Il dottor Muccari: «allarmismo ingiustificato per un mio assistito»

SQUILLACE – Allarmismo esagerato da parte di tutti coloro che hanno appreso che un uomo residente a Squillace Lido, dipendente della Regione Calabria, ha avuto contatti con il docente di agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il primo paziente reggino ricoverato nel reparto di malattie infettive del Grande Ospedale Metropolitano per sospetto coronavirus.
Il medico di base Pasquale Muccari, che è anche sindaco di Squillace ed ha tra i suoi assistiti anche il dipendente regionale, assicura che l’uomo, dopo aver avuto contatti il 17 febbraio scorso con il docente di agraria, è stato tenuto in quarantena e non ha mai manifestato segni clinici ascrivibili alla patologia da coronavirus.
La preoccupazione in questi giorni si è diffusa soprattutto alla Cittadella regionale di Germaneto di Catanzaro, dove l’uomo presta servizio e dove si sarebbe recato prima dell’isolamento. Sarebbe stata disposta, tra l’altro, la sanificazione degli ambienti frequentati dal dipendente prima che entrasse in quarantena. Muccari, dal canto suo, assicura che l’uomo «è in ottime condizioni di salute e a mio avviso potrebbe riprendere la sua normale attività lavorativa già da lunedì». D’altra parte, si ha notizia che anche il professore reggino è in condizioni soddisfacenti e non presenta un quadro clinico preoccupante, per cui potrebbe essere rimandato a casa per un periodo di quarantena domiciliare a fini precauzionali.
«Ritengo eccessivo – spiega il medico Muccari – l’allarmismo che si è creato sul posto di lavoro del mio assistito, che nel caso specifico è la Regione Calabria. Durante il periodo di quarantena mi sono tenuto in costante contatto con tutti gli organi preposti alla prevenzione.
Nello stesso periodo ho contattato tutti i numeri di emergenza attivati per il coronavirus e sabato ho avuto anche un lungo colloquio telefonico con la dottoressa Adriana Palmieri, del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Catanzaro, con cui è stato concordato che per il mio assistito può essere concluso il periodo di quarantena».

Carmela Commodaro

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