GIUGNO 2011
28 GIUGNO 2011 - INCONTRO TRAI SINDACI DEL COMPRENSORIO: AMARONI, PALERMITI, SQUILLACE, STALETTI' E VALLEFIORITA PER UNA COMUNE POLITICA DEL TERRITORIO
C’è la necessità di dare impulso ad una politica del
territorio che ecceda lo stretto ambito comunale. Con questo intento si è
svolta il 24 giugno a Squillace una riunione tra i sindaci dei Comuni di
Squillace, Amaroni e Vallefiorita, aperta anche ai Comuni di Stalettì, il
cui primo cittadino è stato impossibilitato a partecipare, e di Palermiti,
quando, per le note vicende, avrà la sua amministrazione.
L’obiettivo è quello di creare una rete comune, dando priorità ad alcuni
problemi e sfruttando insieme i fondi regionali, nazionali ed europei. Si
potrà così dare vita ad azioni comuni di sviluppo.
Il sindaco di Vallefiorita Salvatore Megna, presente all’incontro con i
consiglieri Tonino Laugelli, Piero Vespari e Martina Murgida, ha
sottolineato che occorre partire dall’idea che si hanno spazi comuni
d’azione nei settori dei servizi, delle iniziative pubbliche e della
cultura.
Il sindaco di Amaroni, Arturo Bova, accompagnato dagli assessori Teresa
Lagrotteria e Salvatore Lazzaro, ha messo in evidenza che le iniziative
comuni partano dal sociale, per arginare certi fenomeni delinquenziali.
“Finalmente – ha aggiunto Bova – si comincia a ragionare insieme, perché
altrimenti non si va da nessuna parte. Ci sono tutti i presupposti per unire
le nostre forze ed avviare insieme interventi in settori specifici, come ad
esempio il turismo”.
Dal canto suo, il sindaco di Squillace, Guido Rhodio, ha proposto
innanzitutto di recuperare tutti gli atti prodotti dalle cinque
amministrazioni interessate per la costituzione dell’associazione dei
Comuni, di rimodularli alla situazione attuale e di riproporli nei
rispettivi consigli comunali; e poi di costituire un organismo, un gruppo di
lavoro con i rappresentanti dei cinque Comuni per individuare le prime
azioni da avviare insieme.
Il vicesindaco di Squillace, Luca Occhionorelli, che aveva aperto la
riunione soffermandosi sull’incontro preliminare già avuto nei giorni
scorsi, ha reso noto che per l’estate sono già in cantiere manifestazioni
comuni che interesseranno tutto il comprensorio.
Salvatore Taverniti
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28 GIUGNO 2011- GLI ALUNNI DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO GIRIFALCO-CORTALE HANNO RESO OMAGGIO, A TORINO, AL MONUMENTO DEL GENERALE GUGLIELMO PEPE
Significativa cerimonia
in onore del generale squillacese Guglielmo pepe, uno dei padri del
Risorgimento.
Vi hanno partecipato gli alunni delle terze classi dell’istituto
comprensivo di Girifalco-Cortale.
Oltre a visitare le città di Siena, Firenze e Genova, i ragazzi hanno reso
omaggio al monumento del generale Pepe che si trova a Torino, in piazza
Maria Teresa.
La visita alla città si è svolta con l’ausilio di guide preparate e capaci
di interagire con gli allievi sul piano culturale, in modo da interessarli
coinvolgendoli e facendoli entrare in diretto contatto con la storia del
nostro Paese attraverso la bellezza dei monumenti visitati.
I ragazzi, guidati dai docenti Destefani, Signorelli e Gagliardi, per
l’evento “Italia 150” sono stati impegnati in attività di ricerca sugli
opifici tessili: un lavoro presentato dagli stessi alunni nel corso di
un’attività di laboratorio all’interno delle Officine Grandi Riparazioni,
capolavoro dell’architettura industriale di Torino.
La manifestazione si è ripetuta in una grande sala dove sono situati i
mezzibusti di tutti i personaggi famosi del Risorgimento italiano, fra i
quali spicca in prima fila quello di Guglielmo Pepe a fianco di Giuseppe
Garibaldi.
Nel corso della visita torinese, i ragazzi hanno incontrato lo studioso
squillacese Ermanno Voci, che abita nel capoluogo piemontese ed è l’autore
di un volume su Guglielmo Pepe.
Nell’occasione è stata deposta una corona d’alloro al monumento del generale
Pepe, offerta dall’amministrazione comunale di Squillace.
Salvatore Taverniti
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27 GIUGNO 2011 - AMARONI E L'ISTITUTO ALBERGHIERO INSIEME AL CONCORSO NAZIONALE "IL MIELE IN CUCINA "
Conferenza stampa, il 25 giugno in municipio, per
ufficializzare la partecipazione di Amaroni e dell’Istituto Alberghiero di
Soverato alla fase finale della prima edizione del concorso enogastronomico
nazionale “Il miele in cucina”, nato con lo scopo di promuovere l’antica
tradizione dell’uso del miele in cucina, sollecitando le future generazioni
di cuochi a recuperare, per innovare, tale significativo patrimonio di arte
culinaria.
Il concorso è promosso e organizzato dall’associazione “Città del Miele”,
di cui fa parte a pieno titolo Amaroni, ed ha cadenza annuale. L’elemento
fondante che lega i diversi territori delle Città del Miele, dai quali
traggono origine le tante e diverse identità dei mieli italiani, è l’insieme
dei valori storici, culturali e di tradizione che contraddistinguono le
cucine italiane regionali, in modo particolare laddove il legame con il
mondo del miele è particolarmente significativo. “E’ questa un’importante
vetrina nazionale – ha affermato il sindaco di Amaroni, Arturo Bova, aprendo
l’incontro – che propone le positività del nostro territorio.
La finale del 28 e 29 ottobre prossimi, a Chatillon, in Valle d’Aosta, a cui
siamo giunti, dopo esserci affidati all’Alberghiero di Soverato, è una
grande occasione per promuovere il nostro miele. Siamo gli unici a
rappresentare il Meridione”. Per il dirigente scolastico Paolo Riverso, “è
già una vittoria essere arrivati tra i cinque finalisti.
Un allievo della quarta classe dovrà preparare la ricetta a base di miele
messo a disposizione dagli apicoltori amaronesi: si chiamerà ‘Cocktail
Amaroni’ e nasce dall’intuizione del docente Rocco Mele”. Secondo la docente
M. Antonietta Voci, “è importante portar fuori dai nostri confini la parte
migliore del nostro territorio”. Il presidente dell’associazione “Ama.m.i.”,
Giuseppe Olivadoti, si è augurato che l’iniziativa nazionale serva a
incrementare l’uso del miele nella ristorazione.
Anche Carlo Bova, produttore di miele, si è detto soddisfatto per
l’importante manifestazione nazionale a sostegno del miele in cucina.
Salvatore Taverniti
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28 GIUGNO 2011 - LA MELA CARAMELLATA, UN SUCCESSO DI IMPRENDITORIA FEMMINILE ,E' ORMAI DIVENTATA UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA PASTICCERIA E LA GELATERIA. L'ULTIMA NOVITA' I GELATI MANTECATI PRODOTTI ARTIGIANALMENTE
Tre donne che uniscono le loro forze per diventare
imprenditrici. Di questi tempi, in cui trovare un lavoro è veramente
difficile, c’è chi ha messo da parte i titoli scolastici e si è dato
all’imprenditorialità.
Come le tre giovani donne squillacesi, Roberta, Maresa e Maria Teresa, che
hanno dato vita alla prima pasticceria di Squillace Antica, la “Mela
caramellata”.
Tre persone che ci hanno creduto e hanno svolto un’ottima preparazione nel
settore, con altrettanto ottimi risultati sia dal punto di vista decorativo
che formativo.
Molto incisivo è stato il lavoro preliminare presso laboratori
professionali, oltre alla partecipazione per due anni di seguito al “Sigep”
di Rimini, la più importante fiera per pasticceria e gelateria.
“Ciò – dicono le tre pasticciere – ci ha permesso che di rapportarci con
professionisti di tutto il mondo, grazie anche ai corsi di formazione
organizzati all'interno della fiera.
In più è una vetrina fantastica per la scelta e la selezione delle materie
prime e dei macchinari da utilizzare”. E la loro pasticceria, sita nel
centro storico di Squillace, aperta da poco più di un anno, si è fatta
già conoscere per i buonissimi cornetti artigianali, da riempire al momento,
e alle ottime ciambelle fritte.
Ma quello che contraddistingue maggiormente questa pasticceria sono le
torte, perché oltre a poter scegliere tra i tantissimi ed innovativi gusti
di crema, una cura particolare viene rivolta alle decorazioni, dai disegni
fatti a mano al modellamento delle paste di zucchero in qualsivoglia
soggetto, oltre all'uso di coloranti naturali e di glasse per torte
particolarmente prelibate.
“La novità di quest’anno – preannunciano - pensata dopo un importante corso
formativo e l'aiuto di un tecnico specializzato, sarà la
produzione dei gelati artigianali mantecati: abbiamo già fatto un piccolo
test tra i bambini e la risposta è stata positiva”.
