SETTEMBRE 2010

26 Settembre 2010 : INAUGURATA UNA NUOVA SALA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO NEL PARCO DI SCOLACIUM - RITORNA DOPO OLTRE 100 ANNI DAL RINVENIMENTO UN AVAMBRACCIO  DI UNA STATUA COLOSSALE  IN BRONZO

Si è parlato di ritorni e di nuove scoperte al Parco archeologico Scolacium, il 25 settembre, in occasione dell’inaugurazione della sezione del museo dedicata ai recenti ritrovamenti marmorei nel Foro e dell’esposizione dell’avambraccio, frammento di una antica statua colossale in bronzo.
“Una giornata importante per il Parco – ha detto Wanda Ferro, presidente della Provincia – per le meravigliose scoperte, tracce della nostra storia, che abbiamo il dovere di consegnare ai nostri figli”.
Ad aprire gli interventi tecnici, Maria Grazia Aisa, direttrice del Parco Scolacium, che ha parlato di “novità assolute che vengono esposte”. “Soprattutto – ha aggiunto – celebriamo il ritorno dell’avambraccio bronzeo, pertinente ad una statua colossale”.
La Aisa ha illustrato le vicende legate a questo importante reperto storico, segnalato nelle raccolte degli antichi proprietari della Roccelletta, i Massara, dall'archeologo francese François Lenormant nel 1879 nella sua opera in tre volumi “La Grande Grèce”; fu poi acquistato per lo Stato su sollecitazione dell'ispettore onorario Cesare Sinopoli dall’allora soprintendente Paolo Orsi.
“E’ il primo reperto che torna a casa – ha rilevato Aisa - e ne seguiranno certamente altri.
L’ipotesi è che appartenga ad una statua romana di qualche imperatore, forse Nerva, il rifondatore di Scolacium”.
La direttrice del Parco ha anche citato i reperti dell’ultima campagna di scavi: una statua femminile di grandezza superiore al vero, acefala e priva di braccia; una scultura mutila, che raffigura un personaggio maschile in nudità eroica; una testina maschile marmorea; una lastra in marmo bianco con resti di iscrizione. L’archeologo Alfredo Ruga, uno dei fautori dei ritrovamenti, ha poi illustrato nel dettaglio i reperti, che “arricchiscono le collezioni del locale museo dal punto di vista storico-artistico e che aumentano le nostre conoscenze su particolari aspetti della vita politica ed amministrativa della colonia romana”.
“All'interno di uno strato a matrice limo-sabbiosa, che copriva un secondo e più esteso accumulo, da riferire alla spoliazione dei crolli – ha spiegato - sono state rinvenute due statue, collocate a poca distanza l'una dall'altra.
La prima, di notevole fattura, è una statua femminile acefala e priva di braccia. Scolpita in un unico blocco, è probabilmente l’immagine di un personaggio locale o l’imperatrice abbigliata come ‘Fortuna Tyche’.
La statua, in marmo insulare greco, databile al I secolo d.C., è degna di nota per la resa stilistica e la trasparenza del panneggio delle vesti, che ne fanno un prodotto di estrema qualità. Dell’altra scultura si conserva solo il torso: è di dimensioni più piccole e raffigura un personaggio maschile.
La posa riecheggia la produzione di grandi maestri dell'arte greca ampiamente copiati in età romana.
Il terzo ritrovamento consiste in una testina di fanciullo, ritrovata per caso, mentre facevamo delle misurazioni, forse pertinente ad una lastra ad altorilievo o ad un sarcofago, rinvenuta in seconda giacitura”.
Il docente di Epigrafia latina all’Università della Calabria, Antonio Zumbo, invece, si è soffermato sull’altro eccezionale ritrovamento della campagna di scavi: una lastra in marmo bianco con resti di iscrizione, che si riferisce al patrono di Scolacium, Lucio Munazio Planco. “E’ la dedica fatta – ha osservato - ad un potente senatore romano.
La storia di Roma qui si incrocia con quella di Scolacium. Si tratta di una iscrizione piccola, ma di grande importanza, che forse stava alla base di una statua del personaggio onorato. Lucio Munazio Planco fu un grande senatore, console e censore, militò nelle fila di Cesare, Antonio ed Ottaviano, diventando stretto collaboratore del futuro imperatore Augusto. La speranza ora è di riuscire a rendere più evidente le motivazioni che hanno portato Planco a diventare il patrono di Scolacium”.
 La restauratrice Ramona Marrella, infine, ha descritto alcuni passaggi degli interventi di restauro sui ritrovamenti marmorei, alcuni dei quali sono risultati problematici.

Salvatore Taverniti

 

26 Settembre 2010 : VINCITA MILIONARIA AD AMARONO CON LA SCHEDINA DEL TOTOCALCIO

AMARONI - Oltre 160 mila euro: questa la vincita grazie alla quale un fortunato giocatore del Totocalcio potrà dare una boccata d’ossigeno al proprio bilancio familiare.
Succede ad Amaroni.
 La schedina è stata giocata nella ricevitoria di Anna Olivadoti, di via Indipendenza. Il concorso Totocalcio è quello di domenica 19 settembre, il n. 70. Non si conosce l’identità del fortunato.
Si sa, invece, che ha giocato un sistema del costo di 70 euro, azzeccando l’unico “9” in tutta Italia, che gli ha fruttato 152.499,00 euro e un “12” di 11.979,00 euro, per un totale di 164.478,00.
Di recente presso la stessa ricevitoria di Amaroni sono stati vinti 26 mila euro al Superenalotto e 19 mila euro sempre al Totocalcio.
“Nel mio esercizio – afferma la titolare - dopo la vincita di domenica scorsa ho riscontrato un certo aumento delle giocate.
Da me si può puntare su tutti i giochi legali esistenti. Evidentemente siamo una ricevitoria che porta fortuna”.

Salvatore Taverniti

 

26 Settembre 2010 : NOTTE DI PAURA A SQUILLACE LIDO, UNA BOMBA FA  SALTARE  IN ARIA UN'AUTO , NESSUN DANNO ALLE PERSONE 

 Poco dopo l’una della notte tra il 23 e il 24 settembre, un ordigno ha distrutto completamente l’auto di una donna parcheggiata in via Itaca, a poche decine di metri dalla statale 106 ionica.
 Fortunatamente nessuno è rimasto ferito dall’esplosione; solo paura e incredulità nella gente del luogo svegliata di soprassalto nella notte. L’auto, una Smart di colore scuro, era parcheggiata davanti all’abitazione dove vive la stessa proprietaria, anche se la macchina sembra fosse prevalentemente utilizzata dal figlio della donna, U.R. di 26 anni.
Gli autori del grave gesto avrebbero collocato l'ordigno, forse una bomba carta, proprio sotto il serbatoio del carburante: lo scoppio ha provocato un incendio che ha distrutto completamente il mezzo.
L’onda d’urto ha provocato seri danni anche all’inferriata del cortile della palazzina adiacente, alle cassette postali dello stesso stabile e al marciapiedi.
Nonostante sia stato molto intenso e percepito addirittura dal centro storico di Squillace, lo scoppio non ha danneggiato i vetri delle finestre delle case vicine, né altri veicoli parcheggiati sulla stessa strada, ma a diversi metri di distanza. Sparsi sul posto sono rimasti solo i pezzi dell’autovettura presa di mira. L’allarme è scattato immediatamente e in via Itaca sono accorsi subito una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Girifalco, quelli della stazione di Squillace e i vigili del fuoco.
Questi ultimi hanno spento le fiamme che si sono sviluppate subito dopo la deflagrazione. Non si conoscono i motivi dell’attentato, né se fosse diretto alla donna o al figlio, che risultano entrambi incensurati.
 I carabinieri hanno avviato le indagini, non tralasciando perciò alcuna ipotesi.
 Carmela Commodaro

