La Sics nei centri diurni “Cassiodoro” e “G. Minozzi”

Momento di formazione e divertimento per gli ospiti del centro diurno “Cassiodoro” di Squillace Lido e del centro diurno “G. Minozzi” di Catanzaro Lido, che hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino la realtà della Sics (scuola italiana cani salvataggio). I due centri fanno parte di Fondazione “Città Solidale”, una grande e importante realtà del territorio catanzarese che si occupa di offrire accoglienza e ospitalità a persone che vivono in condizioni di difficoltà, sostenendole in un percorso di riscoperta delle proprie risorse e promuovendone l’integrazione sociale.
La Fondazione gestisce varie strutture che si occupano di minori considerati a rischio di devianza, adulti italiani e stranieri in difficoltà, donne vittime di violenza, donne e minori in difficoltà, integrazione sociale e culturale delle persone straniere, minori stranieri non accompagnati.
I centri diurni, in cui la Sics ha svolto l’incontro educativo, accolgono persone adulte con disabilità fisica e psichica e si configurano come spazio atto a promuovere, attraverso attività socio-educative, il recupero delle abilità fisiche e cognitive delle persone disabili e lo sviluppo delle capacità relazionali.
I conduttori Maria Antonietta, Damiano, Oscar, Nando, Egidio, insieme ai loro eroi a quattro zampe Sam, Achira, Annibale, Amira ed Achille, hanno spiegato, anche con video informativi e simulazioni di recupero e salvamento di naufraghi, le tematiche riguardanti l’addestramento dei cani a terra, l’educazione del cane ed il controllo del cane anche in ambienti carichi di distrazioni, la relazione affettiva e di collaborazione tra cane e conduttore, l’addestramento in acqua.
L’intento del momento formativo che si è tenuto nei locali del centro diurno “Cassiodoro” di Squillace Lido è stato quello di sensibilizzare verso il corretto modo di vivere il mare, ma anche di educare ad un corretto rapporto con il cane e diffondere una cultura cinofila all’interno della quale il cane possa essere concepito come soggetto complementare all’uomo.

Salvatore Taverniti

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