell’assistenza domiciliare e nella tutela dei beni monumentali.
I tre progetti approvati dal Comune, infatti, sono rispettivamente denominati “Curiamo il nostro comune”, “Mi prendo cura degli anziani” e “Nel passato il futuro di una collettività”.
«Com’è noto – spiega l’assessora comunale ai servizi sociali Rosetta Talotta – i progetti di utilità collettiva prevedono l’utilizzo, nel contesto del patto per il lavoro e per l’inclusione sociale, pena la decadenza dal beneficio, dei percettori del reddito di cittadinanza.
Nella riunione operativa del 10 settembre, convocata dal comune di Soverato, capofila del bacino di cui Squillace fa parte insieme ad altri 27 comuni per la gestione associata dei servizi sociali, si è discusso dell’attuazione della misura e delle difficoltà burocratiche e gestionali, dovute ai costi dell’assicurazione per i percettori, che sarà a carico dei comuni, non trovando copertura nel fondo povertà. Ora, dunque, si passa alla fase operativa, dopo la trasmissione dei progetti a Soverato, per essere caricati sulla piattaforma Gepi; i percettori del reddito di cittadinanza saranno convocati dal centro per l’impiego per firmare il patto per il lavoro».  
Concluso l’iter burocratico, i beneficiari saranno chiamati dai comuni a prestare la loro opera. «A Squillace – aggiunge Talotta – vi sono circa 120 percettori di reddito di cittadinanza, inclusi coloro, anziani e disabili, che percepiscono la misura come integrazione alla pensione minima.
Quindi, non tutti sono obbligati a prestare la loro attività: l’idoneità e l’obbligo verranno stabiliti dal centro per l’impiego». In ogni caso i progetti che saranno avviati costituiscono una opportunità di crescita e di inclusione sociale non solo per i beneficiari, ma anche per l’intera comunità.
Salvatore Taverniti

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