Presentato a Squillace il libro “Il medicante” di Luigi Bianco

Nell’ambito del progetto “Voce di-vento”, finanziato dal Centro per il libro e la lettura, l’associazione Terra di Mezzo ha presentato a Squillace il libro “Il medicante” di Luigi Bianco. Giornalista, artista, poeta e performer, Bianco vive dal 1994 a Squillace in una casetta rifugio nota come “casa della poesia”, oggetto di interesse da parte di studenti e turisti attratti dall’idea di poter leggere i muri di una casa, rivestiti da piastre e lastre incise di versi.
Presenti molti amici, artisti, poeti, intellettuali e scrittori, sono stati letti alcuni messaggi pervenuti via email o whatsapp da persone le cui esistenze hanno incrociato quelle di Bianco che ama definirsi “figlio del caso e dell’inutile”, da Antonio Marchi, all’artista Max Marra, ad Antonio Froio, a Lara Caccia.
L’assessore comunale Franco Caccia si è detto felice per l’evento che, presentando il testo di un concittadino, promuove la lettura ad alta voce in un progetto di cui il Comune è partner. Nella presentazione, la poetessa e docente Luana Fabiano ha sottolineato che Luigi Bianco «riempie di semplicità e di poesia il suo tempo».
Il reading è stato affidato alle voci di Patrizia Fulciniti, ambasciatrice della lettura, e di Carmela Samà, performer e insegnante di lingua italiana in Gran Bretagna. Il presidente di Terra di Mezzo Gianni Paone ha poi dialogato dialogare con l’autore sulla scrittura e sul suo ruolo terapeutico.
Tra gli artisti e le personalità presenti all’evento vi erano Claudio Angione, Giovanni Orlando Muraca, Mario Naccarato, Vittorio Pannone, Pino Pingitore, Antonio Puja Veneziano, Alfredo Granata, il direttore del museo di Taverna Giuseppe Valentino, la scrittrice Francesca Viscone, Cettina Mazzei, Francesco Stirparo,il direttore della rivista Globus Franco Lagonia.
L’incontro ha emozionato l’autore, che ha potuto toccare con mano la ricchezza delle reti culturali e amicali intrecciate nel corso degli anni, e ha permesso a tutti i presenti di ritrovarsi in un contesto fatto di parole che hanno ancora la pretesa di fare la differenza in un mondo anestetizzato dai social.

Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 8 set 2022)

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