Votiamo il castello di Squillace tra “I luoghi del cuore” del FAI

Ci sono anche alcuni posti suggestivi del territorio di Squillace, fra “I luoghi del cuore”, il censimento nazionale promosso dal Fai (Fondo ambiente italiano), in partnership con Intesa San Paolo, giunto alla decima edizione, che chiede ai cittadini di segnalare i piccoli e grandi tesori che amano e che vorrebbero salvare.
Il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere i cittadini e di sensibilizzarli sul valore del patrimonio storico-artistico e naturalistico italiano e sull’importanza di proteggerlo e valorizzarlo, invitandoli ad attivarsi e ad agire concretamente in suo favore; ma anche per contribuire a portare i luoghi che più amiamo e le loro eventuali esigenze all’attenzione della comunità e delle istituzioni; e per favorire, con un percorso dal basso, le istanze della società civile, favorendo l’innescarsi di processi virtuosi di tutela e valorizzazione.
Il gruppo social “Siamo Squillace” sta promuovendo il monumento più importante della città, cioè il castello normanno-svevo che domina il territorio circostante.
Si ha tempo fino al 15 dicembre per votare collegandosi sul sito del Fai alla pagina “I luoghi del cuore”. Da cinque anni la gestione del castello squillacese è affidata alla società “I Giardini di Hera”, diretta dall’archeologa Chiara Raimondo e che vede una compagine sociale a maggioranza femminile: archeologi, economisti ed esperti di organizzazione eventi.
Il progetto culturale è finanziato con il Por Calabria e viene sostenuto dal Comune di Squillace. La maggiore attrazione del castello consiste nella “Sala dei guerrieri”, dove sono esposti gli scheletri dei due guerrieri del 1200 rinvenuti nel corso della campagna di scavi archeologici del 1994.
Ma anche le scoperte della successiva campagna di scavi, diretti dalla stessa Raimondo, hanno dato importanti risultati sulla ricerca sui luoghi di Cassiodoro e sulla Squillace bizantina e altomedievale.
Scoperte che stravolgono la storia sulle origini dell’attuale città di Squillace, che prima si facevano risalire agli inizi del VII secolo con l’abbandono della città romana di Scolacium e il conseguente trasferimento e arroccamento dell’abitato sul colle. Si tratta del ritrovamento di una necropoli risalente al VI-VII secolo, al di sotto della fase normanna del castello. Interessante il rinvenimento di una brocchetta, che permette di datare la necropoli al delicato periodo di transizione tra la Tarda Antichità e l’Altomedioevo, che costituisce la certezza archeologica della presenza di un insediamento bizantino sulla sommità del colle di Squillace, evento di grande importanza che fornisce un fondamentale tassello nella ricostruzione della storia di uno dei territori più importanti della nostra regione.

Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 7 novembre 2020)

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