“Carnolovara meu tu si’ malatu” disappunto degli organizzatori che rinunciano al contributo

È bastato un semplice post sui social per far svegliare la macchina burocratica dormiente e per far scoprire alla giunta comunale la richiesta di contributo per la manifestazione del Carnevale.
Lo affermano i responsabili dell’associazione folkloristica “Carnevale squillacese” rispondendo a quanto dichiarato dall’assessore comunale Franco Caccia, il quale, pur confermando l’impegno del Comune, aveva puntualizzato che compito degli organizzatori è anche di sfruttare altre opportunità.
«La nostra associazione – dicono i componenti del direttivo – ha ripreso da più di un lustro ad organizzare il Carnevale soprattutto con il contributo di maestranze volontarie, con donazioni private e sponsor da parte di esercizi commerciali ma anche con il contributo di enti pubblici. 
Con l’arrivo dell’autunno iniziamo a programmare la manifestazione, che richiede tempi lunghi per la realizzazione dei carri allegorici e per la preparazione delle coreografie; ma per fare ciò occorre avere chiaro un bilancio di previsione di spese e costi per cui abbiamo inviato le richieste di contributo a privati ed enti pubblici».
Secondo il loro racconto, le richieste partono i primi di dicembre e nel frattempo si svolgono gli incontri pianificatori, giungendo però a fine gennaio e inizi di febbraio, quando non ci sarebbe più tempo per realizzare i carri allegorici.
 «La nostra comunicazione sui social – proseguono – che verteva sulla mancanza di risorse umane e finanziarie, ha causato la reazione dell’assessore al ramo che si è subito prodigato a far deliberare, il 7 febbraio, un contributo nella misura di 500 euro.
Ma come mai l’assessore si ricorda della richiesta e si mobilita solo il 7 febbraio, cioè dopo due mesi dalla richiesta e a soli tre giorni dalla pubblicazione del comunicato? L’assessore ci spiega come mai la regola del divieto di elargizione del contributo in periodo elettorale (ammesso che sia applicabile al caso) sia valida solo per la nostra associazione?
Sa l’assessore se ci siamo mossi altrove per reperire fondi?». I componenti del direttivo dell’associazione dicono di voler chiudere la polemica, naturalmente non accettando il riconoscimento economico offerto. «Preferiamo averlo a disposizione in futuro – concludono – quando avremo sicuramente la possibilità di confrontarci serenamente e mettere sempre sul tavolo proposte serie e di qualità per il bene della nostra città».
Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud)

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