Squillace saluta Graziano Gallo , generoso e altruista, i suoi organi hanno salvato altre vite

L’estremo saluto è stato tributato mercoledì pomeriggio (14 luglio) nella basilica cattedrale di Squillace a Graziano Gallo, il geometra che è deceduto dopo che sabato scorso si è sentito male mentre era in campagna con il suo papà Vincenzo, al termine di alcuni lavori nel terreno di famiglia. È stato colpito da infarto e, una volta portato in ospedale, le sue condizioni sono apparse gravissime, per cui è stato intubato. Poi la decisione dell’équipe medica e della famiglia, davanti a un quadro clinico disperato, di staccare la spina.
Dalla comunità squillacese e da quella del capoluogo in cui Graziano viveva con la sua famiglia, la moglie Elvira e i figli Vincenzo e Simone, durante quelle ore successive al tragico evento, si era levata la preghiera corale verso il Cielo perché il caro amico di tutti potesse vivere: si chiedeva il miracolo. Purtroppo Graziano ha lasciato questa terra a soli 52 anni, gettando nello sconforto i genitori Vincenzo e Maria, la sorella Tina, il fratello Gianluca, i parenti tutti, gli amici e tantissime altre persone che hanno avuto a che fare con lui sia pur brevemente. Di lui si diceva e si dice soltanto bene. Uomo solare, divertente, serio, pacifico, accondiscendente, in una parola: speciale.
«Di uomini come Graziano Gallo dovrebbero essercene tanti» è uno delle migliaia di commenti lasciati sui social da chi lo conosceva. Poi l’espianto degli organi da donare agli altri, a chi soffre, a chi è in lista d’attesa per vivere una vita migliore. È come se Graziano, dopo morto, si fosse alzato dal lettino della rianimazione dell’ospedale e avesse detto ai medici: «Ancora un attimo, per favore. Devo compiere il mio ultimo atto».
Ed è così che da più parti d’Italia si sono mosse le équipe per gli espianti delle cornee, dei polmoni, dei reni, che sono stati già impiantati ad altrettanti pazienti in attesa. Una decisione capace di trasformare il momento di dolore più grande per una mamma, un papà, una moglie, una famiglia, nella speranza di vita per altre persone sfortunate, ora fortunate per avere trovato sulla loro strada Graziano.
Egli mancherà ai suoi cari e a tutta la comunità di Squillace, ma con la sua esistenza terrena Graziano ha saputo lasciare una traccia indelebile: per questo rimarrà vivo nei cuori di tutti per sempre. 
Carmela Commodaro

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