 

26 Settembre 2010 : GHERARDO COLOMBO  A STALETTI' INCONTRA GLI ALUNNI DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO

STALETTI’ - Incontro-dibattito, il 23 settembre, a Stalettì con il magistrato Gherardo Colombo, attualmente ritiratosi dal servizio, divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, “Mani pulite”, i processi Imi-Sir, Lodo Mondadori e Sme.
Dopo la sua uscita dalla magistratura, dettata dal profondo rammarico di “vedere riabilitati i corrotti”, Colombo ha iniziato un’importante e generosa attività di divulgazione dei valori della Costituzione italiana e di promozione della legalità attraverso una fitta serie di incontri con i giovani studenti in tutta l’Italia. Presenti, tra gli altri, i ragazzi delle scuole medie di Stalettì e di Squillace, l’incontro è stato organizzato dall’associazione culturale “Athena”, di Stalettì. Dopo l’introduzione del presidente Tobia Virgilio, che ha illustrato anche le finalità e le attività dell’associazione e i saluti del sindaco di Stalettì Pantaleone Narciso e del dirigente scolastico Pietro Bongarzone, ha preso la parola Raffaele Grillone, tra i promotori dell’iniziativa, il quale ha introdotto la figura, le attività e le scelte di Gherardo Colombo.
Il magistrato, dal canto suo, è sceso dal banco dei relatori tra i ragazzi, volendo in questo modo dare un segno tangibile dell’uguaglianza tra le persone sancita dalla Costituzione.
Il dibattito è stato serrato: Colombo ha inteso coinvolgere i ragazzi su un argomento di cui si parla poco in Calabria: le regole.
 Con un linguaggio semplice, l’ex Pm ha dimostrato ai ragazzi come “il rispetto delle regole, anche quelle non scritte, sia necessario quotidianamente affinché le persone, i fratelli, i genitori, i compagni di scuola e di lavoro, tutta la società insomma, possa vivere in armonia nel rispetto dell’individuo e della libertà di pensiero”.
Concetti questi che hanno fatto riflettere i ragazzi, ma anche gli adulti che hanno partecipato all’incontro.

 Carmela Commodaro

 

26 Settembre 2010 : RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO UNA NOTA DEL SINDACO DI SQUILLACE, GUIDO RHODIO: 

"L'Amministrazione comunale e l'intera cittadinanza di Squillace aderiscono intensamente alla manifestazione che si svolgerà domani a Reggio Calabria, promossa opportunamente da Il Quotidiano della Calabria.
Il crescendo di spavalde iniziative fatte di intimidazioni nei confronti anche al Procuratore generale di Reggio Calabria, dottor Salvatore Di Landro;
gli atti criminali, più o meno vistosi che si verificano anche in città, come quello di oggi; le barbare uccisioni che hanno lambito anche il nostro territorio, innescando un clima di paura e di tensione, impongo di reagire coralmente e fortemente con una rinnovata coscienza civile da parte di tutti coloro che vogliono una Calabria operosa e serena, a cominciare dalle istituzioni democratiche.
Siamo perciò uniti a quanti - forze sane della Calabria, giovani e lavoratori - domani manifestano a Reggio Calabria contro la mafia e la criminalità organizzata, apprezzando l'iniziativa de Il Quotidiano della Calabria ed esprimendo la massima solidarietà ai Magistrati, alle forze dell'ordine, alle comunità locali e a tutti coloro che sono stati e sono vittime di un abbrutimento sociale, da cui il popolo calabrese vuole e deve liberarsi con lucido e irrinunciabile impegno".

 

23 Settembre 2010 : PRESSO IL MUSEO DEL PARCO SCOLACIUM : INAUGURAZIONE  E ESPOSIZINE DEL BRACCIO SEGNALATO DA LENORMANT


 

 

21 Settembre 2010 : ORDINATI 12 DIACONI  NELLA CATTEDRALE. IL RITO E' STATO OFFICIATO DAL VESCOVO MONS. CILIBERTI COADIUVATO DAL VICARIO MONS. FACCIOLO

 SQUILLACE - In un’atmosfera di solennità, commozione e gioia oltre mille persone, provenienti da varie comunità dell'arcidiocesi, hanno partecipato il 14 settembre a Squillace alla cerimonia di ordinazione di dodici diaconi.
Nicola Coppoletta, di Sellia, Ferdinando Fodaro, di Girifalco, Santo Carlo Nocchi, di Catanzaro, Pietro Pulitanò, di Magisano e Fabio Salerno, di Amaroni, hanno concluso i primi tre anni di studio di teologia e l'ordinazione li avvicina al sacerdozio; mentre Marco Antonio Campolo, Domenico Diaco, Francesco Forleo, Ivano Saverio La Salvia, Antonio Sabato, Antonio Silipo, tutti di Catanzaro, e Domenico Talotta, di S. Caterina Jonio, sono stati ordinati diaconi permanenti.
La celebrazione, svoltasi in cattedrale, è stata presieduta dall'arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Ciliberti.
Con lui, sull'altare maggiore, il vicario generale mons. Raffaele Facciolo e decine di sacerdoti della diocesi.
Presenti al rito anche il sindaco di Squillace Guido Rhodio, i sindaci e gli amministratori dei Comuni di provenienza dei nuovi diaconi e il questore di Catanzaro Vincenzo Roca, oltre ad una rappresentanza dei Cavalieri di Malta della chiesa di San Giovanni di Catanzaro, di forze dell'ordine e di associazioni di volontariato e protezione civile.
L'arcivescovo, nell'omelia, ha esortato i diaconi a realizzare la loro santità e la loro missione nel mondo. "Il 28 gennaio - ha rimarcato mons. Ciliberti - abbiamo ordinato sette sacerdoti, oggi siamo qui per l'ordinazione di dodici diaconi: un dato che indica la grandezza dell'amore di Dio verso questo Chiesa diocesana.
La vocazione è un dono di Dio; non è un desiderio, né l'aspirazione per una carriera, è un mistero d'amore di Dio per l'uomo.
Colui che è chiamato è preso dal mondo per essere al servizio di Dio.
Il suo compito è annunciare il Vangelo, portare a compimento la nuova evangelizzazione, rendere visibile Cristo stringendo con lui un rapporto intimo di personale relazione".
Grande è stata la trepidazione, ma anche la commozione, delle famiglie, delle comunità ecclesiali di provenienza e degli altri fedeli, nei momenti importanti della solenne cerimonia, quando, dopo essere stati chiamati uno per uno, l'arcivescovo ha chiesto al vicario mons. Facciolo di conoscere se gli stessi avevano i requisiti per essere ordinati diaconi, e la risposta è stata: "Da conoscenza personale e da informazioni assunte, li posseggono"; e, inoltre, quando i dodici diaconi si sono stesi a terra e hanno messo le loro mani in quelle del presule, segni forti dal significato molto pregnante: essere pronti a morire per Cristo e promettere obbedienza al Signore e alla Chiesa.