Quando si dice “le potenzialità delle donne”
Carmela Commodaro
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28 GIUGNO 2011 - UMBERTO PLATI' NEO PRESIDENTE DEL ROTARY CLUB " CATANZARO 1951"
“Costruiamo tutti insieme”. E’ il motto scelto dal
nuovo presidente, il dottor Umberto Platì, insediatosi il 25 giugno alla
guida del Rotary Club “Catanzaro 1951”. La cerimonia del passaggio delle
consegne si è svolta al Villaggio Guglielmo di Copanello,
presenti
diverse autorità, dal Prefetto Antonio Reppucci, al Procuratore generale di
Bologna Emilio Ledonne, al comandante della Legione Carabinieri “Calabria”
generale Adelmo Lusi, al presidente dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro
Giuseppe Iannello, al sindaco di Squillace Guido Rhodio. Platì ha ricevuto
il tradizionale “collare” da parte del presidente uscente, il dottor Luigi
Noto. Nel suo intervento, Noto ha relazionato sull’attività svolta durante
il suo mandato, mostrando un video con le immagini più significative. “E’
stato un anno proficuo – ha rimarcato Noto – nel corso del quale abbiamo
ricevuto grandi apprezzamenti.
Ci hanno detto che Catanzaro ha inventato un nuovo modo di fare Rotary,
hanno addirittura parlato di ‘miracolo Catanzaro’. Il nostro club è
cresciuto con l’arrivo di nuovi soci; abbiamo realizzato due importanti
progetti, come l’Alma Mater (una casa d’accoglienza per familiari di piccoli
pazienti lungodegenti) e il Punto Rotary (per fornire informazioni in vari
ambiti, legale, medico, economico e tecnico, a persone bisognose).
Abbiamo svolto interessanti convegni e tante azioni importanti nella
comunità, fino a gettare le vasi della Fondazione Rotary Catanzaro 1951. E
siamo stati insigniti del riconoscimento ‘Paul Harris’ da parte del nostro
Governatore”.
Il neopresidente Platì, poi, ha illustrato a grandi linee il suo programma
che verterà sulla centralità della famiglia. Platì ha reso noto di avere in
cantiere diverse iniziative nel settore della sanità, di voler istituire
borse di studio per giovani maturandi appartenenti a famiglie a basso
reddito, di dare tanto spazio ai giovani rotaractiani e interactiani e di
sviluppare azioni verso le istituzioni per il miglioramento del rapporto con
i cittadini.
Platì ha anche dato vita a ben dodici commissioni, per un maggiore
coinvolgimento dei soci. Il presidente, infine, ha presentato la sua
squadra: Roberto Mellea (vicepresidente), Luigi Noto (past president),
Angela Viglianti (segretario), Salvatore Muleo (tesoriere), Giuseppe
Carnevale (prefetto), Giovanni Angotti, Giuseppe Barilaro, Giovanni Colosimo,
Vincenzo Falcone e Giuseppe Spagnuolo (consiglieri); Nicola Trapasso (aiuto
segretario), Roberto Arcadia (delegato Rotaract), Antonietta Trotta
(delegata Interact). Il saluto del Governatore del Distretto 2100, Pietro
Niccoli, è stato porto dal dottor Giovanni Petracca, assistente del
Governatore per l’anno rotariano 2011-2012. Dopo aver ricordato il motto del
Governatore Niccoli, “Costruire il rotariano per migliorare la società”,
Petracca ha sottolineato che “quest’anno si punterà molto sui temi della
famiglia, della continuità e del cambiamento.
E’ importante l’azione professionale di ciascuno di noi e l’etica della
responsabilità. Dobbiamo guardare con maggiore attenzione alle nuove
generazioni e alla comunicazione”.
Salvatore Taverniti
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28 GIUGNO 2011 - AI LAVORI DELLA COMMISSIONE SVILUPPO COSTITUITA DA FUTURO E LIBERTA' HA PARTECIPATO IL CONSIGLIERE FRANCO CACCIA
«Ho avuto modo di conoscere ed apprezzare il
senatore Baldassarri nel corso dei lavori dell’assemblea costitutiva di
futuro e libertà, tenutasi a Milano nello scorso mese di febbraio. Ci siamo
trovati in perfetta sintonia nell’indicare come prioritaria un’azione tesa a
superare l’idea di partito quale luogo in cui ci attarda in parole, spesso
inutili e comunque distanti dalla realtà sociale.
C’è la necessità di risintonizzarsi con i bisogni e le attese dei cittadini,
oggi sempre più alle prese con un futuro fatto di incognite ed insidie. Il
modo per uscire dal tunnel, per il partito Futuro e libertà, è uno solo:
preparare una classe dirigente all’altezza della situazione».
Lo ha affermato il consigliere comunale di Squillace, Franco Caccia, dopo
aver partecipato, nei giorni scorsi, a Roma, alla riunione della commissione
Sviluppo costituita da Futuro e libertà, presieduta dal senatore e già
viceministro dello sviluppo economico, Mario Baldassarri.
A tale scopo è stato chiamato a Roma un gruppo ristretto di iscritti,
manager, amministratori, dirigenti e ricercatori, operanti nelle diverse
regioni italiane per dare vita ad un confronto sui diversi temi che
contraddistinguono lo sviluppo socio-economico e la riforma fiscale.
Durante l’ incontro il sen. Baldassarri ha più volto rimarcato che Futuro
e Libertà crede molto nel valore della partecipazione e del coinvolgimento e
attraverso queste modalità intende costruire proposte politiche da
sottoporre al Parlamento .
I lavori della commissione Sviluppo proseguiranno nelle prossime settimane
con il confronto e l’elaborazione dei singoli sottogruppi tematici le cui
proposte saranno presentate in un convegno nazionale da tenersi,
presumibilmente nel mese di ottobre, alla presenza del presidente Gianfranco
Fini.
«Nonostante sia passato poco più di un anno da quando ho aderito a Futuro
e libertà- osserva Caccia- ho partecipato a diversi appuntamenti e seminari
a carattere regionale e nazionale.
Sono questi fatti, più di tante parole, che testimoniano l’identità di un
partito diverso che crede nella partecipazione dei suoi amministratori e dei
suoi iscritti e che ha ben capito che bisogna far crescere una classe
dirigente attrezzata con nuove competenze ed orientata a trovare soluzioni
concrete ai problemi ed alle esigenze del territorio».
Salvatore Taverniti
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26 GIUGNO 2011 - INAUGURAZIONE AD AMARONI DELLA NUOVA SEDE DEL COI - CENTRO OPERATIVO INTERCOMUNALE PER LA PROTEZIONE CIVILE-
Sarà inaugurata giovedì 30 giugno, ad Amaroni, la
nuova sede del Coi, il Centro operativo intercomunale per la protezione
civile, alla presenza di Immacolata “Titti” Postiglione, responsabile
dell’Ufficio volontariato, formazione e comunicazione del Dipartimento della
Protezione civile nazionale.
Il 23 giugno, in municipio ad Amaroni, si è tenuta una riunione operativa
alla quale hanno preso parte diversi amministratori dei Comuni che fanno
capo al Coi (Borgia, Amaroni, Caraffa di Catanzaro, Palermiti, San Floro,
Squillace, Vallefiorita), rappresentanti del Consorzio di bonifica Ionio
Catanzarese, il capitano dei Carabinieri Vito Sisto, il manager disaster del
Coi Pietro Gualtieri e tecnici del territorio, oltre a Domenico Golizia, del
Dipartimento nazionale della Protezione civile.
L’alto funzionario di governo, in particolare, ha apprezzato il modello del
Coi costituito tra i sette Comuni del comprensorio catanzarese, che sarà
esportato anche in altre regioni italiane. Durante l’incontro sono state
individuate tre aree di emergenza per l’ubicazione dei civili in caso di
eventuali grandi calamità. E’ stato anche evidenziato che tra i compiti del
Coi non ci siano solo interventi da attuare in caso di calamità, ma anche e
soprattutto iniziative e progetti di sviluppo del territorio.
Il sindaco di Amaroni, Arturo Bova, si è detto soddisfatto per la positiva
esperienza del Coi e per il lavoro che si sta portando avanti nel redigendo
Piano strutturale associato, con diversi Comuni del comprensorio.
La sede del Coi di Amaroni si pone come centro di alta specializzazione per
lo studio de territorio. Lo svolgimento diretto delle attività, oltre alla
predisposizione di un unico piano di protezione civile per tutti i Comuni
interessati, è affidato all’associazione nazione di protezione civile
“Angeli Blu”.
Tale sodalizio, presieduto da Pietro Gualtieri, provvede, in particolare,
all'attività di prevenzione, all'organizzazione integrata di uomini e mezzi
da affiancare a quelli dei singoli Comuni nella gestione dell'emergenza,
all'organizzazione del servizio di reperibilità, alla formazione e
all'esercitazione del personale addetto, alla gestione unificata della
post-emergenza, alla realizzazione di aree di ammassamento, all'espletamento
di tutti gli atti e di tutte le procedure necessarie alla tutela e alla
salvaguardia della vita umana, alla realizzazione di uno sportello unico
intercomunale.
