Si e’ svolta la terza edizione del premio ” Cassiodoro il grande ” a cura del centro culturale Cassiodoro

Terza edizione del premio “Cassiodoro Il Grande”, organizzata dall’associazione “Centro Culturale Cassiodoro”. 
La cerimonia si è svolta il 5 agosto, in piazza Vescovado, a Squillace, alla presenza di diverse autorità civili, militari e religiose, tra cui il prefetto Antonio Reppucci e l’arcivescovo metropolita mons. Vincenzo Bertolone.
 Uomo di cultura e di dialogo nell’Italia che trovava nuovi assetti dopo il crollo dell’impero romano, Cassiodoro fu una grande figura di “ponte” tra due mondi. Consigliere di quattro re goti, fu sempre un convinto assertore del ruolo della fede cristiana quale spunto di relazione tra popoli e civiltà che erano fino a quel punto entrati in contatto in modo quasi solo violento. 
Il premio quest’anno è andato al presidente del consiglio regionale Francesco Talarico, all’onorevole Lella Golfo, al dottor Daniele Rossi, responsabile commerciale della “Guglielmo Caffè”, alla professoressa Milena Carrara Pavan, presidente del “Centro culturale internazionale Vivarium Panikkar”, e al professor Luciano M. Delfino, docente alla Bocconi di Milano.
 La serata, condotta da Cosimo Griffo, ha visto l’esibizione di ospiti importante come le band “Rehab” e “Klessydra e la cantante Alma Manera, testimonial della manifestazione e co-conduttrice.
 Pasquale Crupi, Nik Spatari e Lorenzo Viscido e i sindaci dei comuni viciniori, Arturo Bova di Amaroni, Leo Procopio di Montauro, Franco Aloisi di Palermiti, Pantaleone Narciso di Stalettì (per Vallefiorita era presente il vice Giuseppe Mercurio), sono stati nominati soci onorari del Centro Culturale Cassiodoro e hanno ricevuto anch’essi una medaglia. Don Antonio Tarzia, sacerdote paolino, direttore del mensile “Jesus” e presidente dell’associazione “Centro Culturale Cassiodoro”, al quale il Comune di Squillace conferirà la cittadinanza onoraria, come anticipato dal sindaco Guido Rhodio, lavora per far riscoprire la figura del grande intellettuale cristiano, perché – ha detto – «Cassiodoro insegna a vivere ancora ed è vivo tra noi». 

Carmela Commodaro

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