Salvatore Taverniti

 

21 Settembre 2010 : GRAVE EPISODIO DI VANDALISMO IN PIAZZA DUOMO: IL BUSTO MARMOREO DI G. PEPE TROVATO A TERRA, DANNEGGIATO

SQUILLACE - Un grave episodio di vandalismo si è verificato nella notte tra sabato 18 e domenica 19 settembre a Squillace.
 Ignoti hanno danneggiato il monumento a Guglielmo Pepe che si trova in piazza Risorgimento, vicino alla cattedrale.
 Gli autori di tale gesto hanno spostato il busto del generale Pepe fino a farlo rotolare a terra, fortunatamente senza che subisse gravi lesioni.

Cadendo, però, il busto ha urtato il bordo dell’artistica base in marmo, danneggiandola seriamente.
Il busto marmoreo di Pepe è opera di Giovanni Grasso e risale al 1877, mentre il monumento è stato realizzato dal Comune nel 1885.
 Ad accorgersi del danneggiamento è stato l’operatore ecologico Enzo Vaccaro, in servizio alle prime luci dell’alba nella zona, il quale ha poi avvertito il sindaco Guido Rhodio.
“E’un’azione che indigna – ha affermato il primo cittadino – e che offende la memoria storica di questa città”.
L’episodio è stato denunciato ai Carabinieri di Squillace che hanno avviato le indagini per l’individuazione dei responsabili.
 Nei giorni scorsi, un altro ignobile gesto è stato messo in atto nei pressi del museo diocesano, che si trova in piazza del Vescovado, a pochi metri dal monumento danneggiato.
Ignoti hanno fatto hanno  attaccato un biglietto con frasi denigratorie nei confronti delle istituzioni locali.

Salvatore Taverniti

 

21 Settembre 2010 : CONSIGLIO COMUNALE " APERTO " A VALLEFIORITA, IN SEGUITO AGLI OMICIDI  ACCADUTI RECENTEMENTE

VALLEFIORITA - “Queste riunioni sono utilissime, perché creano il clima per una presa di coscienza da parte di tutti. Lo Stato c’è ed è più forte dell’antistato.
 La protezione e le garanzie vengono dallo Stato”.
Lo ha affermato Mario Tassone, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia, chiudendo i lavori del consiglio comunale “aperto” di Vallefiorita, convocato dal sindaco Giovanni Bruno, sabato 18 settembre, per riflettere sui recenti gravi eventi criminosi che hanno interessato la cittadina (due omicidi accaduti a maggio e ad agosto) e per affermare la legalità e i valori morali e culturali come strumenti di lotta contro la criminalità.
 “Ci deve essere una grande rivolta morale – ha rimarcato Tassone - per isolare chi delinque, per scardinare gli intrecci affaristici, per essere di supporto a forze dell’ordine e magistratura”. Alla riunione hanno partecipato i sindaci e gli amministratori dei Comuni del comprensorio (Amaroni, Cortale, Palermiti, San Floro e Squillace), il consigliere provinciale Enzo Bruno, il parroco don Nicola Ierardi, il presidente del Coi e degli Angeli Blu Pietro Gualtieri, rappresentanti delle Forze dell’ordine, della scuola e delle associazioni, il baby sindaco di Vallefiorita Anna Lardì.
E naturalmente la gente di Vallefiorita spinta da una forte presa di coscienza e dalla necessità di intervenire su argomenti importanti per una comunità civile, come il rispetto della vita umana e il rifiuto della violenza.
Il sindaco Bruno ha chiesto l’unanimità di condanna della violenza e degli atti criminosi, rinnovando l’impegno del consiglio a promuovere ogni azione e progetto utile a favorire la prevenzione, il controllo e la repressione dei fenomeni di devianza.
In tutti gli interventi è stata espressa riconoscenza alle forze dell'ordine ed anche preoccupazione che questi episodi criminosi possano annoverarsi nella memoria storica della comunità locale; è stato messo in risalto il problema della mancanza di una cultura della legalità e conseguente fiducia nelle istituzioni, concretizzatesi nella sempre più crescente sacca di disoccupazione, fonte non solo di continua emigrazione e di emarginazione sociale, ma di propensione al delinquere.
Ed è stato chiesto ai locali nuclei di educazione (famiglia, scuola, chiesa ed associazioni varie) di privilegiare nella formazione dei ragazzi la cultura della legalità; alle autorità centrali, regionali e provinciali la costituzione di un tavolo comune perché, individuate le cause del fenomeno ed esaminati i contesti e metodi, si dia soluzione a tale problema.
In particolare, l’assessore comunale Pino Mercurio ha illustrato l’impegno dell’amministrazione nelle scuole locali.
Il sindaco di Amaroni, Arturo Bova, ha posto la necessità di un lavoro sinergico tra le amministrazioni comunali del comprensorio per l’istituzione di un coordinamento che possa interloquire, con incontri cadenzati, con il Prefetto sui problemi del territorio.
Per il sindaco di San Floro, Teresa Procopio, “le amministrazioni locali non devono essere lasciate da sole”.
 Secondo il sindaco di Palermiti Enrico Comi, occorre puntare sull’educazione alla legalità rivolta alle nuove generazioni.
Il sindaco di Squillace Guido Rhodio ha rilevato che “i problemi si affrontano con fatti concreti: propongo di fare un patto tra noi, analizzare la situazione di questo territorio e attuare iniziative mirate”.
Sulle specifiche problematiche locali sono intervenuti il vicesindaco di Vallefiorita Salvatore Megna e il consigliere di minoranza Antonio Cilurzo, con la proposta di chiamare attorno ad un tavolo tutte le personalità del luogo per trovare insieme le soluzioni.
 Il dirigente scolastico Luigi Macrì ha sostenuto che un’azione concreta debba venire dalla scuola.

Salvatore Taverniti

 

