Illegittimo l’utilizzo degli infermieri dell’ASP nella struttura privata di S. Andrea

Personale infermieristico dell’ASP in agitazione

Ci sono sviluppi sulla vicenda relativa alla disposizione dell’utilizzo di personale infermieristico del distretto sanitario di Soverato nella struttura accreditata “S. Andrea Hospice” di Sant’Andrea Ionio.
Il direttore del Distretto, infatti, ha allertato nei giorni scorsi una trentina di dipendenti dell’Asp di Catanzaro, personale infermieristico che opera nella casa della “Casa della salute” di Chiaravalle C. e nei poli sanitari territoriali di Girifalco e Squillace come supporto urgente nella struttura di Sant’Andrea, su disposizione della commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro, al fine di fronteggiare l’emergenza epidemiologica in atto.
Una disposizione che ha suscitato la contestazione e la preoccupazione degli interessati anche per le modalità con cui è stata gestita la vicenda.
I trenta infermieri si sono dovuti recare nell’ufficio del medico competente per sottoporsi a visita specifica e per la verifica dell’idoneità alla mansione cui assegnarli. Oggi, in loro supporto, arriva una nota del sindaco Cisl-Fp “Magna Graecia”, a firma di Antonio Cristofaro e indirizzata alla commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro, al prefetto di Catanzaro, al commissario per il piano di rientro della Regione, al direttore generale del Dipartimento salute della Regione. 
«La commissione straordinaria prefettizia – si legge – ha predisposto il supporto da parte del personale infermieristico dell’Asp di Catanzaro, distretto di Soverato, presso la struttura accreditata S. Andrea Hospice in modo illegittimo sia nella forma che nella sostanza. Si chiede quale norma consente alla commissione prefettizia di poter disporre l’utilizzo del personale pubblico nelle strutture private».
Secondo il sindacato, non ricorrono i presupposti di ordine pubblico, bensì di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. «Per quanto emanato dal Ministero della Salute riferito alle Rsa – dice il sindacato – prevede: “E’, comunque, indispensabile potenziare il personale in servizio presso queste strutture, attraverso il reclutamento straordinario già attivato per le strutture di ricovero ospedaliero, nonché la possibilità di ricorrere a personale già impiegato nei servizi semiresidenziali e domiciliari”.
È ovvio che ciò si riferisce a Rsa gestite dalle aziende sanitarie pubbliche. Per le strutture private, al potenziamento o assunzione di personale per garantire l’assistenza, devono provvedere queste ultime e non l’Asp di riferimento».
Quanto alla forma, l’utilizzo di personale, anche se temporaneo, in quanto non previsto da norme a conoscenza del sindacato Cisl-Fp, è disposto tramite delibera emanata dalla direzione aziendale quale provvedimento amministrativo tra enti diversi e solo, in base alla normativa vigente, è abilitata ad emettere.
«Chiediamo – conclude la nota – alle autorità competenti di intervenire al fine di ripristinare la legittimità e di invitare la struttura privata S. Andrea Hospice ad assumere il personale necessario a garantire l’assistenza dovuta agli ospiti.
Ricordando, qualora necessario, che per il privato non è necessaria nessuna forma di pubblicità o di selezione per assumere il personale».

Carmela Commodaro

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