L’ultracentenario Saverio Maida supera anche la prova del cuore

Nella sua lunga vita è stato sempre coraggioso e combattivo. Adesso, a quasi 103 anni d’età, è stato pure bravo nell’affrontare un intervento chirurgico. Non era facile decidere di sottoporsi all’impianto di un pacemaker a quell’età, ma per Saverio Maida, pensionato di Squillace, è stato un gioco da ragazzi. E l’équipe medica dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro ha preso – è proprio il caso di dire – a cuore la sua situazione. L’anziano ultracentenario squillacese era giunto in pronto soccorso con problemi legati ad un disturbo di conduzione dell’impulso elettrico cardiaco che causava un rallentamento del battito cardiaco.
L’intervento per l’impianto di pacemaker per regolare il ritmo del cuore è stato effettuato con successo dal dottor Francesco Borrello e dalla sua équipe ed è stato seguito per tutta la durata del ricovero nel reparto di “Cardiologia” diretto dal dottore Vincenzo Antonio Ciconte e dal facente funzioni dottor Francesco Cassadonte.
Quindi, è stato dimesso in buone condizioni cliniche generali. Un successo conseguito grazie alla professionalità dell’équipe ospedaliera, ma anche grazie alla longevità attiva del paziente, il cui segreto è stato sempre l’ottimismo, il suo carattere positivo. Una condizione mentale che l’ha sempre aiutato ad andare avanti anche alle difficoltà.
Saverio Maida è nato il 4 aprile 1918. Appassionato di storia della seconda guerra mondiale, a Squillace è considerato la memoria storica della città. Ricorda ogni avvenimento vissuto con lucidità e si sofferma a parlarne con tutti, anche con i ragazzi delle scuole.
All’età di venti anni è stato chiamato per svolgere il servizio di leva e, quindi, destinato come segnalatore sulla nave “Pantera” della Regia Marina. Ha partecipato alle azioni di guerra nel Mediterraneo, in Africa e in Albania, vivendo momenti di estrema tensione quando nel gennaio del 1939, di ritorno da Massaua per il rimpatrio della nave, una forte tempesta si abbatté sull’imbarcazione mettendo in pericolo l’equipaggio, e quando, il 7 novembre 1940, nella baia di Valona in Albania sei aerei inglesi bombardarono il porto e il campo di aviazione, ed un aereo abbattuto si inabissava a circa 40 metri dalla base dove Saverio prestava servizio come telegrafista.
Terminata la guerra, ha trascorso dieci anni a Bolzano, dove si sono trasferiti alcuni dei suoi fratelli e dove ha lavorato nelle Poste.
Alla fine degli anni Cinquanta è ritornato a Squillace, continuando a lavorare come dipendente postale a Catanzaro fino alla meritata pensione.

Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 21 marzo 2021)

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