21 Settembre 2010 :IL CONSIGLIERE COMUNALE FRANCO CACCIA ADERISCE AL MOVIMENTO DI FINI " GENERAZIONE ITALIA "

SQUILLACE - Il consigliere comunale Franco Caccia, che guida il gruppo di opposizione in consiglio "Squillace Nuova", ha aderito al movimento di Gianfranco Fini, "Generazione Italia". Proveniente dal Fronte della Gioventù e poi dal Msi e da An, Caccia è uno dei primi amministratori locali calabresi ad aderire al movimento finiano.
"Una scelta - afferma Caccia - condivisa anche dal consigliere di minoranza Giuseppe Vecchio e a cui guardano con interesse anche altri consiglieri del Comune di Squillace. Caccia ha anche partecipato nei giorni scorsi a Mirabello, alla festa Tricolore, per ascoltare dal vivo il discorso di Fini.
"Vi è una piena condivisione - secondo Caccia - con il pensiero di una destra moderna proposto dal presidente Fini. Un’area aperta alle innovazioni della società contemporanea, ma anche orientata ad assicurare equità sociale.
 Traspare anche una forte delusione per ciò che il Pdl avrebbe dovuto essere ed invece non è stato. Uno dei motivi che ha portato alla fusione di An con Forza Italia era centrato sull’idea di un vasto progetto di modernizzazione del nostro Paese, attraverso cui superare finalmente gli squilibri tra Nord e Sud, nonché riuscire a dare vita ad una moderna forza politica capace di essere strumento propulsivo dei territori.
I risultati testimoniano un’azione di governo troppo sbilanciata verso le regioni del Nord, sempre più orientata dalle volontà della Lega, con un Mezzogiorno inserito solo adesso nell’agenda politica grazie proprio alla pressione dei finiani".
Per il consigliere Caccia, "risulta del tutto inesistente, sia a livello nazionale che a livello ragionale e locale, la vita di partito con organi previsti solo sulla carta, quasi mai attivati e privi di quella capacità propositiva che dovrebbe contraddistinguere un partito di governo interessato a far crescere i territori.
Non serve a nessuno, né tantomeno alla nostra realtà un partito chiuso, in cui tutte le decisioni vengono assunte dai singoli e non il frutto di un indispensabile confronto tra voci diverse". A parere del capogruppo di "Squillace Nuova", si avverte il grande bisogno di una politica caratterizzata da alcune componenti essenziali come l’impegno costante e visibile di quanti sono stati eletti ("dove sono e cosa fanno i nostri parlamentari?"), dalla capacità di ascolto dei cittadini e delle sue diverse organizzazioni, l’affidabilità che porta ognuno ad assumersi impegni e di portare a casa risultati concreti sugli impegni assunti, la capacità di proporre nuove soluzioni a vecchi e nuovi bisogni del territorio.
"L’idea - aggiunge - è rivolta ad una forza politica, così come testimonia l’impegno quotidiano dell’on. Angela Napoli, coordinatrice regionale di Generazione Italia, che non si limiti alla sterile rappresentanza, ma svolga pienamente i compiti di promozione e di rilancio sociale, culturale ed economico di un territorio.
Per queste motivazioni siamo fiduciosi sulle possibilità che, anche nella nostra regione e nella nostra provincia di Catanzaro, il nuovo movimento politico di Fini possa rappresentare una preziosa opportunità di partecipazione civica e di rilancio di un impegno politico animato da passione e da forti ideali, testimoniati con l’impegno personale e quotidiano". Come anticipato da Caccia, i prossimi impegni degli aderenti a Generazione Italia per la provincia di Catanzaro, il cui coordinatore è Aldo Costa, saranno centrati sulla promozione del movimento sull’intero territorio e dalle prossime scadenze amministrative che interesseranno alcuni importanti centri della provincia, tra cui i Comuni di Catanzaro, Soverato e Girifalco.

Salvatore Taverniti

 

21 Settembre 2010 :SI SONO CONCLUSE  " LE TRE SERATE BIBLICHE " CHE SI SONO SVOLTE PRESSO LA PARROCCHIA DI SAN NICOLA

SQUILLACE - Il 13, il 14 e il 15 settembre si sono svolte a Squillace Lido “tre sere bibliche”, organizzate dall'Ufficio Apostolato Biblico dell'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace.
Gli incontri si sono tenuti presso la parrocchia di San Nicola, diretti da don Erminio Pinciroli.
Tema di quest'anno: "Gli Atti degli Apostoli".
 E’ stato analizzato il libro, la sua struttura, lo scopo per cui fu scritto, i suoi protagonisti, con particolare attenzione al "modello di Chiesa" che viene proposto: Chiesa, come comunità evangelicamente povera, comunità che si rinnova nella conversione, comunità missionaria. Agli incontri ha partecipato anche l'arcivescovo mons. Antonio Ciliberti.
Quello dell'apostolato biblico è un settore che ha catalizzato con forza l'attenzione di numerosi gruppi di persone desiderose di una conoscenza critica e approfondita della Sacra Scrittura, secondo le direttive della Chiesa Cattolica espresse soprattutto dal Concilio Vaticano II.
 Le "sere bibliche", anche negli anni passati, hanno ottenuto un ottimo successo di partecipazione. "Il risultato di tanti anni di dedizione e di servizio - ha riferito don Erminio - è senza dubbio di aver saputo creare nella coscienza dei gruppi di ascolto la consapevolezza che la Bibbia va vissuta con l'immagine di un libro aperto, come parola di Dio rivelata agli uomini e che introduce nel mistero della salvezza".

Carmela Commodaro

 

SQUILLACE - 19 Settembre 2010 :
Si sono svolti oggi, nella chiesa di San Matteo,  i funerali del signor Giuseppe Scicchitano, che è  è venuto a mancare all'affetto dei suoi cari  giorno 18 settembre.
All'amico carissimo   Franco, alla sorella ed alla mamma ,esprimiamo, assieme a tanti altri amici, il nostro cordoglio per la perdita del caro papà.

 
www.squillace.org

 

19 Settembre 2010- PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UN ARTICOLO DEL PROF. LORENZO VISCIDO SUL NOSTRO PATRONO SANT'AGAZIO .
Il testo è stato già pubblicato sulla rivista
"La Radice" 2 (2010), pp. 8-9

UN RIMEDIO CONTRO LA FORNICAZIONE: PREGARE SANT’ACACIO, MARTIRE DI BISANZIO.

Non intendo dilungarmi sulla figura di Sant’Acacio (o Agazio), da secoli patrono di Squillace e Guardavalle e martirizzato a Bisanzio (l’odierna Istanbul) nel 303 d.C. per essersi dichiarato adepto del cristianesimo.

Su di lui ho già scritto abbastanza nei miei libri Studi sul martire Acacio il Cappadoce (Cosenza 2007) e Il martirio di Acacio.