Salvatore Taverniti
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21 GIUGNO 2011 - LA TROUPE TELEVISIVA DI LINEABLU' A SQUILLACE. LA FAMOSA TRASMISSIONE DI RAI1 TRASMETTERA' IL DOCUMENTARIO SULLA NOSTRA CITTADINA ALLA FINE DI LUGLIO
La città di Squillace protagonista di una puntata di
Lineablu, la storica trasmissione di
Rai1,
che punta sulla cultura del mare, ponendo grande attenzione ai problemi
ambientali, di vita e di lavoro, in onda il sabato, alle ore 14,30.
Venerdì 17 giugno, la troupe televisiva ha registrato la puntata tra la
zona marina e il centro storico di Squillace.
A bordo di un gommone messo a disposizione dal circolo “Jonio Sub
Catanzaro”, l’inviato Fabrizio Gatta, assistito dal regista Pierluigi De
Pasquale, ha intervistato il professor Armin Wolf, che da qualche anno vive
nella città ionica. Costeggiando il litorale squillacese e giungendo fino
alla scogliera di Copanello, alle cosiddette “vasche” e alla grotta di San
Gregorio, lo studioso tedesco ha parlato di Cassiodoro e del viaggio di
Ulisse.
Giunti nuovamente a riva, Gatta ha scherzato con la cuoca Caterina Milizia,
la quale ha presentato una serie di gustose ricette con il baccalà.
Al “Lido di Squillace”, invece, sono stati allestiti gli stand con i
prodotti tipici locali, dalla gustosa gastronomia al miele di Amaroni, alla
ceramica e all’oreficeria dei ragazzi del
liceo
artistico locale fino ai manufatti della ceramica artistica tradizionale
delle botteghe artigiane squillacesi.
Su tali temi l’inviato della Rai ha intervistato lo studioso locale Giuseppe
Mercurio.
Poi passeggiata sulla spiaggia con la giornalista Carmela Commodaro per
affrontare il tema delle feste religiose a Squillace.
Bellissima l’esibizione di alcuni allievi della scuola di danza di Jole
Zampina, con una coreografia tutta marina.
La troupe successivamente si è spostata nel centro storico, dove ha
effettuato le riprese dei monumenti più importanti, mentre nel castello
normanno la professoressa Adele Pelaggi ha parlato della storia di Squillace
attraverso i costumi del tempo.
Ottimo è stato il supporto all’organizzazione da parte del Comune,
rappresentato dal vicesindaco Luca Occhionorelli e dall’assessore Pino
Manoiero; della Pro loco, con la presidente Aurelia Lioi; e
dall’associazione di protezione civile “Angeli Blu”, guidata da Aldo Zofrea.
La puntata di Lineablu dedicata a Squillace dovrebbe andare in onda verso la
fine di luglio.
Salvatore Taverniti
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21 giugno 2011 - OLTRE 80 GIOVANI PER IL MEETING GIOVANILE, ORGANIZZATO DALLA DOMUS PACIS, DAL TITOLO " LIBERTA' è..."
Un’altra emozionante e partecipata iniziativa
culturale-sociale ha visto protagonista l’associazione “Domus Pacis” di
Squillace che ha promosso il meeting giovanile dal titolo “Libertà è…”.
Il presidente del sodalizio, Mario Caso, ha affermato che “è stata una
manifestazione speciale perché ha permesso di riflettere sul senso di
libertà approfondendo temi strettamente legati al mondo giovanile e alla
vita quotidiana. C’è stata la possibilità di socializzare con tante altre
realtà
giovanili
e di incrementare il senso della responsabilità delle scelte di ognuno”.
Dopo aver accolto i tanti partecipanti, (in molti appartenenti alle
associazioni “Creativamente”, “Rinnovamento nello Spirito” e “Ulixes” di
Catanzaro, “Esperanza” di Davoli e “Gioventù Francescana” di Chiaravalle),
in Piazza del Vescovado, il ricco e coinvolgente programma ha avuto inizio
con la presentazione delle diverse realtà giovanili.
L’evento ha registrato la partecipazione di oltre 80 giovani e si è
caratterizzato per la testimonianza di vita e di impegno sociale a cura di
Elisa Gentile e per l’interpretazione di una scena di vita quotidiana che ha
visto protagonisti Stefano Sia e Rosalba Pietropaolo, momenti questi
intervallati
dall’esecuzione
di brani musicali, balletti e riflessioni sul senso di libertà.
Inoltre, si sono costituiti dei gruppi di lavoro promiscui che, dopo aver
visitato il centro storico, hanno approfondito alle pendici del castello
normanno il tema del meeting per poi rappresentare i vari elaborati nella
plenaria finale a cui ha fatto seguito la proiezione del film “Gli Esperanza
raccontano… Barbara”.
“Questa manifestazione – ha concluso Caso - ha consolidato il rapporto di
solida collaborazione e di rete che la “Domus Pacis” aveva già instaurato
con molti giovani del mondo associativo, spirituale ed istituzionale di
diverse realtà territoriali, ma soprattutto ha dimostrato che i giovani sono
una risorsa.
Peccato che molta gente, volutamente e sempre più spesso, se ne dimentichi”
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21 GIUGNO 2011 - SARANNO QUATTRO ZONE DIVERSE LE AREE DI SOSTA A PAGAMENTO, DELIMITATE DALLE STRISCE BLU, ISTITUITE SUL LUNGOMARE ULISSE
Dopo l’esperienza, ritenuta positiva, dello scorso anno,
il Comune di Squillace intende riproporre anche per questa estate
l’istituzione dei parcheggi a pagamento sul lungomare Odisseo.
Le aree di sosta a pagamento incustodite sono state individuate in quattro
zone diverse del lungomare e sono delimitate con strisce blu. Si tratta di
un totale di 300 stalli.
Nelle immediate vicinanze delle aree a pagamento sono stati individuati
adeguati spazi destinati a parcheggi liberi con strisce bianche.
Il metodo di pagamento consiste nel cosiddetto “grattino”, indicante l’anno,
il mese, il giorno e l’ora dell’inizio della sosta, esposto sul parabrezza
del veicolo.
La disposizione avrà effetto dal 1° luglio al 31 agosto.
“La realizzazione delle aree a pagamento sul lungomare – affermano gli
amministratori squillacesi - ha soddisfatto non solo questa amministrazione
comunale per aver raggiunto quello che era il principale scopo di un
ordinato svolgimento del traffico nella zona, quanto anche le aspettative
degli utenti che non hanno subito disagi come negli anni passati.
Salvatore Taverniti
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21 giugno 2011 - FESTEGGIATO IL DIRIGENTE SCOLASTICO, PROF. PIETRO BONGARZONE, CHE ANDRA' IN PENSIONE ALLA FINE DI QUEST'ANNO SCOLASTICO
Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Vivariense”
di Squillace, Pietro Bongarzone, in pensione dalla fine di questo anno
scolastico, è stato festeggiato nei
locali
della scuola squillacese da colleghi, docenti, alunni, personale
amministrativo e rappresentanti degli organi collegiali, presenti diversi
amministratori locali e del comprensorio.
Sulla personalità del preside Bongarzone si sono soffermati gli ex dirigenti
scolastici Luigi Muccari, Francesco Zofrea e Rosario Tavano e il dirigente
del liceo artistico squillacese, Luigi Macrì.
Il dirigente Giancarlo Caroleo, che succederà nell’incarico a Bongarzone, ha
porto l’augurio di un meritato riposo.
A nome dei docenti hanno parlato i professori Franco Caristo e Mario Truglia.
Sono intervenuti anche il sindaco di Stalettì, Pantaleone Narciso e il
vicesindaco di Vallefiorita Giuseppe Mercurio, mentre il sindaco di
Squillace Guido Rhodio ha ringraziato il preside Bongarzone per come “ha
saputo reggere le scuole con perizia, capacità ed equilibrio perché, per
sapere dirigere, l’equilibrio è una cosa importante e Bongarzone ha guidato
queste scuole con equilibrio e saggezza”. Al preside Bongarzone è stata poi
donata una targa d’argento con la seguente incisione: “Il Consiglio
d’Istituto, il Collegio dei docenti, il direttore amministrativo, il
personale Ata salutano e ringraziano con profonda stima e affetto il
Dirigente scolastico prof. Pietro Bongarzone che va in pensione e che ha
dato senza riserve la sua professionalità, la sua preparazione e la sua
umanità nel rapporto con gli alunni e i loro genitori, con i docenti e con
tutto l’ambiente scolastico”.
Carmela Commodaro
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21 GIUGNO 2011 - LA CERAMICA DI SQUILLACE PERDE, CON LA SCOMPARSA DI MASTRO CICCIO LAUGELLI, UNO DEGLI ULTIMI ARTIGIANI
Il 7 giugno scorso è morto mastro Ciccio Laugelli, uno
degli ultimi artigiani vasai squillacesi.
