“Giornata mondiale del Rifugiato” con escursione nel centro storico

“Escursione alla scoperta di un paese accogliente” riuscita alla perfezione. Si è svolta a Squillace nell’ambito della “Giornata mondiale del Rifugiato”, su iniziativa del comitato Uisp di Catanzaro, in collaborazione con l’Asd “Calabriando Catanzaro” e i progetti Siproimi di Catanzaro-Squillace, Gasperina, Girifalco, San Sostene e Satriano, gestiti dalla Fondazione “Città Solidale Onlus”, con il patrocinio gratuito del Comune di Squillace.
La “giornata” ha previsto lo svolgimento di un’escursione nel territorio di Squillace per scoprire, insieme ai migranti ospiti, le bellezze e i tesori del territorio le cui antichissime origini si fondano su storie di migrazioni dalla Grecia e sul peregrinare mitologico di Ulisse.
Ad attendere i partecipanti in piazza Duomo, i responsabili Uisp Catanzaro, il presidente di “Calabriando” Riccardo Elia, l’assessore comunale al turismo Franco Caccia e la consigliera comunale Anna Maria Mungo, oltre ai coordinatori dei Siproimi di “Città Solidale”.
Dopo l’indirizzo di saluto dell’assessore Caccia, è intervenuto lo scrittore calabrese Salvatore Mongiardo che ha poi guidato il gruppo nella visita al borgo. «Do il benvenuto – ha affermato Mongiardo – a voi, che venite dall’Africa, dall’India, dall’altro mondo.
L’umanità è nata in Africa: è un fatto che oggi nessuno mette in evidenza. Ma la storia dell’umanità comincia dall’Africa. Oggi chi viene qui lo fa anche per il bisogno di libertà.
La libertà è nata in Calabria, nel 600 a.C., nella città di Locri, che fu la prima al mondo a dire che non ci potevano essere schiavi. Io vi vedo come l’umanità del futuro, perché voi magari siete di pelle nera, ma di cuore luminoso e bianco.
Noi siamo di pelle bianca, ma molti di noi sono neri nel cuore, pieni di odio razziale e di malvagità. La prova è che negli ultimi 3000 anni tutte le guerre del mondo son venute dal nord contro il sud.
Il compito che la storia affida a voi oggi è di ricominciare, rinascere, far ripartire la nuova umanità».

Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud)

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