CASSIODORO SENATORE   

                                
                                                       ( 477/80? – 570/5 ca.)
 
Cassiodoro nasce a Squillace, tra il 485 e il 490. Ci sono due fonti principali per analizzare la biografia di Cassiodoro: la prima è un frammento pubblicato poco più di un secolo fa, che ci informazioni indispensabili sullo stesso; mentre la seconda fonte sono le Variae dove alcune delle lettere appartenenti all’opera riguardano direttamente la famiglia dei Cassiodorei.
Egli appartenne ad una potente e illustre famiglia di funzionari di origine siriana, vantava parentela con i Simmachi e con la famiglia degli Anicii, alla quale apparteneva anche Boezio. Il nome proprio che lo distinse dai suoi antenati e famigliari illustri, era quello di Senatore. La versione completa del nome del nostro Cassiodoro era Flavius Magnus Aurelius Cassiodorus Senator (i primi due nomi sono decorativi e appaiono sporadicamente). Cassiodoro fu avviato giovanissimo dal padre alla carriera politica. Percorse rapidamente, sotto Teodorico e i suoi successori, il cursus honorum, conseguendo in veloce successione, dal 507 al 514, le cariche di questore, corrector Lucaniae et Bruttiorum, come suo padre, e di magister officiorum; allontanato per un breve periodo dalla corte di Teodorico, fu richiamato nel 533 come prefectus praetorio Italiae, carica che tenne fino al 536.
Quattro re dei Goti nel 526 – Teodorico, Atalarico, Teodato e Vitige e la reggente Amalasunta – lo ebbero come proprio ministro. Nell’ideologia e nella prassi politica era intuizione e progetto sapiente e lungimirante di Cassiodoro, l’integrazione e la fusione fra l’elemento goto e quello romano cementato dalla civiltà cristiana, con ciò anticipando di quindici secoli il cammino di unificazione delle cultura e dei popoli europei.
Caduto il regno dei Goti Cassiodoro, immerso in una radicale conversione, attraverso un itinerario eccezionale e ammirevole santità, si dedico interamente all’attività intellettuale e religiosa, nel tentativo di attuare un grandioso programma di educazione culturale e formativa. Fu così che Cassiodoro ritiratosi allora a Squillace, in Calabria, fondò il monastero di Vivarium ( così chiamato dai vicini vivai di pesci ) dove trasportò la sua ricchissima biblioteca. Riprese così l’idea della fondazione di un’università cristiana occidentale, che non prescindesse dalla cultura profana, sul tipo del “didaskalos” alessandrino.
Nel Vivarium Cassiodoro realizzava in maniera altamente originale una fusione tra l’ideale contemplativo classico della e quello cristiano dell’operosa preghiera per i fratelli.
Lo studio imposto ai monaci, insieme alla trascrizione degli antichi codici, dava un originale ed autonomo indirizzo alla Regola Benedettina privilegiando in senso intellettuale, l’obbligo del lavoro prescritto da S. Benedetto, secondo uno schema che ha i suoi prodromi nella Regula Magistri, da molti attribuita allo stesso Cassiodoro. Nella piena maturità egli affidò il meglio di sé alle Istitutiones divinarum et saecularum, sorta di enciclopedia propedeutica allo studio delle lettere sacre e profane. L’opera è divisa in due libri, il primo dei quali spiega che la lettura dei libri sacri non è sufficiente, ma deve essere accompagnata dallo studio di opere latine e greche; occorre conoscere i principali scritti sulla Trinità, i testi degli storici universali e della Chiesa.
Attraverso la sua opera e con l’aiuto delle scienze profane, i monaci possono intraprendere con serietà e successo lo studio dei libri sacri. In questa specie di enciclopedia, egli distingue inoltre, tre arti e quattro discipline, il trivio e quadrivio: alle prime appartengono la grammatica, la retorica ed insolitamente la dialettica, alle seconde la matematica, che comprende l’aritmetica e poi la musica, geometria, ed astronomia.
 In tal modo, la ragione non si configura come avversaria della fede e proprio per tale motivo egli influì sull’organizzazione degli studi nelle scuole medioevali. Per trascrivere bene gli autori antichi, attese inoltre la stesura del trattato De Orthographia.
Tra le altre opere di Cassiodoro sono da ricordare la Chronica, un abbozzo di storia universale scritto nel 519 su invito della corte gotica; le Variae, raccolta di epistole e di documenti relativi alla sua attività cancelleresca alla corte del re, in 12 libri, cui aggiunse tre anni dopo il tredicesimo libro (De Anima), che furono assunte come modello della lingua cancelleresca e curiale. Merito di Cassiodoro è quello di avere promosso la conservazione dei manoscritti nei monasteri, contribuendo a tramandare un grosso patrimonio culturale, destinato a rivivere nell’età umanistica. Morì intorno tra il 580 e il 583 a.C.


