Il silenzio che fa volare alto di Agazio Sinopoli, presidente Centro Ricreativo Squillace

IL SILENZIO CHE FA VOLARE ALTO
L’estate trascina con sé, con ritmo crescente, il frastuono vacanziero al quale, solitamente, ci si abbandona nel desiderio sfrenato di libertà. E dove spesso non vi è spazio per il silenzio, per il pensiero, per la riflessione.
Non mi sento preda del vortice estivo, né investito dal solleone. Il sole è “amico”: detiene, nel suo calore e nella sua luce, il miracolo della vita.
Personalmente, mi proietta in un’atmosfera gioiosa, di dolce, appagante serenità. Forse, per questo motivo, i “codici” di pedagoghi improvvisati mi lasciano indifferente. Così come alcuni incauti proclami, storielle mal consapevoli, artatamente tese nelle vesti di supereroi, non mi determinano preoccupazioni. Né meraviglia. Producono in me, invece, il benefico ascendente del sorriso. Anzi, di riso.
Scelgo perciò il silenzio, quale rifiuto delle parole che, nelle banalità più scontate, ringhiano ostilità e mal celata faziosità. E che creano soltanto solitudini piuttosto che pluralità di linguaggi.
Quanto al “pensiero”, attività della mente, luogo della “coscienza” dell’uomo, è, tra le sue molteplici componenti, quello che maggiormente lo esalta.
In esso ognuno si ritrova o dovrebbe ritrovarsi.
Definisco la “riflessione” preziosa abilità mentale, capace di aprire scenari e andare oltre il limite della parvenza. Una sorta di chiave di lettura, che consente di collocare fatti ed eventi nella giusta dimensione; di cogliere significati e significanti nella loro essenza; di discernere cause ed effetti nella logica delle azioni.
Neppure questa, la riflessione, è appannaggio di chicchessia. Perché è struttura mentale che si acquisisce nel tempo, mediante esercizio costante, in un’ottica illuminata e in un contesto formativo mirato. Non è, di certo, correlata all’estemporaneità e all’approssimazione, categorie caratteriali che opacizzano i colori della realtà e della verità.
Amo il “pensiero”; prediligo la “riflessione”: prerogativa naturale, congeniale, il primo; abilità conquistata, la seconda. Che rappresentano il timone del mio operato e costituiscono le “differenze”!
Nell’epoca della comunicazione velocizzata e multimediale in cui si può trovare e leggere di tutto, bandisco quanto strumentalmente viene esposto, col balordo obiettivo di stendere ombre.
Prediligo, invece, il mio impegno, nel ruolo di presidente del Circolo Ricr. Squillace, che mi porta, con molta passione e attenzione, alla pratica delle attività sportive, di un gruppo di ragazzi e bambini. Il progetto operativo prevede, pur nella specificità dell’esercizio fisico, la promozione e lo sviluppo di quei valori imprescindibili, che sono alla base della persona e della pratica sportiva.
Allo scopo, è fondamentale creare un ambiente positivo, affinché l’esercizio fisico diventi occasione per realizzare esperienze cognitive, sociali, culturali, affettive.
L’attività sportiva, inoltre, soprattutto nelle occasioni in cui fa sperimentare la vittoria o la sconfitta, contribuisce all’apprendimento della capacità di modulare e controllare le proprie emozioni.
L’acquisizione delle regole del vivere e del convivere, della capacità del rispetto della persona nella pluralità delle culture, è anche obiettivo cui è rivolta la nostra azione.
È il caso fare riferimento al Centro Accoglienza “Il Vivarium”, struttura presente sul nostro territorio, spesso coinvolto nelle nostre iniziative e sempre al centro della nostra totale ed indiscussa disponibilità.
Convinti come siamo che non basta convivere con le culture altre in una comunità, ma che questa bisogna crearla continuamente insieme, favoriamo, in quest’ottica, anche il contatto diretto e coinvolgente con i ragazzi e le loro famiglie di Fiasco Baldaia e di Squillace Marina. Tale collegamento non si concretizza nello stabilire o stringere rapporti soltanto in alcune particolari circostanze, ma in connessioni costanti e in reciproche correlazioni. Ciò, al fine di dare impulso, stimolare il sentimento dell’appartenenza a un’unica cittadinanza, a u unico territorio, con la sua storia e le sue peculiarità. Che non significa chiusura nel crogiolo del proprio campanile.
La nostra attività crea, infatti, una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi emotivi, affettivi, conoscitivi, con i paesi dell’hinterland squillacese. Le iniziative realizzate nei giorni scorsi a Stalettì, Girifalco e a Cortale ( che hanno visto impegnate “calcisticamente” anche le Mamme!), ben si collocano in questa direzione.
Ben diverso il caso di quel “tiro maldestro”, diretto alla mai persona, che ha prodotto contraccolpi diversi.
Ringrazio, al tal proposito, i genitori dei ragazzi, la prof. ssa Anna Maria Catalano, il Consiglio Direttivo, l’arch. Giuditta Stilo, il responsabile del Centro “Il Vivarium”: mi hanno espresso solidarietà, stima, affetto, nonché l’auspicio che il mio impegno si protragga nel tempo.
Mi piace concludere con una riflessione: ciò che avviene e quanto avviene, serve per capire quanto l’uomo sia grande quando progetta di amore; quanto l’uomo sia grande quando sa superare emotività ed ostacoli, facendo emerge le sue migliori energie. Serve a vedere una volta di più che non si può calpestare il prossimo per sentirsi più “grandi”.
E se tanto avviene, ciò che distingue è il silenzio. Il silenzio che fa volare alto.
Agazio Sinopoli (presidente Centro Ricreativo Squillace)

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