Ogni tanto, nonostante l’età e gli acciacchi, dava mostra della sua bravura
presso la bottega DecòArt, gestita dalla nuora. Mastro Ciccio riusciva ad
affascinare turisti e visitatori, ma anche la gente del luogo, con la sua
abilità di dare forma all’argilla con le mani.
Come si faceva una volta.
La tradizione della ceramica squillacese affonda le radici nei rapporti con
l’Impero di Bisanzio: a Squillace gli artigiani impararono il segreto della
ceramica graffita bizantina, una tecnica che permetteva di decorare e ornare
con figure vasi e piatti.
E se la ceramica squillacese può fregiarsi del marchio Doc, a tutela della
produzione con specifiche caratteristiche tecniche, il merito va anche a
maestri vasai come Ciccio Laugelli, che hanno insegnato alle nuove
generazioni la lavorazione dell’argilla, consentendo di tramandare l’antica
tradizione.
Mastro Ciccio, anche da pensionato, non perdeva mai l’occasione di sedersi
al tornio per creare con le sue mani gli oggetti più disparati da pezzi
informi di argilla: era innamorato di quel lavoro ed era felice quando
riusciva a soddisfare le richieste degli astanti, a cui spiegava con
accuratezza le varie fasi della lavorazione. Le esequie si sono svolte nella
cattedrale di Squillace, presiedute dal vicario generale mons. Raffaele
Facciolo, presenti i parroci don Giuseppe Megna, frate Enzo Lazzaro, don
Franco Muccari e don Giovanni Scarpino, oltre a numerosissime persone, fra
parenti, amici e conoscenti, che hanno voluto tributare a mastro Ciccio
l’estremo saluto.
Carmela Commodaro
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16 Giugno 2011 -
LA PROLOCO DA IL VIA AL PRIMO INCONTRO DI FORMAZIONE TURISTICA PREVISTO PER
LUNEDI' 20 GIUGNO - RELATRICE LA PROF. CHIARA RAIMONDO
PROLOCO DI SQUILLACE

GIORNO 20 GIUGNO , ALLE ORE 18.00 , PRESSO LA SEDE DELLA
PROLOCO IN PIAZZA DUOMO SI TERRA' IL PRIMO INCONTRO FORMATIVO AVENTE COME
TEMA :
IL CASTELLO NORMANNO E LE RECENTI
SCOPERTE ARCHEOLOGICHE
RELATRICE SARA' LA PROF. SSA CHIARA RAIMONDO, ARCHEOLOGA, ESPERTA DI
ARCHEOLOGIA MEDIEVALE E DIRETTRICE DEGLI ULTIMI SCAVI ARCHEOLOGICI CHE HANNO
PORTATO AL RITROVAVENTO DELLA NECROPOLI BIZANTINA , CONSERVATA PER SECOLI
SOTTO LE MURA DEL CASTELLO.
Il corso è gratuito ed è riservato ai residenti a Squillace.
Per info contattare telefonicamente
- Aurelia Lioi Presidente Proloco
388.1246683
- Daniela Cristofaro Vice Presidente 3336988957
IL PRESIDENTE
Ins. Aurelia Lioi
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13 GIUGNO 2011 - MEETING GIOVANILE PROMOSSO DALL'ASSOCIAZIONE DOMUS PACIS DAL TITOLO " LIBERTA' è", SABATO 18 GIUGNO
A meno di un mese di distanza dall’importante e partecipato seminario di
studi “Squillace dall’epoca greca
a quella risorgimentale”, nell’ambito di una ricca e coinvolgente
programmazione culturale e sociale, l’associazione “Domus Pacis” di
Squillace torna in scena promuovendo un meeting giovanile dal titolo
“Libertà è…”. Il Presidente del sodalizio, Mario Caso, ha affermato che
“questa manifestazione non vuole rappresentare un evento unicamente
generazionale, ma intende accrescere e consolidare il rapporto di solida
collaborazione e di rete che la “Domus Pacis” ha già instaurato con molti
giovani del mondo associativo, spirituale ed istituzionale di diverse realtà
territoriali”.
Sabato 18 giugno, in Piazza del Vescovado a Squillace, è previsto alle ore
15 il raduno e l’accoglienza dei partecipanti per poi dare inizio alle ore
16 ad un ricco programma caratterizzato dalla presentazione delle diverse
realtà e soprattutto da testimonianze di vita e di impegno nel sociale,
scene di vita quotidiana interpretate dai giovani del luogo, riflessioni sul
senso di libertà e tanto altro ancora.
Inoltre, nel corso dell’evento si costituiranno gruppi promiscui al fine
di garantire una maggiore integrazione e socializzazione; si visiterà il
centro storico di Squillace e nei diversi angoli del borgo verranno
approfonditi dai gruppi i temi da dover presentare nella plenaria finale. La
manifestazione si concluderà in prima serata con la proiezione del film “Gli
Esperanza raccontano… Barbara” a cura del gruppo giovani di Davoli
Superiore.
“Riflettere insieme sul tema della libertà in tutte le sue sfaccettature –
ha proseguito Mario Caso - aiuterà ad incrementare il senso della
responsabilità delle scelte di ognuno, ma allo stesso tempo permetterà di
approfondire altri temi e parole-chiave strettamente legate al mondo
giovanile, al tema del meeting e soprattutto alla vita quotidiana”.
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13 giugno 2011 - UN CONVEGNO , PROMOSSO DALL'ASSOCIAZIONE CULTURALE MUSICALE , PER RICORDARE LA FIGURA DELLO STUDIOSO SQUILLACESE GIUSEPPE OLIVADOTI
Il grande studioso squillacese Giuseppe Olivadoti, scomparso nel 2004
all’età di 80 anni, è stato ricordato in un convegno svoltosi sabato 11
giugno a Squillace, su iniziativa dell’associazione culturale musicale a lui
intitolata.
Il presidente
del sodalizio Domenico Laugelli ha spiegato che nessuno meglio del professor
Olivadoti ha saputo unire cultura e musica. L’illustre squillacese, infatti,
è stato umanista, scrittore, poeta e musicista, avendo scritto diverse opere
e composto la musica di decine di inni sacri.
Presenti, tra gli altri, la moglie Erminia e diversi parenti, ha
tratteggiato la figura di Olivadoti dal punto di vista dell’uomo la figlia
Luciarosa, la quale ha detto di avere condiviso con lui “anche momenti di
cultura particolarmente intensi”.
Del genitore, Luciarosa Olivadoti ha sottolineato l’animo sensibile,
l’umiltà, la libertà, il senso di responsabilità, rendendo noti tanti
aneddoti. Altre testimonianze sono venute da persone che conobbero il
professore Olivadoti, ricordandolo con tanta commozione.
Il “nipote prediletto” professore Lorenzo Viscido, poi, ha parlato dell’Olivadoti
letterato, fervido cultore della letteratura greca, latina e calabrese,
suddividendo il suo intervento in tre precisi aspetti della sua fecondità
letteraria, scrittore in prosa, poeta in lingua italiana e poeta latino, e
citando le varie opere scritte da Olivadoti, da “Tra le cose e la gente di
Squillace” a “Pagine sparse”, “Terra natia”, “Luci dell’anima”, “Hymni
sacri”.
Il maestro Rosanna Rizzello ha, infine, analizzato le partiture musicali
lasciate da Olivadoti, sottolineandone “l’armonia e la dolcezza, che sono
poi il frutto della sua musicalità umana”.
I giovani della scuola di musica dell’associazione “G. Olivadoti”, diretti
dal maestro Sebastiano Valentino, hanno eseguito alcuni inni composti da
Olivadoti, mentre lo speaker Rosario Commodaro ha letto poesie e brani di
sue opere.
Salvatore Taverniti
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13 GIUGNO 2011 - SODDISFAZIONE DEL SINDACO G. RHODIO PER L'INIZIATIVA ASSUNTA DALLA REGIONE CALABRIA SULLA PROBLEMATICA RIGUARDANTE I COMUNI CALABRESI E LA SORICAL
Il sindaco di Squillace Guido Rhodio esprime soddisfazione per l’iniziativa
dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici che ha avviato un piano
operativo inerente le azioni di natura organizzativa e finanziaria da
intraprendere in ordine all’esposizione debitoria dei Comuni, per
l’espletamento pregresso del servizio di approvvigionamento idrico.
L’amministrazione comunale squillacese ha deliberato di prendere atto
della decisione regionale e di uniformarvisi. Rhodio ha inviato una lettera
all’assessore regionale Giuseppe Gentile, esprimendo il compiacimento della
sua amministrazione per “un atto che finalmente affronta in modo serio e con
reali prospettive di superamento delle difficoltà oggettive dei Comuni,
l’annosa, delicatissima e contorta questione dei rapporti tra Comuni e
Sorical, che non è - né poteva essere - solo un problema di mera natura
contabile, ma è e resta un problema che va affrontato, come si tenta
lodevolmente di fare con questo atto regionale, attivando un
confronto-dialogo e gli strumenti amministrativamente idonei per eliminare i
problemi giuridici e tecnici che i Comuni calabresi da molti anni sollevano
e che sono stati finora colpevolmente elusi”.
