Wi-Fi libero ? Ci pensa un imprenditore squillacese, che mette a disposizione la sua linea internet

Questa è una storia da raccontare: un esempio di fratellanza, di pace e di uguaglianza, di rispetto reciproco che fa sperare nella realizzazione di una società davvero migliore. Non sapeva di avere il suo modem wi-fi non protetto, ma quando ha visto che la sua linea Adsl viene utilizzata da diversi ragazzi immigrati ha deciso di lasciarla libera.
E’ la lodevole iniziativa di un imprenditore di Squillace, che ha ufficio e abitazione in pieno centro storico, su corso Guglielmo Pepe, a due passi dal Municipio. L’uomo desidera mantenere l’anonimato, perché non intende speculare sulla vicenda e farsi pubblicità gratuita sfruttando la situazione. «E’ stata una cosa del tutto involontaria – confida a “Gazzetta del Sud” – nel senso che nemmeno ero a conoscenza di avere la rete libera. E’ stata un’amica a riferirmelo, dopo aver notato che sotto casa mia la sera c’era movimento di ragazzi che smanettavano cellulari e palmari».
Una specie di “wi-fi party”, quindi, cui partecipano soprattutto ragazzi extracomunitari ospiti di una vicina casa famiglia. La strada adiacente l’abitazione dell’imprenditore si riempie ogni sera di giovani, ciascuno con in mano lo smartphone, il notebook o il palmare per navigare tranquillamente in internet e soprattutto gratis. «Ho parlato con alcuni di loro – racconta l’imprenditore – e mi hanno innanzitutto assicurato che non utilizzano internet per scopi illeciti o per visitare siti indecenti. Anzi. Con i loro dispositivi usano software di messaggistica istantanea, come “Skype”, per mettersi in contatto con parenti e amici sparsi nel mondo».
In attesa della creazione, da parte delle istituzioni, di aree appositamente dedicate al wi-fi libero, per collegarsi alla rete senza bisogno di una linea telefonica e ridurre in tal modo il cosiddetto “digital divide”, è l’imprenditore squillacese a “sopperire” mettendo a disposizione la sua linea. «Il problema ora si presenterà con l’arrivo della stagione invernale – si preoccupa l’imprenditore – per cui non mi resterà che ospitare questi ragazzi nell’atrio della mia abitazione-azienda, affinché si possano riparare dal freddo e dalla pioggia.
Una volta venivano aperte le chiese per accogliere poveri e senzatetto, adesso aprirò le porte di casa mia per gli immigrati». Questa specie di “wi-fi party” che si è creato, quasi involontariamente, a Squillace costituisce un’occasione di vicinanza e di accoglienza verso giovani meno fortunati, che già si sono ben integrati nel contesto sociale locale, grazie anche al loro coinvolgimento in iniziative sportive e ludiche. Ma la “postazione” gratuita viene sfruttata anche da giovani del luogo; quegli stessi giovani che da tempo rappresentano l’esigenza di avere l’istituzione del wi-fi libero a Squillace.

Salvatore Taverniti

 

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