Concerto della corale “Theotokos” in cattedrale

Solidarietà con i cristiani vittime di discriminazioni e persecuzioni” è il titolo del concerto, svoltosi domenica 31 agosto, nella cattedrale di Squillace, organizzato dalle locali parrocchie “S. Maria Assunta” e “San Pietro Apostolo”. Protagonista, la corale “Theotokos”, che ha proposto una serie di canti, alternati da varie riflessioni e preghiere sul tema della persecuzione dei cristiani in atto in tutto il mondo.
Frate Tino Sanna, dei “Piccoli missionari della carità” di Stalettì, presentando la serata, alla quale hanno preso parte centinaia di fedeli, ha riportato le parole di papa Francesco, il quale di recente ha affermato che «oggi ci sono cristiani perseguitati a cui non è nemmeno concesso di pregare» e che «ci sono più martiri cristiani ora che nei primi tempi della Chiesa».
E allora da Squillace si è levata la preghiera per le situazioni di tensione e di conflitto, in particolare in Medio Oriente, per i cristiani costretti a lasciare le zone dell’Iraq controllate dai miliziani jihadisti dell’Isis, ma anche per i cristiani perseguitati in Israele e in Ucraina, per gli uomini, le donne e i bambini che, a causa del loro credo, subiscono violenze. Tutti convinti che la preghiera di intercessione per i fratelli e le sorelle perseguitati per la loro fede in Cristo e messi alla prova per la loro fedeltà al Vangelo è la forma più alta di comunione e di partecipazione alle loro sofferenze.
E’ stato, in pratica, un appello a risvegliare le coscienze, mediante il canto e la riflessione.
La corale “Theotokos” è formata, per la parte musicale, da diversi musicisti e, per la parte cantata, da tanti piccoli gruppi e cori parrocchiali del comprensorio e non solo. Oltre un centinaio di persone che sono state dirette e preparate in maniera egregia dal maestro Francesca Pallone e da frate Tino. «Ci avete portato in paradiso», ha affermato al termine il vicario generale dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, mons. Raffaele Facciolo, il quale si è augurato che il già nutrito coro possa diventare ancora più grande e aperto a rappresentanti di altre comunità e religioni.

Salvatore Taverniti

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