Celebrazione del 4 novembre in Piazza del Milite Ignoto

Il 4 Novembre, celebrazione dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ha visto Squillace rendere un sentito omaggio ai caduti di tutte le guerre con una cerimonia carica di emozione e partecipazione, animata dalla vivacità dei ragazzi delle scuole cittadine. Una occasione unica di riflessione collettiva, dove la memoria e la speranza si sono fuse in un abbraccio grazie alla voce e alla creatività delle nuove generazioni. Una cerimonia che ha unito la comunità in un momento di profonda consapevolezza. La giornata è iniziata con la celebrazione della messa nella basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, seguita da un corteo che ha raggiunto il monumento ai caduti.

Presenti le autorità civili e militari, tra cui il sindaco Enzo Zofrea, i carabinieri della stazione locale, i vigili urbani, la protezione civile “Angeli blu”, la Croce Rossa di Squillace e i rappresentanti scolastici. Nel suo discorso, il sindaco ha rivolto un messaggio ai giovani: «Pensando ai caduti di ieri, la pace non è scontata, va scelta, va protetta, va costruita. Cari ragazzi, io credo in voi: proteggiamo la pace e cerchiamo di viverla ogni giorno». Un invito alla responsabilità e alla condivisione tra gli studenti delle scuole primarie e secondarie di Squillace centro e Squillace lido, accompagnati dai loro docenti.
Dopo la lettura del Bollettino della Vittoria e la deposizione della corona d’alloro, la manifestazione è stata vitalizzata da canti e componimenti degli studenti, accompagnati dalla banda musicale di Tiriolo.
Un momento di grande impatto è stato offerto dai ragazzi del liceo artistico, guidati dai docenti Francesco Pancari e Serena Grattà, con la performance “Forze di pace”, narrata da Roberta Spanò. La performance ha trasformato un lenzuolo bianco in un potente simbolo di pace. Cinque figure hanno portato i colori della memoria: rosso, verde, blu, giallo e nero. Ogni colore rappresentava una terra, una ferita, una speranza. Al centro, la pace: non come simbolo statico, ma come forza viva che intreccia, ricompone, crea. «Ogni pennellata è una speranza, ogni traccia è un dialogo.
Il lenzuolo si riempie di voce, di possibilità». Ma la pace è fragile. L’ombra dell’odio e della sopraffazione ha cercato di spegnere i colori. Eppure, le “forze di pace”, giovani mani che proteggono e ricostruiscono, hanno riportato la luce. Il lenzuolo, tornato bianco, è diventato il simbolo di tutte le cadute e di tutte le rinascite. La giornata si è conclusa con un messaggio chiaro: la pace è un bene prezioso, da custodire ogni giorno. I giovani di Squillace hanno dimostrato che la memoria può essere viva, creativa e che l’impegno per un mondo migliore parte dai gesti più semplici. «La vera forza non è nel colpire, ma nel custodire». Una lezione potente, che ha unito diversi mondi in un abbraccio di gratitudine e responsabilità.

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