La Regione, in particolare, con l’iniziativa legislativa intrapresa, prevede
di dover attivare un’incisiva e concreta azione di sostegno nei confronti
sia dei Comuni, relativamente alla pesante esposizione debitoria, ponendo in
essere le più idonee procedure per facilitare il rientro dal debito con un
respiro temporale idoneo a renderne sostenibile la pianificazione e
l’attuazione; sia della Sorical, per facilitare il rientro dai crediti
vantati nei confronti dei Comuni e porre, quindi, rimedio alla situazione di
squilibrio economico finanziario attualmente in essere.
Si metterà, pertanto, a punto uno specifico piano inerente le azioni di
natura organizzativa e finanziaria da intraprendere a sostegno
dell’esposizione debitoria dei Comuni cercando di individuare una specifica
strategia risolutiva per il pregresso, ma anche per il futuro
Carmela Commodaro
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13 GIUGNO 2011 - UN NUOVO ISTITUTO COMPRENSIVO PER SQUILLACE, AMARONI, STALETI' E VALLEFIORITA . IN UNA MOSTRA FOTOGRAFICA EVIDENZIATO QUESTO MOMENTO STORICO
L’anno scolastico 2010-2011 lascerà il segno nella storia della scuola di
Squillace, atteso che dal prossimo 1° settembre la direzione didattica
squillacese cesserà di essere un’istituzione scolastica autonoma, cioè “sede
principale” , per fondersi con l’attuale istituto omnicomprensivo di
Squillace, scorporato dal liceo artistico.
Un nuovo istituto comprensivo che ingloberà la scuola dell’infanzia, la
scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado di Squillace centro,
Squillace Lido, Amaroni, Stalettì e Vallefiorita.
Il dirigente scolastico Giancarlo Caroleo, gli insegnanti e gli alunni
hanno, quindi, ritenuto opportuno evidenziare questo momento storico con
l’organizzazione di una mostra dal titolo “La Direzione didattica di
Squillace tra passato e futuro”, frutto di una specifica attività didattica
realizzata nell’ambito delle attività programmate.
Il professore Francesco Taverniti ha ricordato le origini della direzione
squillacese, istituita nel 1948.
Il sindaco Guido Rhodio ha auspicato l’unità territoriale con gli altri
centri che afferiscono all’istituto comprensivo. La consigliera delegata
alla Cultura, Berenice Brutto, ha ringraziato docenti e ragazzi per la
bellissima mostra didattica.
Il parroco don Giuseppe Megna ha messo in evidenza la funzione della
scuola, che con la famiglia e la Chiesa è una delle più importanti agenzie
educative. La mostra didattica ha proposto una serie di momenti
indimenticabili della storia della direzione scolastica di Squillace: un
percorso educativo e culturale di ricerca delle pagelle di una volta, dei
vecchi registri scolastici, delle foto di direttori, docenti e alunni che si
sono susseguiti negli ultimi sessanta anni, con le testimonianze di nonni e
genitori che gli alunni hanno raccolto sul campo.
Un vero e proprio dossier consegnato alla storia di Squillace e del suo
comprensorio.
Carmela Commodaro
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13 GIUGNO 2011 - IL POLO SANITARIO DI SQUILLACE HA UN NUOVO DIRIGENTE: IL DOTT. MARIO PUNGILLO, SQUILLACESE DOC
Il dottor Mario Pungillo, medico, è il nuovo dirigente del Polo sanitario
territoriale di Squillace. Lo ha nominato il direttore del Distretto
Sanitario di Soverato, Franco Montesano.
Da diversi mesi il polo veniva diretto con rotazione di altri medici,
essendo sede vacante dopo che il precedente dirigente, il dottor Antonio
Carnevale, era andato in pensione. Il Polo sanitario squillacese conta oltre
15 mila utenti provenienti da un vasto bacino.
Il poliambulatorio è composto da diverse branche specialistiche, da
cardiologia, a chirurgia, ad angiologia, a dermatologia, ad ortopedia,
otorinolaringoiatria, urologia, diabetologia, dietologia, oltre ai servizi
di medicina legale, vaccinazione, fisiokinesiterapia, nefrologia e dialisi.
Importante e anche molto attivo è il punto prelievo, per gli esami ematici,
che funziona due volte la settimana.
Il nuovo dirigente si è insediato ufficialmente lo scorso primo giugno.
“Molto positivo – ha affermato Pungillo - è il lavoro svolto del mio
predecessore, che ha portato ad alti livelli questo polo sanitario. Il mio
impegno è di mantenere alti questi livelli e anzi di potenziare questa
struttura che è molto apprezzata sul territorio”. L’assessore comunale Pino
Manoiero, dal canto suo, mette in risalto le professionalità presenti, ma
auspica un potenziamento degli ambulatori e delle specialità
“L’occasione è propizia con la nomina del dottor Pungillo, conosciuto come
persona e professionista sensibile e capace.
Egli troverà in tutto il personale sanitario e amministrativo la piena
collaborazione perché questo poliambulatorio possa dare il massimo
all’utenza”.
Carmela Commodaro
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13 GIUGNO 2011 - LA SECONDA EDIZIONE DI "BASKETBALL CAMP-PROGETTO GIOVANI" DAL 4 AL 9 LUGLIO A PORTO RHOCA
“Impariamo divertendoci!” è lo slogan del “Basketball Camp - Progetto
Giovani”, che, giunto alla seconda edizione, si terrà dal 4 al 9 luglio
presso il villaggio “Porto Rhoca” di Squillace.
Ragazzi e ragazze d’età compresa tra i 5 e i 17 anni parteciperanno al
campo estivo promosso e coordinato dalla “Smaf Catanzaro Marina” e
sponsorizzato dalla “Siarc”, per imparare a giocare o sviluppare le proprie
conoscenze nel basket, nell’ambito di un progetto supportato dalla “Nautica
Alcaro Group”.
Saranno svolti allenamenti mirati alla conoscenza del gioco per i più
piccoli e nozioni fondamentali per il miglioramento tecnico per i più
grandi. Il tutto abbinato ad una splendida vacanza, in un’esperienza
aggregativa che prevede anche momenti ludici e di relax, al mare e in
piscina, serate organizzate con giochi e animazione nel villaggio.
Lo staff tecnico che guiderà i ragazzi è composto da coach Fabrizio Tunno,
responsabile del settore giovanile Pallacanestro Nautica Alcaro; coach
Andrea Cattani, capitano Pallacanestro Nautica Alcaro; Tonino De Giorgio,
formatore federale minibasket; coach Antonio Ceroni, vice-allenatore
Pallacanestro Nautica Alcaro; coach Francesco Pullano, istruttore
minibasket; coach Danilo Chiarella, istruttore del settore giovanile del
medesimo network.
“Sarà un’esperienza di crescita e formazione irripetibile – osserva coach
Cattani - una vacanza d’apprendimento importante per stimolare la voglia di
gioco sano; per noi tecnici sarà un ottimo osservatorio di nuovi talenti”.
Non mancherà la presenza di ospiti di livello nazionale, che permetteranno
ai ragazzi di apprendere una tecnica superiore con l'entusiasmo di essere
allenati da chi calca i parquet più importanti.
Carmela Commodaro
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13 GIUGNO 2011 - L'ASSOCIAZIONE PR.I.SO RINNOVA I SUOI ORGANI: DOMENICO TALOTTA E' IL NUOVO PRESIDENTE
L’associazione Pr.I.So. (Progetto Impegno Sociale), organismo
non-profit presente a Squillace dal 1992, rinnova i suoi organi. In una
recente assemblea i soci hanno provveduto alla
designazione delle nuove cariche che risultano così assegnate: presidente
Domenico Talotta ( nella foto ) , direttore Franco Caccia,
tesoriere Francesca Megna, segretaria Gioconda Caccia.
Nel suo intervento di sintesi il presidente uscente Franco Caccia ha
ripercorso il lavoro portato avanti negli ultimi dieci anni che hanno visto
la Priso, con la collaborazione di tutti i soci, impegnata su diversi
fronti.
Fra questi sono stati evidenziati il progetto di prevenzione del disagio
giovanile denominato "Sinergie", caratterizzato da un insieme di opportunità
di in-formazione ed aggregazione ed intrattenimento sportivo, musicale,
turistico.
Altro progetto portato avanti in quel periodo dalla Priso è stata la
manifestazione di rievocazione storica denominata "Castello in festa" la cui
realizzazione ha visto un ampio coinvolgimento della popolazione locale
suffragata dalla massiccia presenza di turisti che a migliaia hanno
partecipato alle diverse edizioni delle manifestazioni.
Accanto a questi progetti innovativi, la Priso negli ultimi anni è stata
particolarmente impegnata nel settore degli scambi e gemellaggi con realtà
dell’associazionismo e del non profit operanti in altre regioni.
Nell’ambito di tale attività di scambio, la socia Dorotea Bosi, dottoressa
in scienze sociali, è stata inserita in un master per la gestione di imprese
sociali. Altra area su cui la Priso ha riposto una particolare attenzione ha
riguardato la partecipazione , anche con delegazioni di giovani locali, a
Campus e meeting sulle politiche giovanili in diverse regioni italiane.
