Inizia la pesca al tonnetto alletterato. I consigli del veterinario dr. Grillone

Nel Golfo di Squillace ha avuto appena inizio la pratica della pesca sportiva, che vede numerosi pescatori dilettanti cimentarsi da riva con la canna da pesca per il passaggio dei cosiddetti “tonnetti”.
Il mar Mediterraneo rappresenta un bacino marino unico, dalla biodiversità straordinariamente ricca. Si stima che le sue acque, testimoni della storia comune delle genti del Mediterraneo e dell’evolversi delle civilizzazioni, siano abitate da circa  diecimila specie.
Ma è un mare in grave pericolo, minacciato dall’inquinamento, dal cambiamento climatico e dallo sfruttamento eccessivo.
In questa problematica, comunque, non rientra la pesca sportiva che viene effettuata “a spinning” da riva, una tradizionale tecnica di pesca del cosiddetto “tonnetto alletterato” possibile grazie alle peculiari caratteristiche del nostro splendido mare.
Visto il crescente allarmismo dei consumatori nei confronti di questa specie ittica, abbiamo chiesto al medico veterinario Raffaele Grillone, che si occupa da anni di problematiche legate al mondo della pesca, di parlarci del “tonnetto alletterato”.
«La conformazione della colonna vertebrale di questi tonnetti, che fa pensare alla presenza della spina bifida,  suscitando allarmismo per i possibili risvolti igienico-sanitari – spiega Grillone – è legata alla specifica funzione propria di questa specie, al fine di riscaldare il sangue arterioso destinato alla muscolatura a fibra rossa, per migliorare il movimento e di conseguenza il nuoto. Invece, occorre fare attenzione all’igiene e alla conservazione delle carni dei tonnidi, al fine di evitare il pericolo della “sindrome sgombroide”.
Sul rischio botulino, d’altra parte, il Ministero della Salute ha messo in guardia i consumatori che preparano in casa  le conserve di tonno.
Utilizzando strumenti adeguati, dotati di sistemi di controllo e monitoraggio della pressione e della temperatura, è possibile preparare in sicurezza tutte le tipologie di conserve alimentari fatte in casa.
Per  scongiurare il rischio botulino occorre avere grande cura dell’igiene personale e della cucina e  l’importanza di rispettare la catena del freddo».
Le raccomandazioni del veterinario, dunque, sono chiare. «Quando si pesca il tonnetto – afferma – occorre subito riporlo in  frigorifero o su  un adeguato letto di ghiaccio. Occhio a servirsi di utensili puliti e ad utilizzare barattoli di vetro o, in alternativa, contenitori metallici.
E’necessario sterilizzare i contenitori e non riempire mai i vasetti fino all’orlo».

Salvatore Taverniti

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