Dal primo giugno è possibile visitare il castello normanno

E’ stato riaperto ufficialmente dal primo giugno scorso ai visitatori il castello normanno di Squillace.  Fino al 30 settembre il più importante monumento squillacese rimarrà aperto al pubblico tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Negli altri periodi dell’anno, l’orario di apertura sarà diverso.
La gestione, in esclusiva, è stata affidata alla società “I Giardini di Hera”, diretta dall’archeologa Chiara Raimondo, che vede una compagine sociale a maggioranza femminile: archeologi, economisti ed esperti di organizzazione eventi.
Grazie al Por Calabria, teso a sostenere lo sviluppo di attività imprenditoriali all’interno delle filiere della valorizzazione del patrimonio e della produzione culturale, è stato finanziato il progetto che mette in rete il castello di Squillace il monastero fortificato della “Grangia di Sant’Anna” a Montauro e il museo archeologico “Vivarium” di Stalettì. Nell’ambito dei finanziamenti “Pisl–Borghi di eccellenza della Calabria” è in via di completamento il recupero e la rifunzionalizzazione del castello squillacese. «L’impresa – rende noto l’archeologa Raimondo – sta completando l’illuminazione esterna ed interna e la messa a norma degli impianti, d
opo di che procederemo all’allestimento della sala multimediale. A giorni partirà il nuovo sito web sul castello.
Dalla metà di luglio, inoltre, avvieremo attività ed eventi organizzati, conferenze, presentazioni di libri, cene concerto, mostre, serate a tema dedicati alle tipicità enogastronomiche ed artigianali».
La maggiore attrazione del castello consiste nella “Sala dei guerrieri”, dove sono esposti gli scheletri dei due guerrieri del 1200 rinvenuti nel corso della campagna di scavi archeologici del 1994. Ma anche le scoperte della seconda campagna di scavi, diretti dalla stessa Raimondo, hanno dato importanti risultati sulla ricerca sui luoghi di Cassiodoro e sulla Squillace bizantina e altomedievale.
Scoperte che stravolgono la storia sulle origini dell’attuale città di Squillace, che prima si facevano risalire agli inizi del VII secolo con l’abbandono della città romana di Scolacium e il conseguente trasferimento e arroccamento dell’abitato sul colle. Si tratta del ritrovamento di una necropoli risalente al VI-VII secolo, al di sotto della fase normanna del castello.
Interessante il rinvenimento di una  brocchetta, che  permette di datare la necropoli al delicato periodo di transizione tra la Tarda Antichità e l’Altomedioevo, che costituisce la certezza archeologica della presenza di un insediamento bizantino sulla sommità del colle di Squillace, evento di grande importanza che fornisce un fondamentale tassello nella ricostruzione della storia di uno dei territori più importanti della nostra regione.

Salvatore Taverniti

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