L’associazione inoltre ha ottenuto l’accreditamento della regione Calabria
per la presentazione e gestione di progetti di servizio civile.
Nel corso dell’anno 2010 è stato portato avanti il progetto “Anziani tra
passato presente e futuro” che ha visto la presenza di 4 giovani volontari .
Il lavoro finora svolto ed i risultati ottenuti devono essere motivo di
soddisfazione per essere riusciti a realizzare qualcosa di utile per la
comunità e, soprattutto, per aver offerto concrete opportunità di crescita
ad un nutrito gruppo di giovani locali.
Il neo eletto presidente Domenico Talotta, già socio fondatore della Priso,
ha manifestato piena soddisfazione per la fiducia accordata dai soci e si è
messo subito a lavoro per programmare le attività per il 2011.
I punti salienti della nuova programmazione saranno centrati a dare
continuità al lavoro fin qui svolto ed a rafforzare la collaborazione con le
istituzioni e le associazioni locali.
Carmela Commodaro
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13 GIUGNO 2011 - MANIFESTAZIONE DEGLI ALUNNI DELL' ISTITUTO VIVARIENSE PER CELEBRARE I 150 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA
Celebrazione dei
150
anni dell’Unità d’Italia a Squillace, a cura degli alunni della scuola
secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Vivariense”.
Un impegno enorme per una manifestazione commemorativa caratterizzata da
canti, recite di poesie, proiezione di video, balli, drammatizzazioni e
riflessioni sullo sfondo di un trionfo di bandiere tricolori e tante
cartelloni che illustrano i momenti più significativi del Risorgimento
italiano con la performance dell’orchestra scolastica.
Tutte fasi sottolineate dalle ovazioni del pubblico presente nella
palestra della scuola in cui si è svolta la manifestazione.
I ragazzi sono riusciti a proporre in maniera semplice e appassionante un
intenso racconto delle tappe fondamentali che hanno portato all’Unità
d’Italia.
E’ stata anche realizzata una mostra didattica sul Risorgimento curata dagli
alunni delle terze classi.
Alla manifestazione hanno preso parte tutti i ragazzi della scuola di
Squillace centro e di Squillace Lido, i genitori, i docenti, il dirigente
scolastico Pietro Bongarzone, il sindaco Guido Rhodio, il consigliere
delegato all’Istruzione Berenice Brutto, il parroco don Giuseppe Megna.
L’iniziativa è stata conclusa dall’esecuzione corale dell’Inno di Mameli.
Carmela Commodaro
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12 GIUGNO 2011: PARCHEGGI AUTO SUL LUNGOMARE ULISSE: IN VENDITA PRESSO IL MUNICIPIO I PERMESSI PER LA SOSTA SULLE AREE A PAGAMENTO
SI AVVISA LA CITTADINAZA CHE A PARTIRE DAL 1° GIUGNO P. V. SARANNO MESSI IN
VENDITA I PERMESSI 2011 PER LA SOSTA DEI VEICOLI NELLE AREE A PAGAMENTO SUL
LUNGOMARE ODISSEO.
SI RAMMENTA CHE PER OTTENERNE IL RILASCIO BISOGNA PRESENTARE ISTANZA
ALL’UFFICIO DI PROTOCOLLO DEL COMUNE CON ALLEGATI:
-COPIA DEL LIBRETTO DI CIRCOLAZIONE DEL VEICOLO;
-RICEVUTA DI VERSAMENTO DI €. 10,00.
POSSONO OTTENERE IL PERMESSO TUTTI I CITTADINI RESIDENTI NONCHE’ TUTTI
COLORO, ANCHE NON RESIDENTI, INCLUSI IN UN NUCLEO FAMILIARE INTESTATARIO DI
UTENZE O / E ISCRITTO A RUOLI COMUNALI.
IL MODELLO DI ISTANZA PUO’ ESSERE RITIRATO PRESSO GLI UFFICI DI POLIZIA
MUNICIPALE O TRIBUTI DEL COMUNE NEI GIORNI:
-DA LUNEDI’ A VENERDI DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12.00;
-LUNEDI’ E GIOVEDI ( giovedì fino al 15/06/2011) DALLE ORE 15,30 ALLE ORE
17,30
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11 GIUGNO 2011 - L’ON. ERNESTO PUCCI E' DECEDUTO A 94 ANNI. DICHIARAZIONE DEL SINDACO ON. GUIDO RHODIO

CITTÀ DI SQUILLACE
Provincia di Catanzaro
____________________
Chi come me si è formato alla scuola politica ed
umana di Ernesto Pucci – da quando, appena caduto il Fascismo, giovanissimo
frequentava la mia casa ed i paesi circonvicini per costituire insieme a mio
padre i primi Comitati di Liberazione e le prime Sezioni della Democrazia
Cristiana – piange oggi non solo il parlamentare insigne e avveduto, ma
soprattutto il maestro e l’esempio di una fine elaborazione e iniziativa
politica per tutta una generazione, che dagli anni del dopoguerra si è
avvicendata alla guida dei grandi partiti popolari e democratici e ai
vertici delle istituzioni e che per mezzo secolo ha condotto la Calabria, il
Mezzogiorno e il Paese verso traguardi di progresso e di civiltà.
L’onorevole Pucci, persona e politico eccezionale, ancorato
saldamente ai principi del cattolicesimo democratico, condottiero sapiente e
generoso delle masse contadine calabresi, ricomposte nella organizzazione
della coltivatori diretti, amministratore e parlamentare sagace e
anticipatore di processi innovatori nella politica e nella società,
illuminato uomo di governo, esempio riconosciuto e ammirato per umanità e
spirito di umiltà, fu indubbiamente protagonista e punto di riferimento
ineguagliabile di questa fondamentale fase della vita democratica , come
protagonista a servizio della nostra Calabria, che oggi giustamente Gli
rende onore.
Come Presidente della Regione, in un passaggio difficilissimo
della vita istituzionale nazionale e calabrese, mi fu vicino, insieme a
tanti altri illustri e cari amici, con il suo saggio e prudente consiglio e
con la sua amicizia premurosa e affettuosa.
Sono accanto con tutto il cuore a Cesare, Emma, Alfonso, Marika e Laura e
alle loro famiglie, mentre rendo omaggio con immensa gratitudine e commosso
ricordo alla memoria dello Scomparso, a nome della città di Squillace, di
cui fu sempre sostenitore benèfico, e filialmente a nome mio e della mia
famiglia, con riconoscenza imperitura.
Squillace, lì, 11 Giugno 2011
Guido Rhodio
Presidente Emerito della Regione Calabria
Sindaco di Squillace
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9 giugno 2011
E' deceduto giorno 7 , presso l'Ospedale di
Catanzaro Francesco Laugelli. Maestro vasaio appartenente alla vecchia
generazione, ogni tanto dava ancora mostra della sua bravura
presso la Bottega DecòArt, affascinando i turisti
con la sua maestrìa .
Le esequie funebri si sono svolte oggi pomeriggio, nella Cattedrale di
Squillace.
Lo ricordiamo con una foto che, orgogliosamente portava con sè, e che ci ha
fornito durante la piacevole e spensierata gita dei pensionati in
Sicilia, a cui ha partecipato insieme a tanti altri amici pensionati .
Ai figli ed ai familiari il nostro cordoglio.
A.M.
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8 giugno 2011 - EVENTO FORMATIVO SULLA RIABILITAZIONE PSICOSOCIALE PROMOSSO DALLA ASSOCIAZIONE AMA Calabria : “La Riabilitazione psicosociale : un percorso metodologico”
"La riabilitazione psicosociale: un percorso metodologico" è stato il tema
di un evento formativo promosso dall'associazione "Ama Calabria", con sede
legale a Squillace.
Tale sodalizio, che opera nell’ambito del disagio psichiatrico, da anni
promuove gruppi di auto-mutuo-aiuto e supporto alle famiglie che vivono un
disagio psichico, organizzando anche eventi formativi nel settore.
L'ultimo di questi ha riguardato la formazione di professionisti calabresi
impegnati nella riabilitazione psicosociale.
L’iniziativa, curata dai responsabili di Ama Calabria, Rosa Conca e
Graziella Massara, è stata patrocinata dagli Ordini dei Medici, degli
Psicologi, degli Infermieri, degli Assistenti Sociali e dall'Anep.
Relatore è stato Ascanio Vaccaro, direttore della Riabilitazione
psicosociale presso la comunità sanitaria “Casa di Nicola” di Tavernola
Bergamasca (BG), psichiatra e farmacologo che svolge attività di consulenza
e formazione in materie di riabilitazione psichiatrica da oltre 25 anni, il
quale ha proposto un percorso metodologico da attuare attraverso l’uso di
schede di valutazione e di una cartella riabilitativa che, al momento, si
sono dimostrati efficaci nella valutazione delle competenze e degli esiti
nell’ambito della riabilitazione psicosociale.