 Introduzione, traduzione e note (Catanzaro 2009). Desidero invece far notare a chi non dovesse saperlo che il martire in questione fu molto venerato a Bisanzio e che a lui vennero dedicate alcune chiese, una delle quali in Eptascalo, “quartiere marittimo sulle rive della Marmara […], corrispondente al moderno […] Koum-kapou”1.
 È proprio in questa chiesa che, afflitto da un grave male, la fornicazione (gr. “pornéia”), un giovane, di nome Epifanio2, si recò al fine di pregare Sant’Acacio ed essere così liberato da quel male. Ne abbiamo testimonianza nella Vita di Sant’Andrea Salos o il Folle, opera di un certo Niceforo, prete della chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. La datazione dell’opera appena citata costituisce un problema nello studio dell’agiografia bizantina.
Per John Wortley3, infatti, essa fu scritta tra il IX secolo exeunte e il X ineunte; per Lennart Rydén4 verso il 950; per Cyril Mango5 e John F. Haldon6 sul finire del VII secolo. Esulando, tuttavia, da questo problema, a me interessa riportare in tal sede il racconto relativo ad Epifanio, racconto dal quale il lettore trarrà tutte le considerazioni che gli sembreranno opportune. La traduzione che segue è mia ed è basata sul testo greco edito da Lennart Rydén7.
 “Mentre l’ammirevole Andrea si distingueva per tali cose straordinarie, ad Epifanio capitò di trovarsi in un’aspra battaglia, quella della fornicazione […].
 Afflitto, dunque, […] andò a cercare Andrea e, riferitogli tutto, lo pregò di liberarlo dall’amarezza del diavolo […]. Il beato, che in verità era dolce ed assai compassionevole, […] gli disse: <<Orbene, figlio mio, ti impartisco un ordine che la tua obbedienza metterà in opera. Domani, di mattina o di sera, rècati alla chiesa del megalomartire Acacio, ad Eptascalo; anch’io vi verrò in ispirito.
Allora entrambi noi pregheremo con lacrime amare affinché egli incontri il misericordioso e buon Signore e parli di ciò con lui. So che non mancherà di aiutarti; grande è infatti la libertà di parola che l’illustre martire ha con il Signore per il suo nobile martirio ed il prezioso sangue volentieri versato a causa dell’amore nei suoi riguardi […]. Quando sarai da lui, non parlare a vanvera, ma rendilo a te propizio con animo contrito, con cuore umile, con lacrime, profondi gemiti e parole di angoscia, ed io so che vedrai subito la gloria di Dio […]>>.
 L’indomani mattina Epifanio si recò alla chiesa del venerabile Giovanni Battista e lì attese alla liturgia. Di sera, invece, andò al tempio di Sant’Acacio. Era l’ora settima e le sue porte erano ancora chiuse. Mentre attendeva nel nartece, egli supplicava il martire con calde lacrime affinché non lo facesse andar via senza avere ottenuto nulla. Poi […] la chiesa venne aperta; Epifanio entrò per primo gemendo, affliggendosi e mescolando lacrime con preghiere.
Come si avvicinò alla tomba del martire, gli disse tali parole […]: <<O santo luminare, prediletto del Signore […], abbi pietà di me, debole e infelice, sofferente per la quantità dei miei peccati e per le opere dure e perfide, frutto del diavolo Satana.
Cura le mie ferite, asciuga le mie piaghe, medica le mie lividure ed i segni delle mie pene […].
Non ritardare, o soave, non disprezzare queste lacrime così vili, tu che stilli come il miele […], ma espelli da me il diavolo con la terribile fionda della tua intercessione […]>>. Dopo che Epifanio rivolse, piangendo, queste parole al martire della verità, vide a un tratto una luce uscire dalla tomba del santo e avvolgerlo. Si trattava di una luce piacevole e molto calda. In effetti ciò che di benefico gli giungeva era il calore del vittorioso martire.
 Allora Epifanio guardò di nuovo ed ecco che dalla tomba venne fuori un profumo come di gigli e rose e quasi come di pregevole balsamo. Poi si sentì una voce che diceva: <<Ho ascoltato la tua preghiera […]; va’, dunque, che io supplicherò per ciò Iddio Creatore […]>>. La voce non si udì più. Stupito dal potere del santo, Epifanio lo implorò perché egli si affrettasse a pregare per lui: <<O diletto megalomartire di Cristo – disse –, è mio desiderio che tu compia tutto per il tuo servo entro mezzanotte e che io veda, almeno in una visione, il tuo dolcissimo volto arrecarmi gioia e soccorso>>. Detto questo, baciò la tomba del santo e andò via.
Come giunse nella sua camera da letto, vegliò fino all’ora nona di notte; poi, addormentatosi un po’, vide subito entrare nella sua stanza molte persone, delle quali alcune vestite di bianco, altre dagli indumenti rossi. In mezzo a loro c’era il martire Acacio, fulgido come una perla, dallo splendido aspetto di persona in piena giovinezza e con il mento appena incoronato da preziosa barba. Egli dice ad Epifanio: <<Ho udito la tua voce e ho parlato al Signore della supplica da te rivoltami. Lui mi ha detto […] che tramite me […] ti porge aiuto e che il drago che ti opprime verrà atterrito>>. E quello risponde: <<Sì, mio signore>>.
 […] Ad un tratto vede che gli viene offerto un vaso dorato, avente un’immagine del Signore e della Madre di Dio con Cherubini e Serafini ad entrambi i lati. […] Il vaso, inoltre, conteneva qualcosa di rosso ed assai fragrante. Mescolato ciò, come in una soluzione, con acqua benedetta, il martire lo diede, per farglielo bere, ad Epifanio dicendogli: <<La pace sia con te>>. E si allontanò con tutta la sua comitiva. Scosso, quindi, Epifanio si svegliò e […] si trovò in bocca una dolcezza simile a quella del miele. Poi stese le mani verso l’alto del cielo per rendere grazie al Misericordioso, nonché al santo martire”.
A parte le notizie concernenti la chiesa di Eptascalo ed il bell’aspetto giovanile di Sant’Acacio, notizie delle quali si ha conferma in alcuni scritti greco-medievali sia in prosa che in versi8, non sappiamo quanto di vero possa esserci in questo racconto, specie per quel che riguarda le visioni di Epifanio. Le visioni, infatti, sono un “topos” frequente nella narrativa bizantina9 (e non solo bizantina). Se qualcuno, tuttavia, fosse tentato a commettere fornicazione, preghi allora Sant’Acacio, il quale chissà che non lo aiuti ad evitare ciò.

 Lorenzo Viscido

 1. M.V. BRANDI, Acacio (Acathius, Acacius), santo, martire di Bisanzio, in Bibliotheca Sanctorum, I, Roma 1961, col. 138.
2. Forse l’Epifanio che sarebbe stato patriarca di Costantinopoli dal 520 al 535. Cfr. in merito L. RYDÉN (edited by), The Life of St. Andrew the Fool. II. Text, Translation and Notes, Uppsala 1995, pp. 39, 303, 309.
3. The Political Significance of the Andreas-Salos Apocalypse, in Byzantion 43 (1973), pp. 248–63.
4. The Date of the Life of Andreas Salos, in Dumbarton Oaks Papers 32 (1978), pp. 127–56. 5. The Life of Saint Andrew the Fool reconsidered, in Rivista di studi bizantini e slavi 2 (1982), pp. 297– 313.
6. Byzantium in the Seventh Century, Cambridge University Press 1990, pp. xxii, 116, 336 nota 33.
7. Cit., pp. 247-253.
8. Cfr. L. VISCIDO, Studi… cit., pp. 22-23, 73 nota 22; ID., Il martirio… cit., p. 29.
9. Cfr., ad es., E. FOLLIERI (a cura di), La Vita di San Fantino il Giovane. Intr., testo greco, trad., commentario e indici, Bruxelles 1993, p. 51.

 

12 Settembre 2010 - SI E' DISPUTATO , SUL CAMPO SPORTIVO PALMISANI, IL DERBY DELL'AMICIZIA CON LE VECCHIE GLORIE DEL CALCIO SQUILLACESE. L'EVENTO E' STATO ORGANIZZATO DAL CIRCOLO RICREATIVO " SQUILLACE" PRESIEDUTO DA AGAZIO SINOPOLI.

