Cinghiali a spasso per il territorio di Squillace

Cinghiali a spasso per le vie della città? Poco ci manca. Accade nel territorio tra Squillace e Vallefiorita, dove in questi giorni ci sono stati vari avvistamenti di cinghiali, con rischio per l’incolumità delle persone e danni a orti e giardini e colture. Sulla strada provinciale 162/2, nei pressi del bivio per Vallefiorita, alcuni automobilisti hanno avvistato un branco di cinghiali, almeno una decina, che attraversavano la carreggiata per raggiungere le campagne vicine. Altro episodio riguarda il proprietario di un piccolo pezzo di terreno vicino all’entrata  principale di Squillace.
Qui l’uomo, un 53enne del posto, mentre era intento a fare alcuni lavori agricoli si è visto davanti un cinghiale ed ha fatto appena in tempo ad arrampicarsi su un albero per paura di essere attaccato. Cinghiali a spasso, di notte, anche in un frutteto, nei pressi del santuario della Madonna del Ponte, dove la proprietaria ha notato delle buche nella terra, con danni alle radici delle piante e ad altre colture. Dei cinghiali sarebbero stati avvistati addirittura davanti al cimitero comunale.
Secondo alcune testimonianze, una persona che era in visita nel luogo sacro, alla vista dell’animale, si è arrampicata sul cancello d’ingresso, rimanendo immobile per alcuni minuti prima che i cinghiali andassero via.  I proprietari di diversi terreni agricoli intorno all’abitato di Squillace, inoltre, lamentano incursioni e devastazioni da parte di cinghiali. L’enorme diffusione di ungulati in questo territorio è cosa nota a tutti. Il problema riguarda, comunque, tutta la Calabria. Proprio in questi giorni Confagricoltura, Cia e Copagri hanno denunciato alla Regione Calabria la grave situazione, giudicata ormai fuori controllo, che riguarda i danni da fauna selvatica, in modo particolare da cinghiali che stanno devastando il territorio calabrese.
«I danni da fauna selvatica – si afferma in una nota – sono divenuti insostenibili; i cinghiali, in particolare, stanno devastando il territorio calabrese.
La situazione è grave, insostenibile e non governata; gli incidenti sono in continuo aumento. Sono anni che denunciamo ciò che si sta puntualmente verificando, ma il fenomeno è stato sottovalutato dalle diverse istituzioni.
Finite le scorribande dei cinghiali sui seminativi, adesso, sono presi di mira i campi di ortaggi e soprattutto i vigneti, anche quelli che garantiscono le produzioni di pregio in tutta la Calabria, con danni consistenti per la produzione ma anche agli stessi impianti. A tutto ciò si aggiunge la problematica sanitaria: diversi capi abbattuti sono risultati affetti da tubercolosi, in base a quanto accertato dai servizi veterinari; essendo il cinghiale animale selvatico e in continuo movimento, è assai probabile la diffusione della malattia.
Ciò sarebbe catastrofico per il settore zootecnico calabrese».

Salvatore Taverniti

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