L’ex sindaco Peppe Mercurio interviene sull’attuale momento elettorale squillacese

«Non era scontato né facile che tre liste si proponessero in un momento particolare e difficile della vita del Paese e di quella della nostra comunità».
Lo scrive Giuseppe Mercurio, ex sindaco e già segretario generale regionale della Fnp-Cisl, in una lettera indirizzata ai tre candidati a sindaco di Squillace, a cui ha voluto affidare alcune riflessioni. «Il contesto in cui vi trovate a competere – osserva Mercurio – è assolutamente nuovo, molto più difficile che nel passato, senza strutturazioni partitiche, ma con un tasso enorme di accresciute difficoltà oggettive.
I bilanci in disavanzo dei comuni, una volta, trovavano sempre la sponda dello Stato; e presenze autorevoli hanno sempre “curato” con particolare attenzione di far confluire risorse e finanziamenti notevoli per la realizzazione di importanti opere pubbliche: tutto questo ora non c’è più».
«E’ la prima volta, dopo sessant’anni, inoltre – aggiunge Mercurio – che una competizione elettorale per la guida del Comune di Squillace si svolge senza la presenza o il coinvolgimento diretto dei “grandi vecchi”, per cui non esistono alibi o presunti condizionamenti psicologici di alcun genere.
Resta il grande patrimonio di idee, di opere e di impegno da tutelare e salvaguardare: chiunque di voi sarà chiamato alla guida del nostro comune dovrà misurarsi con un passato importante, dimostrando di saper affrontare e risolvere i tanti problemi incombenti dell’attualità».
Mercurio poi delinea alcune tracce da seguire. «Le linee guida, dopo il 25 maggio – afferma – dovranno essere: l’amore per la città e l’interesse prevalente per azioni concrete e benefiche; la rinascita di opportunità socio-culturali aggreganti e coinvolgenti; il dovere di saper leggere i bisogni della gente specie con riferimento alle fasce più deboli della popolazione; mettere a disposizione del difficile mestiere di amministrare tutti i saperi, le professionalità e le conoscenze, con il coinvolgimento costante dei cittadini, dei gruppi, delle associazioni.
Si dovranno recuperare tutte le energie e le buone idee per servire al meglio la città, in una corale interazione che non mortifichi i rispettivi ruoli».

Salvatore Taverniti

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