SQUILLACE - Derby dell’amicizia l’11 settembre a Squillace, per riprendere le fila di un discorso calcistico interrotto.
 L’iniziativa è stata del Circolo ricreativo “Squillace”, presieduto dall’inossidabile Agazio Sinopoli, che, con altri ex dirigenti della locale squadra di calcio dei tempi migliori, ha deciso di organizzare una partita con lo scopo di promuovere le attività calcistiche dei settori “pulcini”, “esordienti”, “giovanissimi” e “allievi”.
Quando si dice che il calcio unisce.
 All’appello lanciato dal nuovo sodalizio ricreativo hanno risposto in tanti, ex calciatori della gloriosa U.S. Squillace e amatori: Roberto Voci, Alessandro Doria, Mimmo Megna, Patrizio Carito, Ruggero Mauro, Antonio Condito, Claudio Tremaliti, Luciano Gagliardi, Alessio Commodaro, Mimmo Lioi, Fabio Commodaro, Fernando Mellace, da una parte (Squillace bianca); Luca Scano, Domenico Sinopoli, Giuseppe Sinopoli, Mimmo Facciolo, Maurizio Ombrella, Gregorio Cerullo, Mimmo Albanese, Antonio Sacco, Roberto Bono, Raffaele Gullà, Alessandro Iazzetta, Pino Lioi, dall’altra (Squillace rosa).
Anche perché dietro un pallone che rotola si nasconde un’amicizia sincera.
 E così le “vecchie glorie” con gli amatori hanno dato vita ad un festoso incontro di calcio svoltosi nel ripulito stadio “Palmisani”, dove da giovani hanno tirato i primi calci al pallone.
 Davanti ad un nutrito numero di spettatori, le due squadre hanno concluso la gara con il risultato di 3-0, a favore dei “bianchi” (anche per il colore dei capelli), con tripletta del “solito” Tremaliti.
Ad arbitrare la partita, Daniele Sia.
E’ stata un’occasione interessante soprattutto per stimolare le nuove generazioni a ricreare quei sani momenti di aggregazione, attraverso la partecipazione ai tornei ufficiali di calcio.
 Una specie di laboratorio sportivo per coinvolgere non solo i giovani del centro storico, ma anche quelli delle frazioni Lido e Fiasco Baldaia e mettere fine, quindi, all’assurda divisione tra capoluogo e marina.
Il Circolo ricreativo “Squillace” ha già proceduto all’affiliazione alla Federazione italiana Gioco Calcio, Comitato regionale calabro – Lega nazionale Dilettanti di Catanzaro, proprio con lo scopo di iscrivere, per la stagione sportiva 2010-2011, le squadre di calcio giovanili.

 Salvatore Taverniti

 

12 Settembre 2010 - LE COMMEDIE DI PINO FIORENZA , CON LA COMPAGNIA TEATRALE "TEATRO INSIEME", RAPPRESENTATE IN DIVERSI COMUNI CALABRESI  DURANTE L'ESTATE

SQUILLACE - Quante volte nella nostra vita abbiamo detto "Non se ne proprio più" oppure "Ci vorrebbe un po' di fortuna".
Ecco sono proprio questi momenti, semplici e allo stesso tempo importanti, della nostra esistenza che hanno ispirato allo sceneggiatore e regista squillacese Pino Fiorenza le due commedie teatrali "Quandu non si nda pò cchiù" e "'A fhortuna quandu ti vò 'a casa 'a sapa", che hanno allietato le serate estive di diversi cittadini calabresi.
Le due commedie, rigorosamente in dialetto squillacese, sono state rappresentate in diversi Comuni della Calabria, per una fortunata tournée in termini di successo e di presenze di pubblico.
La compagnia "Teatro Insieme" di Squillace opera dal 1991 e si appresta a festeggiare il suo ventennale con un cartellone che si preannuncia fantastico: si parla di una rassegna, da realizzare nel 2011, con la partecipazione di altre compagnie calabresi.
"La passione per il teatro - spiega Fiorenza - nasce già da piccolo, quando con alcuni amici d'infanzia improvvisavamo un teatrino all'aperto e per gioco rappresentavamo vicende di vita quotidiana.
Crescendo, iniziano le prime partecipazioni in commedie in vernacolo fino a quando nel '91 con il mio caro amico e produttore Vincenzo Gallo, e con Pietro Cristofaro e Peppe Mercurio, diamo vita all'attuale associazione Teatro Insieme.
Numerosi i nostri lavori teatrali incentrati sulla valorizzazione delle tradizioni, della lingua dialettale e dei costumi locali, tali da poter garantire una piena valorizzazione della cultura locale, specie durante le serate estive in cui è notevole la presenza dei turisti.
 Peccato, perché ancora non siamo riusciti ad avere un 'piccolo teatro' nella nostra città e siamo costretti a rappresentare i nostri lavori all'aperto e fuori dalle mura cittadine".
 Il cavallo di battaglia di quest'estate, "Quando non si nda pò cchiù", vede rappresentate le "peripezie" di una coppia, che ha a che fare con una suocera sospettosa e ossessiva, con simpatici equivoci e colpi di scena che portano, tra battute e risate, all'immancabile lieto fine.
 Oltre al regista-attore Pino Fiorenza, è nutrito il cast delle due commedie teatrali composto da Irene Commodaro, Rosario Commodaro, Rosario Commodaro jr., Eraldo Facciolo, Miriam Facciolo, Pino Falcone, Silvia Laugelli, Ilenia Manoiero, Francesco Manoiero, Claudia Megna, Federica Megna, Ilaria Megna, Mimmo Megna, Caterina Pungillo, Sonia Pungillo, Luciano Scicchitano, Daniele Sia, Stefania Sia, Stefano Sia, tutti di Squillace.
 Con la produzione di Vincenzo Gallo, collaborano alla riuscita degli spettacoli, per la cura delle luci, dell'audio, delle scene, dei costumi e del trucco, Giuseppe Conca, Sara Commodaro, Nando Cristofaro, Luca Gallo, Leda Lioi, Laura Prudente, Vito Samà, Concetta Sinopoli, la ditta Balduani.

 Carmela Commodaro

 

6 Settembre 2010 - GIORNATA DI STUDI, A SQUILLACE, PROMOSSA DALLA DIOCESI ORTODOSSA ROMENA D'ITALIA .Questo evento rientra nelle manifestazioni di quest’anno dedicate nel Patriarcato Romeno alla Autocefalia romena e al Credo Ortodosso.

SQUILLACE - “La Provincia ecclesiastica: fondamenti canonici, esperienze storiche e prassi odierne” è il tema dei Colloqui dionisiani che si sono chiusi l'1 settembre a Bivongi e le cui due prime giornate di studio si sono svolte rispettivamente a Catanzaro, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Magna Grecia, e a Squillace, presso l’Istituto di studi su Cassiodoro. Organizzati, su impulso del professore Giorgio Barone Adesi, dall’Università di Catanzaro con dalla Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, l’Istituto Cassiodoro e l’Istituto San Dionigi Il Piccolo, i “colloqui”si svolgono a scadenza biennale e sono volti a sviluppare la reciproca conoscenza tra i differenti ordinamenti canonici vigenti in Europa.
Nella giornata di martedì 31 agosto, presente, tra gli altri, il vescovo della diocesi Romena Ortodossa d’Italia, S.E. Siluan, si sono svolte quattro sessioni di studio.
 La prima, presieduta dal professor Antonio Labate, ha visto le relazioni di Irimia Marga (Università di Sibiu), su “Il principio giurisdizionale nella Chiesa Ortodossa”, e di Ioan Cozma (Università di Alba Iulia), su “Le province ecclesiastiche fra tradizione e necessità pastorali odierne: argumentatio in iure e in facto, con speciale riferimento alla Chiesa Ortodossa Romena”. La seconda sessione, presieduta da Lorenzo Sinisi, ha compreso la relazione di David Harte (Univ. di Cardiff), sul concetto della Provincia nella Chiesa d’Inghilterra e nella Comunione Anglicana.
Terza sessione, presieduta da Harte, con gli interventi di Pavlo Komarov (Accademia Teologica di Kiev), sulla status canonico della Metropolia di Kiev dal 1689 al 1990; e di Nenad Milosevic (Univ. di Belgrado), sul fenomeno dell’organizzazione autocefala e autonoma delle Chiese.
Nell’ultima sessione, presieduta da Antonino Matineo, sono intervenuti Ivan Ivanov (Univ. di Sofia) sul ruolo di chierici e laici nelle metropolie della Chiesa ortodossa bulgara, e Nikolaj Bolokhovskij (Univ. di Minsk), sullo status canonico della Chiesa ortodossa nel Grande Principato di Lituania.
 Aprendo i lavori, il sindaco di Squillace Guido Rhodio ha tracciato brevemente un ritratto di Cassiodoro e di Dionigi Il Piccolo e si è soffermato sui rapporti tra i due ai tempi del Vivarium di Squillace.
 Il rettore dell’Università di Catanzaro, Francesco Saverio Costanzo, si è detto colpito dal patrimonio culturale di Squillace.
Costanzo ha anche criticato il taglio dei finanziamenti alle Università.
 Dal canto suo, il presidente dell’Istituto Cassiodoro, Alfredo Ruga, dopo avere illustrato le finalità dell’istituto squillacese, ha affermato che lo svolgimento di questi incontri culturali sono utili per ricucire le fila con il mondo orientale.
 Per il professor Labate, il tema prescelto per i “colloqui” è particolarmente interessante e coinvolge studiosi di diverse scuole, il cui contributo porta notevoli approfondimenti alla scienza giuridica e storica del settore.

