Incontro a Squillace tra gli amministratori del ” Golfo che unisce ” per i finanziamenti PILS

La programmazione comunitaria 2007-2013 volge ormai al termine e la Regione Calabria si potrebbe trovare nelle condizioni di avere una disponibilità sui finanziamenti Pisl (Programma Integrato di Sviluppo Locale) in corso di attuazione.
Alla luce di questo, si è riunita nel Municipio di Squillace la giunta comunale, presieduta dal sindaco Guido Rhodio, con la partecipazione di sindaci e amministratori dei Comuni dell’associazione intercomunale “Il Golfo che unisce”, i cui progetti Pisl sono stati a suo tempo dichiarati ammissibili, ma non finanziati, per circa sette milioni di euro.
Oltre a Rhodio e alla giunta squillacese, hanno partecipato alla riunione i sindaci di Davoli, Antonio Corasaniti; di Montauro, Pantaleone Procopio; di Petrizzi, Domenico Paravati; di Stalettì, Concetta Stanizzi, e il vice sindaco di Montepaone, Antonio Macrì, tutti erano accompagnati da altri amministratori e rispettivi tecnici comunali.
Rhodio, assistito dall’ufficio tecnico comunale e da Mauro Francini, docente di Ingegneria Civile all’Università della Calabria, ha sottolineato l’esigenza di non restare inattivi rispetto ad un’ipotesi di riutilizzo di risorse, che rischierebbero di essere perdute, nonché la necessità di promuovere vigili iniziative al fine di poter definire unitariamente una strategia condivisa per la ricollocazione dei finanziamenti, tenuto altresì conto che sono in programma particolari e opportune convocazioni dell’assessorato regionale alla programmazione comunitaria, tra cui una fissata dall’assessore Giacomo Mancini, con oggetto gli aiuti alle imprese che operano nel settore del turismo.
Rhodio ha ribadito l’utilità dell’incontro promosso con i Comuni i cui progetti Pisl sono stati già dichiarati ammissibili, ma non finanziati, annunciando un ulteriore prossimo incontro, da tenersi dopo le riunioni organizzate dalla Regione, che sia allargato ai restanti Comuni dell’associazione (Gasperina, Satriano, Amaroni, Palermiti e Vallefiorita), per i quali la Regione a suo tempo  ritenne di dichiarare i rispettivi progetti non ammissibili e, quindi, esclusi dalla prima fase della programmazione, che raggiungono un’ulteriore massa di interventi per circa sei milioni di euro.
Il sindaco di Squillace, inoltre, ha rilevato come i due gruppi di Comuni sono costretti a seguire percorsi burocratici distinti, anche se fondamentalmente unitari, in quanto per i progetti non ritenuti ammissibili bisogna non solo esaminare congiuntamente con la Regione la validità o meno, allo stato attuale, dei motivi tecnico-giuridici o di finalizzazione che indussero la stessa Regione a ritenerli non ammissibili, ma occorre concordare con essa i percorsi da seguire per l’eventuale ripescaggio dei progetti, magari attraverso altre misure di intervento comunitario.
E ciò in quanto la massa di disponibilità finanziaria della Regione risulta ancora enorme rispetto alla scadenza del termine del 2013.
Passando all’intervento specifico di Squillace, Rhodio ha ricordato che il progetto presentato dal Comune riguarda un segmento di fondamentale importanza, in quanto è mirato alla bonifica ambientale, naturalistica e storico-antropologica del rinomatissimo fiume Alessi-Pellene, dove si programma anche il recupero funzionale e archeologico-turistico-industriale dei molti mulini medioevali ( la cosiddetta “Valle dei mulini”), con interventi connessi sia sull’area della “Madonna del Ponte” e sia sul lungomare di Squillace Lido, appendice della foce dell’Alessi-Copanello.
Dopo l’esposizione di Rhodio sono intervenuti poi, con contributi importanti, il professor Francini e l’archeologa Chiara Raimondo e, a più riprese, tutti i sindaci e gli amministratori presenti.

Carmela Commodaro

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