I contenuti dell’evento sono stati ampiamente condivisi da circa cento
professionisti del settore, provenienti da tutta la Calabria, che hanno
manifestato un alto interesse per le tematiche sviluppate.
La presidente di Ama Calabria, la psicologa Rosa Conca, ha affermato che “occuparci
di riabilitazione in Calabria è come spianare una strada dissestata".
"E’ necessario - ha aggiunto - porci degli obiettivi, partendo
da validi riferimenti teorici e solidi riferimenti metodologici, per
pervenire alla formulazione di linee guida che diano a tutti noi gli
strumenti per affrontare i problemi posti dalle persone, spesso giovani, con
gravi disabilità psichiatriche. Bisogna uscire dall’aspecificità e
dall’approssimazione di molti trattamenti, definiti riabilitativi, ma che in
realtà, sono lontani dagli obiettivi di vita degli utenti, incuranti delle
loro preferenze e spesso svolti in ambienti artificiali.
E’ proprio il vuoto di procedure accreditate che spesso ostacola ognuno di
noi nell’adozione di metodi di lavoro efficaci".
All'organizzazione dell'evento hanno collaborato anche Antonietta Fabio,
Marina Pasquini, Maria Statoti, Antonio Napoli, Roberto Franco, Lorenzo
Marino e Rosaria Papa.
(nella foto la presidente Rosa Conca ed il relatore dr. Ascanio Vaccaro)
Salvatore Taverniti
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6 giugno 2011 - CERIMONIA DI INSEDIAMENTO DELL'ARCIVESCOVO MONS. VINCENZO BERTOLONE A SQUILLACE, ACCOLTO FESTOSAMENTE DALLA CITTADINANZA
“Non posso darvi soluzioni per tutti i problemi.
Non ho risposte per tutti i vostri dubbi o timori. Posso, però, ascoltarli e
dividerli con voi. Non posso cambiare né il vostro passato né il vostro
futuro; però, quando serve, vi sarò vicino.
Non
sono gran cosa, ma sarò per voi tutto quello che posso essere”. Con questi
sentimenti ha fatto ingresso il 4 giugno a Squillace il nuovo arcivescovo
mons. Vincenzo Bertolone, insediatosi ufficialmente la domenica precedente a
Catanzaro. Il presule, rendendo nota anche la volontà di dare impulso al
processo di beatificazione di Cassiodoro, si è presentato alla comunità
squillacese e del comprensorio, che lo ha accolto numerosa al suo ingresso
in città, fino al 1986 sede di autonoma diocesi.
Atteso dal clero e dalle autorità civili e militari dinanzi alla chiesa
parrocchiale di Squillace Lido, dopo il saluto rivoltogli dal parroco, don
Piero Puglisi, l’arcivescovo ha proseguito fino al centro storico.
Qui ha ricevuto l’abbraccio del sindaco, Guido Rhodio, che nell’esprimere
la gioia della popolazione e dei suoi colleghi sindaci del comprensorio, ha
ricordato la nobile storia di Squillace, segnata dalle civiltà greca e
romana e dal connubio con il cristianesimo, con qualche riflessione.
A mons. Bertolone il sindaco ha consegnato una opera d’arte realizzata dal
maestro orafo calabrese Michele Affidato.
“E’ per me – ha detto Rhodio - una grande emozione e un grande onore
porgerle a nome di Squillace, di tutti gli squillacesi residenti o sparsi
nel mondo, a nome dei colleghi sindaci del comprensorio e di tutte le
autorità civili il più caloroso saluto di benvenuto. Lei giunge in un
momento non ordinario della vita di Squillace. Molti segni ci dicono che
siamo immersi dentro un vero e proprio passaggio d’epoca, forse il più
profondo processo di cambiamento dalla fondazione della città medioevale e
moderna.
Non parlo della situazione sociale, che da meridionale Ella conosce
benissimo: i giovani, il lavoro, la stessa criminalità organizzata in alcune
realtà contermini, mettono tutti a dura prova, col rischio di vedere
crollare tutta l’impalcatura su cui reggeva la civiltà di questo
comprensorio. Noi stessi da alcuni decenni siamo una città più complessa,
non più contenuta nelle sue mura medioevali, in cui al ceppo coeso dalla
comune storia ed identità, si aggiungono i nuovi quartieri di Squillace Lido
e di Fiasco-Baldaia, destinati a svilupparsi velocemente, inframmezzati
dalla nuova superstrada 106, vera cerniera di snodo rapido del territorio
con i punti nevralgici della Calabria.
Viviamo quindi una fase che, senz’altro, ha le caratteristiche, la forza e
la dirompenza per imprimere i tratti fondanti di un nuovo sviluppo per un
lungo periodo: a questa fase servono, perciò, tutte le energie, tutte le
forze, tutte le volontà di cui la nostra comunità può disporre, ed in questo
resta cruciale la Chiesa, il suo patrimonio di valori e di stimoli, ideali e
pratici, l’ancora sicura per l’inveramento di nuovi cieli e di una terra
nuova.
Modificando di poco il luogo tradizionale del ricevimento dei vescovi,
questa volta accogliamo Lei sulla spianata del possente castello normanno,
che insieme a tante piazze, strade e viuzze stiamo recuperando e
valorizzando, in una prospettiva di progresso di questa nostra città.
D’intesa con le autorità religiose, abbiamo scelto questo luogo, non solo
perché massima espressione del potere civile da Squillace esercitato per
secoli, ma perché, soprattutto, la scelta assume un alto valore simbolico
anche sul piano ecclesiale. Qui ci riannodiamo storicamente alle origini
della Squillace altomedioevale e agli avvenimenti eccezionali che il luogo
evoca, anche a livello religioso.
Sugli spalti granitici di questo colle fecondò, infatti, l’alba
rigeneratrice dell’evo cristiano, testimoniato da qui per due millenni;
attorno a questo castrum quod Scillacium dicitur di San Gregorio Magno si
radicarono popolo vescovo e civili istituzioni, trasmigrati dalla morente
Scolacium, e quindi fiorì la prima comunità, di cui inaspettatamente,
qualche
anno fa, intelligenti scavi archeologici hanno scoperto la necropoli e i
simboli cristiani del V-VI secolo. Su questi declivi ubertosi splende ancora
la luce di Vivarium e di Montecastello; risuona avvincente la preghiera
ascetica e operosa di Cassiodoro, umanista, statista, monaco e santo; qui,
dal 1091, San Bruno incontra il Gran Conte Ruggero per fondare, sul ceppo
delle antiche spiritualità e dell’esperienza bizantina, il nuovo vescovato
latino e la certosa a Serra; qui, spenta dagli spagnoli la trama
liberatrice, il domenicano e filosofo Tommaso Campanella conosce il primo
processo e le prime catene.
Rapidi cenni, che bastano a ricordarci che questa città ha avuto dal
Signore un dono immenso, un grande privilegio, una missione particolare:
quella di essere la città rappresentata da Matteo: “lucerna collocata sopra
un monte che non può restare nascosta”; il privilegio di ospitare la
cattedra di verità apostolica, da cui il Vangelo si propagò nelle zone
circostanti. Questa predilezione è per noi un tesoro impagabile e
irrinunciabile, un tesoro ovviamente non da sigillare in cassaforte, ma una
ricchezza di famiglia che non deve essere dispersa, come ci disse nel 1984
il Beato Giovanni Paolo II.
La mia età, la certezza di interpretare i sentimenti che in questo momento
esprime il mio popolo e il comprensorio, mi impongono che questo saluto non
sia solo un gesto formale e di cortesia istituzionale, privo cioè di
sincerità e di pertinenti riflessioni.
Vogliamo, quindi, confermare davanti a Lei i composti atteggiamenti che
hanno distinto Squillace nella recente fase di riorganizzazione e che ci
portano a concorrere alla costruzione della nuova comunità diocesana, ma con
sincerità Le confermiamo anche che nessuno potrà mai chiederci di cancellare
o di svuotare il patrimonio inestimabile che con fierezza possediamo.
Affidiamo alla Sua sensibilità il disagio di dover talvolta assistere
impotenti al tentativo di alcuni di affievolire, anzi di spegnere quella
“lucerna”; talvolta di veder cadere a brandelli pezzi di importanti edifici,
di veder serrate le strutture, lasciati spesso nell’incuria e
nell’abbandono.
Le
chiediamo soprattutto una iniezione di spiritualità, che rinnovelli, in
termini moderni certo, il servizio incisivo delle prestigiose istituzioni
diocesane, che vanno dal glorioso Seminario, ai tanti monasteri femminili e
maschili, che possono rivivere accanto al progettato centro di spiritualità
e cultura dedicato a Cassiodoro.
Noi vogliamo pensare a questo episcopato che comincia, vogliamo pensare al
Suo episcopato come ad un tempo benedetto in cui si rafforza la fede, il
sentimento religioso, i valori morali ed umani, la continuità di amore per i
nostri vescovi; in una sola parola la continuità del messaggio cristiano
annunciato per secoli da questa “incantata collina”, come la definì il Beato
Schuster.
