Saluto del sindaco Rhodio al prefetto Reppucci trasferito a Perugia

Appresa la notizia della nuova destinazione del prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci, che dirigerà la sede di Perugia, il sindaco di Squillace, Guido Rhodio, decano dei sindaci del comprensorio, ha scritto una lettera al rappresentante del Governo. «Sapete da tempo con quanta amarezza – scrive Rhodio – io personalmente e i colleghi sindaci e amministratori locali di questa nostra provincia abbiamo accompagnato l’ipotesi del vostro normale ed inevitabile avvicendamento dalla sede di Catanzaro, che egoisticamente volevamo che non si verificasse.PREFETTO-REPPUCCI-ANTONIO

 


Ora che il Consiglio dei Ministri ha formalizzato la decisione di mandarvi a dirigere l’importante sede di Perugia, il dispiacere e la tristezza si fanno intensamente più concreti, sapendo che verrà a mancare a noi sindaci e ai comuni di questo territorio non solo la sapiente guida, il prezioso equilibrio e il determinante consiglio, ma anche l’affettuosa e fraterna vicinanza di vostra eccellenza, che non ci è mai venuta meno ed anzi ci ha sostenuto costantemente nelle difficoltà che le amministrazioni locali stanno vivendo, in modo sempre più crescente, in questa difficilissima precarietà istituzionale, politica ed economica del Paese  e della Calabria».
«Ci conforta il fatto – aggiunge il sindaco di Squillace – che abbiamo sperimentato quanto lo Stato possa esse presente e vicino alle comunità e agli amministratori locali, quando a rappresentarlo è una persona amabile, competente, affettuosamente collaborativa con le istituzioni di base, come voi siete stato e avete dimostrato di essere in questi anni di permanenza tra noi».
«Come sindaco “anziano” – conclude Rhodio – insieme all’intera mia amministrazione comunale e a tantissimi sindaci giovani, vi siamo tutti immensamente grati per questa vostra ineguagliabile solidarietà istituzionale e personale, e vi auguriamo cordialmente tanti ulteriori successi nella nuova sede e soprattutto che voi possiate ritrovare nei colleghi perugini affetto, comprensione, rispetto e gratitudine almeno uguali a quelli nostri».

Salvatore Taverniti

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