Salvatore Taverniti

 

6 Settembre 2010 - NICOLA VISCIDO VINCE PER LA TERZA VOLTA LA GARA PODISTICA SU STRADA " CORRISILA "

TAVERNA - Per la terza volta, l'atleta squillacese Nicola Viscido ha vinto la 17^ edizione della "Corrisila", gara podistica di corsa su strada, nella splendida cornice di Villaggio Mancuso, su iniziativa dell'Asi Crisal di Soverato.
 La gara si è svolta sulla distanza di 5 chilometri, con partenza da località Semaforo, percorrendo la provinciale che attraversa i villaggi Racise, Cutura e Mancuso, con giro di boa al "Quadrifoglio" e arrivo a Villaggio Mancuso.
 Viscido, tesserato per la CSG di Catanzaro Lido, è stato in testa sin dai primi metri della corsa, giungendo solitario al traguardo.
 Al secondo posto si è piazzato Claudio Galati, della Hobby Marathon Catanzaro, terzo, Giuseppe Curcio (Hobby Marathon).
Come sempre, ottima è stata l'organizzazione della gara a cura dell'Asi Crisal diretta da Salvo Criscuolo, assistito da Carmelo Sanzi, con la collaborazione dell'amministrazione comunale di Taverna, l'assessore allo Sport Vavalà, il comitato Fidal e le forze dell'ordine.
La gara femminile è stata vinta da tiziana Viapiana (Hobby Marathon), prima anche nel 2009. Al secondo posto, la sua compagna di squadra Loredana Scorza, davanti a Sandra Talarico (Asi Crisal).
Questi i primi posti delle altre categorie. Cadetti: Cristian Parrotta (Fiamma Cz); allieve: Giovanna Riolo (Fiamma Cz); allievi: Giovanni Rotundo (Fiamma Cz); juniores: Antonio Lubello (Csg Cz lido); promesse: Manuel Severino (Atletica Zarapoti); amatori: Antonio Contartese (Atletiva Vibo). Per la categoria Master, M35: Alfonso Scarfone (Hobby Marathon); M40: Stefano De Stefani (Asi Crisal); M45: Leandro Guarnieri (Hobby Marathon); M50: Gaetano Leone (Hobby Marathon); M55: Ciccio Bava (Hobby Maraton); M60: Gaetano Ruffo (Hobby Marathon); M65: Rosalbino Cardamone (La Micheletta milano); M70: Pino Sergi (Hobby Marathon); F40: Teresa Garcea (Asi Crisal).

 Carmela Commodaro

 

1 Settembre 2010 - FINALE REGIONALE " UNA VOCE PER LO JONIO" IN PIAZZA DUOMO

SUILLACE - Finale regionale di gran classe per il festival “Una voce per lo Jonio”, organizzato dalla Sound Academy di Christian Cosentino, con il patrocinio dell’assessorato provinciale al Turismo e la collaborazione del Comune di Squillace.
La serata, presentata dal fantastico duo Domenico Milani e Mariana Lancellotti, si è svolta sabato 28 agosto nella piazza centrale di Squillace.
Per la categoria interpreti, si è imposta Floriana Cassarà, di soli 14 anni, di Palermo, una ragazza dalla voce straordinaria, che ha colpito la giuria presieduta dal maestro Vince Tempera e composta dal produttore discografico Marco Rinalduzzi, dall’assessore provinciale Salvatore Garito e dall’assessore comunale Pino Manoiero.
Al secondo posto Nadia Sibio, al terzo Annalisa Cappelleri.
I Rewanax, invece, si sono aggiudicati il primo premio della categoria “nuove proposte”; al secondo posto, Katia Randazzo, terza, Cinzia Vescio.
 Un grande pubblico ha fatto da cornice allo spettacolo, applaudendo anche le altre concorrenti, giunte alla finale, Anna Vi Cossari, Martina Misuraca, Miriana Sinatra e Palma Torchia, e gli ospiti della serata.
 A cominciare dal noto ballerino di “Amici”, Klajdi Selimi, assalito dalle teen-agers per gli autografi.
Bravissimi anche “I Laganà”, che hanno proposto i loro brani “Quello che vorrei” e “La luna porta fortuna”; gli “RDM”, con i tormentoni estivi “Corazon latino” e “Non vale la pena”; e il campione europeo di effetti sonori Ivano Trau.
E’ stato uno spettacolo “in crescendo” che ha avuto il plauso dell’assessore provinciale Garito e del sindaco di Squillace, Guido Rhodio.
Florina Cassarà e i Rewanax, quindi, approdano alle selezioni nazionali dei “Grandi festivals italiani”, diretti dal maestro Vince Tempera: per loro c'è la possibilità di vincere il premio discografia, un contratto discografico e un tour di concerti in tutta Italia.
 Per i vincitori delle categorie “bambini” e “ragazzi”, la cui finale si è svolta venerdì scorso a Catanzaro Lido, la possibilità di approdare a trasmissioni tv come “Io Canto” o “Ti lascio una canzone”.
La piccola Anastasia Franco, vincitrice della seconda edizione di “Una voce per lo Jonio” nella categoria giovani, rappresenterà, infatti, la Calabria nel programma “Ti lascio una canzone”, condotto da Antonella Clerici, il prossimo autunno su Raiuno.

Carmela Commodaro  

 

1 Settembre 2010 -  MARIA VARANO, DI FIASCO BALDAJA,   MISS UNDER 50

E' Maria Varano, di Fiasco Baldaja, frazione del Comune di Squillace, la Miss Under 50 2010 eletta nella cittadina di Montauro Scalo.
 Una bella serata originale quella proposta dal duo Franco e Veneranda Arena , promotori dell'evento in collaborazione con il Consiglio Regionale della Calabria.
A calcare la passerella sono state le Signore- mamme, spesso semplici spettatrici di sfilate di moda. Le dieci finaliste dai 35 ai 50 anni erano tutte emozionate. La Giuria era presieduta da Paolo Tubertini ex Arbitro di Serie A.
 Presente alla serata un numeroso pubblico, Sindaci del comprensorio e presidenti di Proloco. Ad allietare la serata il Gruppo Spaghetti Mambo e la voce del tenore Amerigo Marino con il cantante Saro Bella.
Tanti i festeggiamenti a Maria subito dopo aver indossato la fascia e la corona consegnate dal Sindaco di Montauro Pantaleone Procopio e da Veneranda Arena con l'omaggio di un soggiorno di una settimana per due persone presso il Villaggio Guglielmo. Le concorrenti in gara hanno sfilato con i preziosi gioielli dell'orafa Mariagrazia Paonessa di S. Vito sullo Jonio.
Presenti le ragazze del Concorso Miss il Domani della Calabria che hanno sfilato in costume da bagno e poi con gli abiti della stilista Angelita Marsico di Marcellinara.

