“CivitaSquillace” al completo fa quadrato intorno al presidente del consiglio Paolo Mercurio

Nella diatriba tra i consiglieri di minoranza di “Tuttinsieme per Squillace”, Oldani Mesoraca ed Enzo Zofrea, e il presidente del consiglio comunale Paolo Mercurio, “reo” di non aver convocato una riunione consiliare straordinaria per discutere sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolti il sindaco, un assessore e la segretaria comunale, si inserisce il gruppo di maggioranza “CivitaSquillace” al completo.
Gli otto consiglieri che sostengono la giunta capeggiata dal sindaco Pasquale Muccari fanno quadrato intorno a Mercurio, stigmatizzando gli interventi dei giorni scorsi provenienti dalla minoranza, che, tra l’altro, aveva preannunciato il ricorso al prefetto di Catanzaro sulla vicenda. Innanzitutto, secondo “CivitaSquillace”, riguardo all’invio degli atti propedeutici ai consigli comunali, né il presidente, né il sindaco, né la segretaria hanno preso impegni, in quanto i regolamenti locali prevedono la presa visione.
Sembra facile mandarli per posta elettronica, ma «ci vuole del personale dipendente che provveda a scansionare documenti spesso corposi» e si sa che i dipendenti del Comune sono ridotti al lumicino. «I consiglieri di minoranza – aggiunge “CivitaSquillace” – potrebbero dedicare meno tempo per attaccare e offendere e potrebbero invece impegnare qualche minuto per la presa visione dei documenti negli uffici comunali ed anche per studiare e conoscere meglio come funziona un ente locale».
Sempre secondo i consiglieri di maggioranza, riferendosi, in particolare, alla vicenda della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini per reati contro la pubblica amministrazione, «ancora più deplorevole è l’insistenza con la quale ormai da giorni Mesoraca e Zofrea perseverano nella loro azione di sciacallaggio a scapito del sindaco, dell’assessore alla programmazione e della segretaria comunale. Desiderano fare il processo nell’aula del consiglio comunale e gettare fango sui malcapitati: avrebbero dovuto studiare ancora un po’ e superare il concorso in magistratura se avessero davvero voluto emettere sentenze.
Giova in ogni caso ricordare loro lo stile e la correttezza dimostrata da chi oggi è vittima di questi sterili attacchi e nel recente passato non ha mai speculato sulle disavventure altrui».
Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 12 dic 2021)

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