   

MONASTERO DI VIVARIUM

 

                                                             

Fallito un primo tentativo di fondare a Roma, nel 536, con l´aiuto di Papa Agapito, un´università del sapere cristiano e profano, sul modello di quelle fiorite in Oriente, ad Alessandria e a Neocesarea-Nisibi, Cassiodoro riuscì nel suo intento nella natìa SQUILLACE, ove fondò tra il 554-560, a lato del fiume Pellene (attuale Alessi), il monastero di Vivarium, che si può a ragione considerare il primo esempio di università cristiana d´Occidente.
Lo studio approfondito della Sacra Scrittura fu, senza dubbio, lo scopo principale che Cassiodoro si proponeva a Vivarium.
 Ecco, in poche parole, il programma di studi che Cassiodoro stabilisce per i suoi monaci:"..dilectissimi fratres, indubitander ascendamus ad divinam Scripturam per expositiones probabiles Patrum... ut eorum sensibus provecti ad contemplationem Domini efficaciter pervenire mereamur". La Bibbia, interpretata sulla scia della tradizione patristica, fu la nota dominante del monastero di Vivarium. In questo programma è necessario, innanzitutto, che i monaci abbiano una valida istruzione grammaticale, affinchè siano capaci non solo di comprendere la Sacra Scrittura, ma anche di saperne trasmettere correttamente il testo.
Per l´istruzione dei suoi monaci compose le Institutiones divinarum et humanarum litterarum, la sua opera più importante e più nota, una specie di introduzione allo studio delle lettere sacre e profane, ma anche una traccia di Regola per i suoi Monasteri. Lo studio imposto ai monaci, insieme alla trascrizione degli antichi codici, dava un originale ed autonomo indirizzo alla Regola benedettina, privilegiando, in senso intellettuale, l´obbligo del lavoro, prescritto da S. Benedetto, secondo uno schema che, come si sa, ha i suoi prodromi nella Regula Magistri, da molti attribuita allo stesso Cassiodoro. Ma agli studi sacri i monaci di Vivarium giungevano, a differenza di quelli di S. Benedetto, per i gradini degli studi letterari anche profani.
Perciò scrisse le Institutiones saecularium lectionum o letterarum, che concentrano le arti liberali. Si deve a Cassiodoro, più che ad ogni altro, se i monasteri tennero viva, in mezzo alla barbarie generale di quei secoli, la luce della scienza, salvando senso intellettuale, l´obbligo del lavoro, prescritto da S. Benedetto, secondo uno schema che, come si sa, ha i suoi prodromi nella Regula Magistri, da molti attribuita allo stesso Cassiodoro.
Ma agli studi sacri i monaci di Vivarium dalla distruzione, i tesori della cultura antica e destando negli uomini del Medioevo la curiosità del sapere. Purtroppo, l´istituzione non sopravvisse a lungo al suo fondatore e già nel sec. VII la sua celebre biblioteca del Vivarium, che aveva raccolto pressoché tutto quello che in quel tempo esisteva della cultura sacra e profana, andò smembrata e dispersa.

                    COMMENTO AD UN BRANO DI CASSIODORO

 Cassiodoro può essere considerato come il grande erudito che riassume in sé la cultura teologica, storica e grammaticale, soprattutto nel passaggio dalla cultura classica alla civiltà medievale. Nella sua Vivarium, vero prototipo dei centri culturali monastici dei Medioevo, i monaci erano infatti l´espressione più alta della lotta per l´ordine sociale e la difesa della civiltà del tempo.
Nel testo proposto, introduzione al secondo libro delle "Istitutiones”, emerge sin delle prime tre righe la volontà di spiegare il significato profondo di alcune parole, come "libro" ed "arte", seguendo una duplice pista: quella etimologica e quella storico ‑ culturale.
 Per spiegare il primo termine, parte addirittura dalla corteccia, l´origine della carta: materia prima dei libro. Singolare è il passeggio dalla corteccia alla maggiore o minore vastità di un testo, a secondo della qualità dell´argomento.
Voglia il celo che veramente la lunghezza dei libro venga data della qualità della materia piuttosto che dalla frequente verbosità dello scrittore! Per spiegarci il secondo termine, Cassiodoro ricorre e due concetti: al concetto di utilità, in quanto tutte le arti sono finalizzate e rispondono a delle regole, ed al concetto di virtù nel senso che gli uomini virtuosi riconoscono l´arte come scienza di ciascuna cosa. Nell´affrontare i temi della retorica, della logica e delle matematica, Cassiodoro individua in queste le strategie della comunicazione e della conoscenza.
Ma è alla matematica che riconosce il valore dottrinale più alto, essendo questa stessa una dottrina, così come in Omero e Virgilio, in Demostene e Cicerone, individua le espressioni più alte della poesia e dell´oratoria. Ritengo che l´esperienza di Cassiodoro sia da considerarsi una pietra fondamentale per la civiltà dei medioevo, e per la conservazione della cultura classica; la cultura latina sembra così prendere nuovamente lo slancio da quella terra, dove s’era alimentata al contatto con la civiltà della Magna Grecia.



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La Biblioteca del Vivarium di Cassiodoro
   di SAMA' ,  don Francesco