 Carmela Commodaro

 

1 Settembre 2010 -BATTAGLIA E MISEFARI IN DIRETTA DA SQUILLACE SUL CANALE RAI 2

SQUILLACE - Uno dei più importanti centri turistici della costa jonica catanzarese, Squillace, approda anche su Raidue.
Nella trasmissione televisiva della tarda mattinata della seconda rete nazionale Rai, “Giostra sul 2”, la città di Squillace ha avuto un posto d’onore con i collegamenti esterni di Battaglia e Miseferi.( nella foto in visita al museo diocesano con la vice presidente della Proloco Daniela Cristofaro )
 I due comici, ridendo e scherzando, hanno mostrato il castello normanno, il centro storico, la cattedrale e il museo diocesano, con uno spiritoso sketch davanti ad un quadro di Cassiodoro. “Giostra sul 2” è la versione estiva di “Italia sul 2” e va in onda ogni giorno, sabato escluso, fino al 5 settembre dalle ore 11.20, dal Resort “Sunbeach” di Squillace Marina.
A presentare il programma, un volto noto della tv, Valerio Merola, approdato nella splendida struttura turistica squillacese grazie all’amico promoter Giuseppe Onofrio.
Presenti il capo progetto-autore Rai, Luigi De Filippis, e il produttore Domenico Dima, della Remida Records, sono tanti i vip che si alternando ogni giorno sul set del villaggio turistico del noto imprenditore Bernardo Colao, ex presidente del Catanzaro Calcio, e di Vito Coda.
E tanti sono gli argomenti che vengono affrontati nel corso della varie puntate con collegamenti con i posti più suggestivi della nostra regione, grazie al patrocinio dell’assessorato regionale al Turismo. Il centro storico e i più importanti monumenti di Squillace hanno costituito l’argomento di due collegamenti esterni del simpatico duo comico calabrese, che in un terzo intervento si sono occupati anche del parco archeologico Scolacium di Roccelletta.
 Un importante spot pubblicitario visto dal grande pubblico televisivo, che apprezza le bellezze naturali e storiche di una Calabria ancora in gran parte da scoprire e da valorizzare.

Carmela Commodaro

 

1 Settembre 2010  - DIVERSI INCENDI HANNO INTERESSATO IL TERRITORIO DI SQUILLACE

 
Il 25 agosto, un incendio è divampato, intorno alle ore 17, nella zona a monte di località Ceraso, in un’area dove non vi sono abitazioni né attività produttive. Il fuoco, alimentato da una leggera brezza e dalla presenza di stoppie ed erbacce, è divampato in maniera notevole, tanto che si è reso l’intervento di un canadair della Protezione civile regionale per avere ragione delle fiamme, oltre ad una squadra dei vigili del fuoco.
 In serata, poi, un altro incendio si è sviluppato nella frazione Fiasco Baldaia. Il rogo, in questo caso, ha interessato un’area coltivata a grano e un’altra zona incolta, senza pericolo per le abitazioni.
Il 27 agosto, invece, le fiamme hanno interessato una vasta area di località Gizzene, fra località Castellesi e la sponda sinistra del fiume Alessi che costeggia l’abitato di Squillace.
 Circa tre ettari di macchia mediterranea sono andati distrutti dal fuoco divampato intorno alle ore 18.
Sul posto si è recata immediatamente una squadra dell’Afor con l’autobotte, ma non è potuta arrivare nella zona interessata dal rogo, perché alquanto impervia.
In un momento in cui tutte le squadre dei Vigili del fuoco di Catanzaro erano impegnate su altri fronti, si è reso necessario l’intervento di un elicottero della Regione Calabria che ha effettuato diversi lanci d’acqua prima di avere ragione delle fiamme.

 Salvatore Taverniti

 

1 Settembre 2010  - LINO PEDATELLA CONQUISTA IL SECONDO POSTO DEL CONCORSO LETTERARIO  " VIVARIUM " CON IL THRILLER " PUZZLE "

SQUILLACE - E’ riuscito sempre a mescolare l’amore per Milano, sua città natale, con la terra di Calabria, e Squillace, in particolare, i sapori mediterranei e l’antica cultura. Rocco Pedatella, “Lino” per gli amici, è uno scrittore per diletto. Ama scrivere fin da ragazzo.
“Dovevo dare spazio alla mia creatività – afferma - ed ecco che riempivo interi quaderni di poesie, riflessioni, brevi storie di fantasia.
A questi aggiungevo testi di canzoni che musicavo con pochi accordi di chitarra e raccontavano amori e delusioni giovanili”.
Nonostante gli impegni di lavoro, non ha mai tralasciato la passione per lo scrivere e si è specializzato nel genere preferito, il giallo e il thriller.
“Le mie storie – osserva - erano lettura privilegiata solo di amici e parenti che mi invitavano a presentarle a concorsi ed editori per un’eventuale pubblicazione.
Nel 2008 grazie all’editore Ursini di Catanzaro il mio sogno si è avverato.
Il mio libro ‘Brividi a Sud’, con il sottotitolo di ‘Cinque storie di mistero, odori, sapori ambientate in Calabria’, è stato pubblicato.
 Importante è stato l’impulso e il sostegno ricevuto dall’amico medico Sarino Facciolo”.
Rocco “Lino” Pedatella, quest’anno ha partecipato all’importante concorso letterario “Vivarium”, dedicato a Giovanni Paolo II e a Cassiodoro, che prevedeva anche una sessione per i romanzi inediti a tema libero.
Il premio Vivarium, in sole due edizioni, è diventato uno degli appuntamenti letterari per opere inedite più seguiti d’Italia.
Vi ha partecipato con il nuovissimo thriller “Puzzle”, giungendo secondo nella categoria “narrativa”. La rilevanza del concorso, la sua perfetta organizzazione con informazioni chiare e puntuali utilizzando i moderni mezzi di comunicazione, danno a questo risultato un valore particolare.
 “Puzzle” è un thriller e una sfida personale. Quando si ama il genere, si capisce presto chi è l’assassino perché lo scrittore o il regista semina di indizi giusti o falsi la sua storia per confondere il lettore o lo spettatore.
“Io – sottolinea Pedatella - volevo scrivere un romanzo dove solo all’ultima pagina, con un colpo a sorpresa, si potesse scoprire il serial killer.
 Dalle risposte di chi ha letto la bozza credo di esserci riuscito”.
Il romanzo è ambientato negli Stati Uniti e si regge su più storie e più personaggi che sembrano assolutamente scollegati tra loro ma che poi, come in un “Puzzle” appunto, si legano attorno ad un filo conduttore che è l’essenza stessa del romanzo.
Ora Pedatella spera che qualche editore se ne interessi e decida di pubblicarlo. “In ogni caso – rimarca l’autore - io continuerò a scrivere, perché ogni attività che libera la fantasia allontana la vecchiaia”.

Carmela Commodaro