Si è conclusa la seconda edizione di “Innesti Contemporanei”, il festival di teatro e arte contemporanea

Dieci spettacoli in cartellone con le migliori eccellenze artistiche del Sud Italia, workshop e due installazioni “site specific”. Numeri importanti per la seconda edizione di “Innesti Contemporanei”, il festival di teatro e arte contemporanea ideato e diretto da “Nastro di Möbius”, con la direzione artistica e organizzativa di Saverio Tavano, svoltosi per quattro giorni a Squillace.
Da Tino Caspanello a “Scena Verticale”, da “Teatro della Maruca”, Nino Racco e “Scena Nuda”, ai siciliani “Il Castello di Sancio Panza” e alla compagnia Retablo, il borgo di Squillace si è trasformato in un autentico teatro a cielo aperto. Il festival è nato grazie alla cooperazione e alla sinergia di “Nastro di Möbius” con due compagnie calabresi, “Confine Incerto” e “Conimieiocchi”.
Lo scopo è appunto di fare rete e cooperare, convogliare le energie di più compagnie per la crescita culturale e turistica di un luogo, ma anche per farlo diventare uno spazio ideale per gli artisti, una sorta di residenza creativa.
«E’ interessante e necessario – commenta Tavano –  sviluppare qualcosa da quel poco che in Calabria abbiamo. Per questo ho pensato di far nascere un festival che non funga solo da contenitore di spettacoli in rassegna, ma che sia al contempo luogo di formazione, per chi ha voglia di imparare o semplicemente di mettersi in gioco, e spazio di residenza per gli artisti». Nella suggestivo chiesetta gotica di Santa Maria della Pietà si è insediato “Innesti”, l’intervento “site specific” di arte visiva del duo Zingarello-Pujia, che a grande richiesta rimarrà ancora aperto al pubblico.
Il Castello Normanno, invece, è stato fonte di ispirazione per “Studiolo Laps” con la performance sonora “Gli echi nelle rovine”, di Alessandro Rizzo e Mario Lino Stancati.
“Innesti Contemporanei”, sempre con l’intento di ampliare le sue prospettive sul territorio nazionale, tornerà a Squillace il prossimo anno.

Salvatore Taverniti

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