Don Mimmo Battaglia: dal seminario di Squillace ad arcivescovo di Napoli


Mons. Battaglia, e il soffio dello Spirito di Ulderico Nisticò


Quando, nel 2016, don Mimmo venne festeggiato in Duomo a Catanzaro da mons. Bertolone e tutti gli altri Vescovi calabresi, e molte autorità e molti fedeli, io, che ero ad assistere, fui lieto per lui, ma pensavo anche che per il nostro territorio era una perdita.
Tutti ricordiamo quanto abbia fatto per gli emarginati, e non solo quelli economici, ma forse più per quelli morali.
Mi veniva in mente un episodio di anni prima, quando in un paese venne insignito del premio Maria Regina delle Vittorie. Eravamo relatori del convegno il compianto mons. Ciliberti e io. Don Mimmo era accompagnato da due dei suoi beneficati, i quali raccontarono, con chiarezza e umiltà, la loro storia di tossici salvati da lui.
Si era fatto tardi, e don Mimmo venne, in modo inaspettato, a salutare l’Arcivescovo e il tavolo della presidenza; e chiedendogli io perché non restasse al rinfresco, mi sussurrò che i suoi amici erano soggetti a termini di legge e ad orari, e lui ne era personalmente responsabile. Ecco, mi dissi io, la semplice e spiccia e silenziosa virtù di un uomo davvero grande. Del resto è un uomo colto, e una bella penna.
Poi seppi, da amici della Diocesi di Cerreto, che anche da Vescovo non aveva cessato di essere “prete di strada” nel senso più nobile. E sono certissimo che farà lo stesso anche ora che è Arcivescovo di una delle sedi più importanti delle gerarchie della Chiesa; e in una difficile città dalle millenarie glorie e contraddizioni.
Nella lunghissima storia del cristianesimo in Calabria, non è che abbiamo avuto molte glorie da vantare. I papi dei primissimi secoli sono persino di dubbia esistenza; e l’unico sicuro è l’antipapa Giovanni Filagato, del X secolo. Nel XVI secolo, si annoverano i cardinali Parisio, Lauro, e quel Guglielmo Sirleto che tre volte fu vicino al Soglio; e fu Vescovo di S. Marco e poi di Squillace.
Ci fu anche un cardinale Simonetta, ma la famiglia di Cicco, di Caccuri, da generazioni viveva in Lombardia. Trovo nelle antiche cronache un Anania, già precettore di Mattia Preti, poi Vescovo di Nemi; e il poeta Agazio di Somma del XVII secolo, Vescovo di Catanzaro… E i Sirleto nipoti di Guglielmo, Vescovi di Squillace.
Ora mons. Battaglia colma, da pari suo, un vuoto storico di secoli; e onora la nostra Arcidiocesi e il suo Presule Bertolone.
E siamo speranzosi di dover chiamare presto don Mimmo non più solo Eccellenza ma Eminenza… E poi lo Spirito soffia dove vuole.

Ulderico Nisticò

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