Il ristorante “La cena di Afrodite” distrutto completamente dall’incendio

Lo scenario è di autentica devastazione. Non è rimasto più nulla di quello che era il più noto locale di Squillace Lido. Un incendio ha distrutto il ristorante-pizzeria “La Cena di Afrodite”. Le fiamme, sulla cui origine sono in corso accertamenti, si sono sviluppate intorno alle 3.30 della notte tra giovedì 2 e venerdì 3 marzo nella parte posteriore del locale.
Da qui il rogo ha interessato prima la sala esterna, chiusa a veranda, e poi la sala interna, distruggendo tutto, pilastri in legno, tavolini, sedie e altri mobili, e giungendo anche nei locali adibiti a cucina, dove si sono registrati pure ingenti danni. Durante l’incendio si è verificato lo scoppio di una bombola di gas che ha svegliato i residenti nella zona, i quali hanno poi dato l’allarme. Per fortuna, non ha preso fuoco il grande serbatoio di gas che alimenta il locale il cui scoppio avrebbe potuto causare danni maggiori. Il ristorante, attivo da oltre vent’anni, si trova nei pressi della stazione ferroviaria di Squillace Scalo; era frequentato da numerosi clienti e dava lavoro a diverse persone.
Le indagini sono coordinate dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Girifalco, capitano Alessio Amici. Sul posto sono intervenuti i militari del nucleo operativo, agli ordini del luogotenente Pasquale Mendicino, e quelli della stazione di Squillace, guidati dal maresciallo Raffaele Mosca, oltre ai vigili del fuoco del comando di Catanzaro e del distaccamento di Soverato, con ben quattro automezzi, che hanno provveduto a spegnere i focolai e a mettere in sicurezza l’area. A dare manforte alle operazioni anche i vigili urbani di Squillace, con il comandante Franco Polito e il vice Pino Merenda.
Intanto, il vicebrigadiere Salvatore Di Leo, del Comando provinciale dei carabinieri di Catanzaro, libero dal servizio e residente nella zona, ha provveduto ad evacuare lo stabile adiacente al ristorante (una dozzina di persone, tra cui un bambino e un neonato), a far spostare tutte le auto parcheggiate nelle vicinanze e a bloccare l’accesso. I militari hanno poi trovato una moto di grossa cilindrata, senza targa, con il serbatoio di carburante pieno e un casco, nei pressi del vicino passaggio a livello.

Sul mezzo, che è stato sequestrato, sono in corso accertamenti per verificare se sia attinente all’evento. Sul luogo dell’incendio è accorso anche il sindaco Pasquale Muccari, il quale ha espresso preoccupazione per l’episodio. «In attesa del risultato delle indagini – ha affermato – non posso che rilevare una certa apprensione, perché non è il primo episodio del genere che si verifica nel quartiere marinaro».
Il presidente del consiglio comunale di Squillace, Paolo Mercurio, ha anticipato che convocherà una seduta straordinaria del consesso civico sull’episodio, che, ha detto, «ferisce l’intera comunità». In mattinata, si è recato sul posto anche il consigliere regionale Arturo Bova, presidente della commissione antindrangheta, il quale ha espresso sgomento.
«Sono fatti – ha aggiunto – che non appartengono alla civile comunità squillacese».
Per Bova, la parola chiave è “coordinamento” tra le forze dell’ordine, in una zona in un cui c’è bisogno di una maggiore dotazione organica. «Ma sono importanti – ha poi rilevato – anche scelte di carattere sociale, al fine di emarginare i mafiosi, che spesso riescono a trovare integrazione tra le persone perbene. Ho anche depositato la richiesta per la convocazione di un consiglio regionale ad hoc».

Salvatore Taverniti

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