I consiglieri di minoranza chiedono un consiglio comunale straordinario

Preoccupati per le sorti del Comune. Si definiscono in tal modo i consiglieri comunali di opposizione del Comune di Squillace Oldani Mesoraca, Enzo Zofrea (del gruppo Tuttinsieme per Squillace) e Anna Maria Mungo (Squillace in Movimento), a seguito della notizia secondo cui la Procura della Repubblica di Catanzaro, nell’ambito di un’inchiesta su un concorso pubblico svoltosi al Comune nella precedente consiliatura, ha chiesto il rinvio a giudizio che sarà discusso nell’udienza del prossimo 9 giugno, per i reati di corruzione e concussione, anche per il sindaco Pasquale Muccari, l’assessore comunale Franco Caccia e la segretaria comunale Giuseppina Ferrucci, insieme ad altre persone.
I tre consiglieri dell’opposizione dicono di interpretare anche i sentimenti della stragrande maggioranza dei cittadini e chiedono al presidente del Consiglio comunale la convocazione straordinaria dell’assemblea per un immediato dibattito pubblico, come avevano fatto nello scorso mese di novembre quando vennero emessi gli avvisi di inizio indagine. Richiesta, peraltro, mai assecondata.
Mesoraca, Zofrea e Mungo sostengono che «le gravissime accuse che la Procura ha sollevato nei confronti di amministratori comunali e figure istituzionali ledono l’immagine ed il prestigio della nostra città, da sempre considerata un faro di civiltà e punto di riferimento, non solo storico».
Secondo gli stessi, a conclusione del dibattito, il Consiglio dovrà determinarsi sulla costituzione di parte civile dell’ente, in caso di conflitto d’interessi. I tre, inoltre, hanno scritto al vicesindaco con delega alla legalità, Stefano Carabetta, evidenziando quanto sia inopportuno che la segretaria comunale «a seguito della richiesta di rinvio a giudizio, possa continuare a ricoprire il ruolo di responsabile dell’anticorruzione del Comune ed a far parte delle commissioni di gare indette, nell’interesse dell’ente”.
Per tale motivo chiedono l’immediata revoca del suo incarico di responsabile dell’anticorruzione comunale, «evitando, altresì, che la stessa possa risultare in futuro componente di qualsiasi commissione di gara indetta dall’ente».

Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 4 mag 2022)

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