L’imposta di soggiorno confermata per il 2015, il sindaco annuncia la lotta agli evasori

Pugno duro dell’amministrazione comunale di Squillace contro gli evasori dei tributi comunali. Lo annuncia il sindaco Pasquale Muccari, nel rendere noto che è stata confermata per il 2015 l’imposta di soggiorno. Sarebbe questa una delle tasse maggiormente evase sul territorio. «L’amministrazione si sta muovendo in maniera forte e risoluta – afferma Muccari – non solo per il recupero dell’imposta di soggiorno, ma anche per gli altri tributi.
Il 90% delle attività commerciali sono in difetto, ma c’è anche una grossa fetta di evasione fra i cittadini, di cui un buon 20% sarebbe addirittura sconosciuto all’anagrafe tributaria comunale». Nel mese di giugno dello scorso anno, Muccari aveva diffidato e messo in mora, per il pagamento della tassa di soggiorno non versata, le strutture interessate.
E nel successivo mese di novembre aveva presentato formale denuncia alla Guardia di Finanza, a cui aveva consegnato un esposto con prove documentali che attesterebbero la non congruità dei versamenti effettuati da alcuni operatori del settore turistico, presenti sul territorio squillacese, rispetto alle presenze degli ospiti. Il fascicolo è ancora aperto ed il problema sarà preso in carico dall’organo straordinario di liquidazione, insediatosi a febbraio a Squillace, per quanto riguarda il periodo 2012-2013.
Come deciso dalla giunta comunale nei giorni scorsi, anche per il 2015 l’imposta di soggiorno viene applicata per le strutture ricettive alberghiere ad un 1,5 euro al giorno fino a 3 stelle e a 2 euro da 4 stelle in su; per agriturismo, strutture ricettive extralberghiere e “bed and breakfast”, tariffa unica 1 euro.
Il gettito dell’imposta sarà destinato al finanziamento di interventi in materia di turismo, di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali. Intanto, secondo quanto reso noto dal primo cittadino, proseguono i controlli sul territorio da parte della polizia locale e degli uffici preposti. «In mancanza di ravvedimento da parte degli interessati – puntualizza Muccari – il rischio conseguente è la chiusura delle strutture, in quanto con l’apposizione dei sigilli ai contatori dell’acqua potabile verrebbero meno i requisiti igienico-sanitari».

Salvatore Taverniti

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