Totò Spanò ci ha lasciati! Il saluto e l’addio a tutti gli squillacesi, in Italia e nel mondo, lo aveva già dato nel marzo 2024 quando, nella sala consiliare strapiena di concittadini, presentò l’ultima fatica letteraria in dialetto calabrese “A sira vena “, dalla quale traspariva tutto l’amore viscerale per Squillace.
Un inno ai sentimenti più puri e profondi di uno squillacese verso la famiglia, la sua città, l’amicizia.
Poesie in vernacolo cariche di emozione, di ricordi mai sopiti, di religiosità, con vari richiami accorati alla Madonna e al Signore.
I ricordi poi della cara mamma a cui l’autore mostra tutta la sua riconoscenza e il suo affetto; la nostalgia per il suo papà ed il rammarico per esser stato poco assieme quando era ancora in vita , non mancano poi le poesie dedicate i fratelli e ai nipoti, ma anche agli amici più cari. Ho capito in quel momento che Totò ci stava lasciando un testamento spirituale, presagendo il suo commiato dalla vita.
Grazie Totò , hai saputo personificare e tramandare l’essenza dell’animo squillacese, amore sviscerato per Squillace , animo schietto e gentile radicato nei valori familiari e acuto osservatore della nostra comunità.
Totò Spanò, vero “patociu schidhaciotu”, così onoriamo chiamare gli squillacesi attaccati al malacucchiu.
