SQUILLACE IN ACQUERELLI
PREMESSA
PERAS IMPOSUIT JUPPITER NOBIS DUAS... l'immagine delle
due bisacce mi è frullata in testa, allorquando mi sono accinto a tracciare
qualche linea di premessa alle divagazioni paesane su persone, fatti e immagini,
espresse nelle pagine che seguono.
DUAS PERAS: due bisacce non dei vizi propri ed altrui, ma quella degli anni che
passano e quella dei ricordi che sovraggiungono; la prima sulle nostre groppe,
la seconda sui nostri petti. Tali e quali quelle imposte da Giove su ogni uomo.
In un certo periodo del nostro vivere avverti il gravame di entrambe: pesano e
come! .E ti accorgi che tra le due si stabilisce un certo equilibrio: quanto più
i primi aumentano, tanto più i secondi crescono; e la legge della Natura: dura
lex...!
Ecco perché avverti anche il bisogno di trovare un indice di contrappeso ed una
spinta alla compensazione: non contare gli anni, ma alleviarli nel bagno dei
ricordi.
E quello che mi ha indotto a rivedere, in retrospettiva, un mondo: il mondo dei
miei, anzi dei nostri, tempi passati; un piccolo mondo, se si vuole, ma
significativo e denso di connotazioni umane.
Ho rivisto il volto del mio paese, il mio rione, le famiglie, le persone; ed ho,
quanto meno, cercato di affrescarne i fatti e le... "malefatte". In una parola
tuttocciò che è caduto sotto l'arco dei miei ricordi in un susseguirsi di quadri
in cui campeggia l' anima di un tempo, ormai definitivamente scomparso.
Non ho seguito uno schema preordinato, ma la linea dell' estemporaneità: quando,
cioè, mi germogliava in mente una determinata immagine del passato, passavo
subito a tradurla in contenuto e forma.
Ne e venuto fuori, senz'altra, un centone disordinato, perché trovi uno accanto
all'altro episodi e colori,
talvolta contrastanti. Non ho curato un ordine, ritenendo preferibile l'istante
e la spontaneità dei germogli.
Persone e cose nella loro estrema semplicità e genuinità, calati, soprattutto,
nell'obiettività del loro essere, compreso l'andamento dialogico dialettale, i
titoli e il nomenclatore paesano d'individuazione, omettendo solo qualche
cognome anagrafico per rispetto alla memoria e al riserbo.
Qua e la vi appaiono cenni autobiografici. Non potevo trascurarli, perché sono
componenti essenziali di un "affettato" di vita, che mi ha visto spesso
testimone occasionale e, talora, protagonista. E di questo mi scuso e mi
giustifico con gli eventuali lettori.
Qualcuno di essi si ritroverà in questo mezzo, altri forse mi saranno sfuggiti.
Avrei desiderato abbracciare, nel ricordo, tutti.
Se non ci sono riuscito, da squillacese pura sangue, credetemi... la colpa è,
forse, di una delle due bisacce, che pesa un po'... di troppo!
FRANCESCO ZOFREA
Squillace, Novembre 1998