Ultimo consiglio comunale per l’ Amministrazione Rhodio

Presieduto dal consigliere anziano Vincenzo Lioi, stante la momentanea assenza della presidente Anna Nuciforo, si è riunito giovedì 24 aprile, a Squillace, il consiglio comunale, ultimo della legislatura, prima delle elezioni amministrative del 25 maggio.
Nel suo intervento,  il sindaco Guido Rhodio, visibilmente emozionato, ha ripercorso i suoi cinquanta e più anni di impegno pubblico a servizio della città di Squillace e dell’intera regione Calabria, nei vari ruoli e mandati affidati a lui da una continua e affettuosa fiducia popolare. Rhodio ha ringraziato tutti coloro che nel tempo gli sono stati vicini e solidali nella collaborazione e nel delicato ed importante lavoro di crescita della comunità: autorità, stampa, amministratori, personale dipendente e cittadinanza tutta.
Il primo cittadino, nel suo intervento, interrotto spesso da scroscianti ripetuti applausi, ha raccomandato a tutti, specialmente alle nuove generazioni che si cimentano a guidare la città, di proseguire con determinato vigore ad amare sempre questa importante e storica città, mirando soprattutto al raggiungimento di un’indispensabile unità del territorio e delle componenti sociali ed umane, e particolarmente puntando al bene comune e all’ulteriore progresso della stessa, nel solco della generosa e prestigiosa testimonianza delle generazioni e dei sindaci passati  e del ricchissimo patrimonio di valori civili e spirituali di cui essa è tuttora portatrice.
Nel contesto di questa linea di lavoro per il futuro, Rhodio ha sottolineato come uno dei valori e delle glorie più alte di Squillace sia costituito dal ruolo che da due millenni svolge la Chiesa cattolica e la sua sede vescovile, una delle più antiche del Meridione, verso la quale la cittadinanza e le amministrazioni mantengono ininterrottamente, e devono mantenere nel futuro,  costante ossequio e fattiva collaborazione per  il dinamico sviluppo spirituale ed umano della comunità e dell’intero comprensorio “scillacense”.
Il sindaco, quindi, ha proposto il conferimento della cittadinanza onoraria di Squillace all’arcivescovo metropolita mons. Vincenzo Bertolone, evidenziando l’impegno altamente meritorio dell’attuale pastore di Catanzaro-Squillace, il quale insieme allo zelo apostolico e all’illuminata e infaticabile guida morale e spirituale, da tre anni assicura gesti importanti, premurosi e  significativi di vera predilezione per il ruolo e il patrimonio spirituale di questa città, che al momento si riassumono, insieme ad alcune opere di carità per emarginati ed immigrati, soprattutto nel rilancio della personalità del concittadino Monaco Cassiodoro il Grande, del quale ha formalmente proposto la canonizzazione; nell’avvio della procedura per l’attribuzione da parte della Santa Sede del titolo di Basilica alla nostra antichissima Cattedrale; e nel mettere a disposizione i locali dell’ex Seminario diocesano per la realizzazione di un centro di alta cultura e spiritualità dedicato al Vivarium di Cassiodoro, che ospiterà fra giorni due comunità monastiche femminili, di cui una claustrale-contemplativa e una di impegno pastorale per l’assistenza e la formazione dei giovani.
Il consiglio comunale, condividendo ed apprezzando pienamente la proposta del Sindaco (interventi di Facciolo, Caccia, Muccari, Pipicella, Brutto, segretario Paravati), ha deliberato  all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria di Squillace a mons. Bertolone, che sarà ufficialmente partecipata all’arcivescovo in una prossima solennità, mediante la consegna di una pergamena-ricordo.
Anche tutti gli altri punti tecnici dell’ordine del giorno, tra cui il conto consuntivo 2013,  sono stati approvati dal civico consesso, il quale si soffermato sulla proposta del sindaco di Rhodio, di procedere, superano l’attuale associazione intercomunale, che pure sta dando frutti positivi, alla costituzione di una vera e propria “Unione di Comuni”, che deve essere però di area vasta e con obbiettivi che escludono il campanilismo inutile, in considerazione della nuova e recente legge Delrio, che supera, con l’abolizione di talune competenze, l’attuale e storico assetto provinciale.

Carmela Commodaro

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