5 milioni di euro per progetti destinati alla valorizzazione dell’attività nel settore della ceramica artistica e tradizionale

Vi è l’urgenza di provvedimenti finalizzati a rafforzare le botteghe artigiane e per ringiovanire la forza lavoro in modo da scongiurare la scomparsa nei prossimi decenni di un intero settore. L’appello è stato lanciato dall’assessore comunale alla programmazione e turismo di Squillace Franco Caccia nel corso dell’assemblea straordinaria dell’Aicc (associazione italiana città della ceramica) svoltasi nei giorni scorsi a Faenza, chiamata ad assumere importanti decisioni per consentire all’ente di sfruttare le opportunità dei prossimi anni e dare maggiore centralità ai singoli territori.
Dell’Aicc, ente riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo economico, 46 città italiane rinomate per la produzione di ceramica artistica e tradizionale, tra cui Faenza, Castellamonte, Deruta, Vietri sul Mare, Caltagirone, Gubbio, Grottaglie. Squillace, unica città della Calabria presente nell’Aicc, in qualità di socio fondatore, è stata rappresentata dall’assessore Caccia.
«Riteniamo siano molto importanti – ha precisato l’assessore – il ruolo e l’azione dell’Aicc, condivisi di recente con tutto il consiglio comunale di Squillace che ha votato all’unanimità le modifiche allo statuto». Proprio durante i lavori dell’assemblea è arrivata la bella notizia relativa all’approvazione del decreto ministeriale stanzia 5 milioni di euro per progetti destinati alla valorizzazione dell’attività nel settore della ceramica artistica e tradizionale. Grazie a questo decreto, alla cui stesura ha concretamente partecipato anche l’Aicc, le botteghe di ceramisti potranno contare su un contributo a fondo perduto fino all’80% per spese relative all’acquisto di macchinari e per il potenziamento tecnologico.
Secondo Caccia, questo provvedimento, se adeguatamente utilizzato dai maestri artigiani, può rappresentare una grossa opportunità per il rilancio delle loro importanti attività. «Il compito di enti di promozione come l’Aicc – conclude Caccia – è proprio quello di contribuire allo sviluppo attraverso strumenti che rispondano alle necessità delle singole imprese. Adesso, però, spetta alle imprese fare la loro parte».

Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 28 maggio 2022)

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