Si è svolta , presso la parrocchia di san Nicola a Squillace Lido, la 99.ma giornata mondiale del migrante e del rifugiato

Mancava solo l’imam, ma c’era una folta rappresentanza di giovani della comunità islamica alla festa organizzata domenica 13 gennaio dall’ufficio “Migrantes” dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, in occasione della 99.ma “Giornata mondiale del migrante e del rifugiato”.
 L’evento, che si è tenuto nella parrocchia di San Nicola di Squillace Lido, è stata l’occasione per avviare una riflessione sulle speranze e le difficoltà degli immigrati e sulla convivenza con chi professa culti diversi dalla religione cattolica.
Nel corso del “talk” condotto da Domenico Gareri, l’arcivescovo metropolita mons. Vincenzo Bertolone ha evidenziato che «la civiltà del mondo si misura dalla capacità di stare insieme con gli altri» e che «se non si colma questo divario non si può dire che un popolo è civile». «Non bisogna avere paura – gli ha fatto eco il pastore dei Valdesi Jens Hansen – ma aprirsi all’altro. Le nostre Chiese possono benissimo camminare insieme».
 Padre Luciano Tataru, della comunità ortodossa romena, ha affermato che con la Chiesa cattolica c’è una grande collaborazione.giornata migrazioni 1
«Siamo tutti figli di Dio – ha aggiunto – non importa quale religione professiamo».
Il pastore Ranieri Van Gent, della Chiesa evangelica della Riconciliazione, ha sottolineato il suo grande amore per la Calabria, dove è impegnato in missione da tantissimi anni.

 «Il messaggio del Signore – ha detto – è di pace e grazia a tutte le genti, senza distinzioni ed il mio sogno è vedere tutti i cristiani uniti». Padre Piero Puglisi, direttore dell’Ufficio “Migrantes”, ha parlato dell’attività dell’organismo diocesano a favore dell’accoglienza e dell’integrazione degli stranieri, evidenziando anche l’impegno della Fondazione “Città Solidale Onlus”. Altri interventi sono stati svolti dal prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci, dal questore Guido Marino e dal sindaco di Squillace Guido Rhodio.
Hanno poi trovato spazio le testimonianze di tre donne straniere che vivono e operano in Italia e le affascinanti performance artistiche dei gruppi di immigrati e della scuola di danza di Jole Zampina e del Gruppo storico “Città di Catanzaro”. Proposte anche degustazioni di prodotti tipici della cucina internazionale.

Salvatore Taverniti

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