L’attuale Squillace, erede della grande tradizione cristiana delle
origini, L'accoglie, con questi sentimenti e Le augura di realizzare,
sostenuto dalla nostra totale collaborazione, il Suo apostolato proprio
attingendo alla testimonianza, ai simboli e ai Padri della Chiesa
squillacese, affinché se ne proietti sulle generazioni future la forza
illuminante e l'intatta continuità del messaggio di speranza.
Insieme al sacerdozio Ella ha scelto fin da giovanetto di essere “servo dei
poveri”, ha scelto il carisma del Beato Cusmano, ha scelto di servirlo
“umilmente”, come ha scritto nello stemma; una scelta che richiama quella di
osservare radicalmente la vita evangelica, promessa nel 1310, sulla scia
dello spiritualismo e del rigorismo Gioachimita, da Nicola da Squillace, uno
dei dodici fraticelli di Calatamuro presso la Sua Agrigento.

Anche questo motto, questo programma, questo stile ci riempie di fiducia; ci
fa presagire che Ella guarderà con una attenzione delicata alle nostre
povertà materiali, alle ansie dei nostri giovani disoccupati, alle
sofferenze dei nostri ammalati, ma anche alle nostre povertà spirituali, ai
vuoti, alle delusioni, talvolta alle umiliazioni che anche come comunità
abbiamo vissuto e viviamo. Rendendo onore a lei, noi intendiamo rendere
onore anche alla lunga e prestigiosa successione di vescovi che si sono
avvicendati sulla cattedra di Squillace: da Giovanni, che la tradizione ci
segnala nel primo secolo; a Padre Eugenio Tosi, poi Cardinale a Milano, che
proprio 100 anni fa entrava come Lei in questa città; ad Armando Fares,
nostro cittadino onorario, che tutti ricordiamo con venerazione per la
stupenda stagione di rilancio avviata per questa città e diocesi; fino a
S.E. Antonio Cantisani, che salutiamo con affetto anche per essersi unito a
noi in questa significativa occasione, fino al suo immediato predecessore
S.E. Antonio Ciliberti, a cui va, anche da qui, il nostro rispettoso e grato
saluto. Lei saprà conoscere ed amare Squillace, con la sua storia così unica
e affascinante , fatta di grande generosità , di solide convinzioni
cristiane, di alte virtù civili e passioni patriottiche, di intensa capacità
di accoglienza: ne conoscerà bellezze ed asperità, una città e un territorio
circostante ricchi di potenzialità, di energie, di risorse che scommettono
sul futuro.

Eccellenza nostro Pastore, nostro Padre e – mi permetta - nostro fratello ed
amico, benvenuto a Squillace, benvenuto nella sua storia plurimillenaria,
benvenuto nella sua ricchissima spiritualità, benvenuto nelle sue gioie e
nei suoi affanni quotidiani, benvenuto tra noi, nella nostra comunità, che
da oggi è anche la Sua comunità, e che l’abbraccia filialmente e devotamente
con i suoi venti secoli di cristianesimo.
Alla storia ha fatto riferimento anche monsignor Bertolone, manifestando la
consapevolezza di doversi inserire “in un cammino umano e cristiano i cui
albori si perdono nella notte dei tempi, come ci rammentano le vestigia del
Vivarium di Cassiodoro, che tramandano nei secoli l’eco, quasi profetica, di
un’esperienza di studio e preghiera concepita come base della nuova Europa
che andava formandosi”. Poi ha richiamato la figura di monsignor Antonio
Melomo, rettore e professore del Seminario di Cassano, decano del Capitolo
di Cassano e canonista di Curia, ordinato vescovo di Squillace il 22 maggio
1922 e rimasto alla guida della Chiesa particolare locale fino al 1927.
Il presule ha ricevuto poi l’abbraccio e un omaggio floreale dei giovani
della parrocchia di San Pietro, guidati da padre Enzo Lazzaro: i giovani gli
hanno donato anche la croce pettorale in argento bagnata nell’oro con pietre
preziose, opera dell’orafo squillacese Luigi Mungo; quelli della pastorale
giovanile un piatto in ceramica; i ragazzi dello Csi, guidati da frate
Franco Lio, un pallone. Mons. Bertolone si è recato successivamente in
visita alla necropoli cristiana del V-VI secolo, all’interno del castello.
In corteo si è recato prima al monumento della Pace, poi, in piazza del
Vescovado, ha deposto una corona di fiori alla statua dell’Immacolata ed è
entrato nella concattedrale, dopo aver baciato il crocifisso portogli dal
parroco don Giuseppe Megna. Si è, quindi, soffermato in preghiera davanti
alle reliquie del patrono S. Agazio, insediandosi sulla cattedra episcopale
salutato dal decano del capitolo concattedrale, monsignor Raffaele Facciolo.
“E’ il cuore di Squillace cattolica che – ha affermato mons. Facciolo - le
dice oggi: benvenuto.

Il qui del tempo: che bello questo krònos che attende di diventare sempre
più kàiros di Dio. La sua venuta è il kàiros per il luogo della sua missione
pastorale e per il tempo già iniziato il 29 maggio nella cattedrale di
Catanzaro e che questo 4 giugno più unisce e più riannoda”. Nella sua
omelia, parafrasando Cassiodoro, l’arcivescovo si è soffermato sul fascino e
sulle bellezze di Squillace, “città che pende come un grappolo sui colli,
non perché si inorgoglisce della difficile ascensione, ma per ammirare i
campi verdeggianti e il ceruleo dorso del mare”, rivolgendo un pensiero “ai
vescovi e i sacerdoti che hanno servito con dignità questa Chiesa
particolare, tra i quali monsignor Morisciano, che portò i Salesiani a
Borgia e a Soverato; e Monsignor Elli, che si prodigò per i lavoratori
istituendo le cooperative sociali”.
Entrando nel vivo della Sua riflessione, incentrata sul senso e sul
significato della festa dell’Ascensione, richiamo Messia che invita i
cristiani, “per essere credibili, a sapere suscitare stupore attorno a sé
per dare sulla terra segno visibile del mistero di Cristo”, mons. Bertolone
ha aperto il suo cuore alle centinaia di fedeli accorsi a festeggiarlo.
“Vengo in mezzo a voi con la trepidazione di chi ha coscienza dei propri
limiti. Nella mia opera pastorale tra voi trovo la strada spianata
dall’eccellente lavoro pastorale sia del compianto e veneratissimo monsignor
Armando Fares, sia delle loro Eccellenze, i monsignori Cantisani e Ciliberti,
pastori veramente esemplari e, perciò, tanto amati”. Ha aggiunto il Presule:
“Il mondo che cambia con ritmi incalzanti e accelerazioni impetuose parla
ormai linguaggi diversi da quelli del Vangelo e della cultura cristiana.
Nell’era della globalizzazione viviamo nell’eclissi del sacro e nella
rinuncia al senso delle cose.
Si è smarrito ogni fondamento di verità: non avendo più certezze
metafisiche, ci accostiamo con sospetto anche alla fede. Nondimeno, c’è
ancora, per nostra fortuna e consolazione, chi cerca Dio. Per costoro
occorre allora chiedersi quali tratti del Cristo sia necessario che l’uomo
credente riscopra e testimoni per poterne parlare credibilmente”.
Poi,
a sorpresa, tra gli applausi, l’annuncio: “La parola non basta più: servono
l’immagine, la rappresentazione, il frutto maturo di un’esperienza visiva,
di un contatto concreto con la Persona viva del Signore. Per tale motivo,
cercherò di dare un forte impulso alla causa di beatificazione ed al culto
di Cassiodoro”.
Al termine, richiamati i problemi quotidiani che assillano sul piano
spirituale, materiale e sociale, persone e famiglie ed invitate la società e
le istituzioni a scommettere sui giovani, sui quali oggi pesano non soltanto
le condizioni e le contraddizioni materiali e l’insicurezza di valori
ideali, ma anche l’incertezza economica e le tensioni derivanti dai problemi
sociali, il presule ha concluso con l’esortazione “ad aprire cuore e menti
alla speranza: spesso, si cerca di rimandare ogni nuovo inizio, lasciando
scorrere quel tempo che è prezioso perché ci è stato assegnato dal Creatore.
Nel mio piccolo, amo credere di poter essere la scintilla della fiducia in
un cammino di cambiamento.
Come un fratello maggiore, sarò un compagno di viaggio che condivide le
stesse domande, che partecipa alle stesse esperienze di dolore e di gioia,
che dubita, teme, spera e talvolta anche piange, ma mai si sottrae ai sogni
ed ai progetti di una fede più salda ed autentica, per una vita ed un mondo
migliori”.
Centinaia i fedeli giunti a Squillace per festeggiare il nuovo pastore con
il prefetto di Catanzaro, parlamentari, rappresentanti della Regione, il
presidente della Provincia, i sindaci di tutti i Comuni del comprensorio,
autorità civili, militari, forze dell’ordine, rappresentanti sindacali,
della scuola, delle associazioni, dei movimenti. Un’accoglienza
indescrivibile che ha colto di sorpresa e ha “lasciato di stucco” - come
egli ha detto - lo stesso arcivescovo.
Salvatore Taverniti