ASSANTI DAMIANO
Nacque a Catanzaro il 9 luglio 1809 , dove i genitori, Francesco e da Maddalena Rhodio di Squillace, si era rifugiata per sfuggire alle truppe del card. Ruffo.
Nipote dei generali Guglielmo e Florestano Pepe.
DATI ANAGRAFICI:
Data di nascita:07/16/1809
Luogo di nascita:CATANZARO
Data del decesso:27/02/1894
Luogo di decesso:ROMA
Padre:Francesco
Madre:RODIO Maddalena
Figli: Roberto
Fratelli:ASSANTI Cosmo
Parenti:PEPE
Florestano, zio
PEPE Guglielmo, zio
Luogo di residenza:ROMA
Indirizzo: Via dell'Esquilino, 12
Altra residenza: NAPOLI
Indirizzo:Strada Costantinopoli, 19
Professione:Militare di carriera (Esercito)
Carriera: Guardia
d'onore del Re delle Due Sicilie (1835)
Tenente colonnello (corpo volontari italiani)
Colonnello (corpo volontari italiani)
Maggiore generale (1868-1872)
Cariche e titoli:
Commissario civile della spedizione comandata da
Guglielmo Pepe (1848)
Comandante di brigata
Sottoispettore della Guardia nazionale delle provincie calabresi (1860-1861)
Prefetto di Bari (17 agosto 1862-11 gennaio 1863)
Membro della Commissione per l'applicazione della legge 8 luglio 1883 relativa
ai provvedimenti per i danni politici delle province napoletane
Nomina a senatore
Nomina:11/06/1873
Categoria:03
Relatore:Tommaso Spinola
Convalida:19/11/1873
Giuramento:01/06/1874
Annotazioni:
Onorificenze:Cavaliere
ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
Servizi bellici
Periodo:1848-1849
prima guerra d'indipendenza 1860-1861 campagna per l'indipendenza e l'Unità
d'Italia
Arma:Esercito
Mansioni:Fanteria
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Legislatura |
Collegio |
Provincia 2001 |
Data elezione |
Gruppo |
Annotazioni |
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VIII |
Chiaravalle Centrale |
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27-1-1861 |
Destra |
Ballottaggio il 3 febbraio 1861 |
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IX |
Chiaravalle Centrale |
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31-12-1865 |
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Elezione in corso di legislatura. |
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X |
In corso di verifica |
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XI |
In corso di verifica |
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XIII |
In corso di PULIZIA |
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Note: |
VIII Chiaravalle 27 gennaio 1861 |
Discorso pronunciato al Senato per la morte di Damiano Assanti
Domenico Farini,
Presidente
Signori senatori!
Un forte, un venerato patriotta, il senatore
Damiano
Assanti è morto stamani, alle dieci,in Roma.
(Impressione).
Per amor di libertà cacciato in carcere con Carlo Poerio nel
1844; a fianco di Guglielmo Pepe combattente valoroso nella
gloriosa difesa di Venezia; uno dei prodi che seguirono
Garibaldi alla liberazione del Mezzodì,
Damiano
Assanti, consacrò la lunga vita di quasi ottantacinque
anni al culto ed alle opere per redimere la patria.
Nato a Catanzaro l'anno 1809, era stato in gioventù guardia
d'onore di re Ferdinando, riprese le armi nel 1818 fra i
volontari napoletani accorrenti in Lombardia. Commissario
civile presso il comandante le truppe napoletane nel Veneto,
il suo valore lo elevò a tenente colonnello. Colonnello
nell'esercito dell'Italia meridionale, poi comandante di
brigata, nella battaglia durata i primi due giorni di
ottobre sotto Capua si segnalò tanto da meritare la croce
dell'ordine militare di Savoia. (Benissimo).
Ispettore della guardia nazionale nelle Calabrie; il suo
nome, le sue aderenze, la popolarità che vi godeva operarono
efficacemente a dare ordine alla milizia, pace alle
popolazioni. Né fu da meno, nel supremo intento di
procacciare contentezza e benessere alle provincie che egli
tanto aveva contribuito a fare libere, o quando resse, per
breve tempo, nel 1862 la prefettura di Bari, o quando nel
1864 comandò in secondo la guardia nazionale di Napoli.
Alla guerra del 1866 anelò invano di partecipare a capo
dell'ottantaduesimo reggimento di fanteria di cui aveva
impetrato il comando: cessò di militare l'otto dicembre 1872
col grado di maggior generale.
Deputato al Parlamento per quattro legislature (VIII-XI)
stette fra quegli imperterriti che nessuna piccola
considerazione fece deviare mai dal grande scopo di dare
alla patria, liberata per fortuna di eventi e saviezza
d'uomini, tale robusto assetto che né sventure, né passioni,
né insipienze potessero infirmare.
Senatore dal novembre 1873 in poi era in quest'aula dei più
assidui, dei più stimati, dei più amati.
Qui egli rammentava più d'una epica pagina del nostro
risorgimento; la sua maschia figura la sua rubesta
vecchiaia, il suo animo nobilissimo, ammonivano,
confortavano.
Aveva, per l'Italia, sfidato la bieca tirannide e le orrende
prigioni, il piombo micidiale; nessuno dei patimenti che
infrangono il corpo e tormentano l'animo lo aveano vinto:
nulla lo aveva mosso o scosso.
Era un grande esempio!
Al feretro che rinserra il cittadino purissimo, il soldato
valoroso che a Napoli, in carcere, in esilio, in Parlamento
con tenacia invitta, con carattere da antico volle la
indipendenza e l'unità nazionale il Senato addolorato manda
l'estremo addio! (Approvazioni vivissime e generali).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l’onorevole Cavalletto.
Senatore CAVALLETTO. Ad isfogo dell’animo addoloratissimo
per la perdita dell’illustre amico
Damiano
Assanti, io sento il bisogno di tributare alla sua
memoria venerata e gloriosa una parola di compianto, di
affetto e di riconoscenza.
Io lo conobbi nella difesa di Venezia del 1848-18949 e fui
colà suo compagno d’armi, lo riconobbi qui in Senato, e qui
la nostra amicizia di allora si riaffermò, perché egli buono
e cortese mi onorava di una amicizia affettuosa, cordiale
della quale io gli era assai riconoscente.
Io saluto e onoro la sua memoria, in nome di Venezia, alla
cui difesa egli strenuamente combatté con un’eletta di
ufficiali napoletani, guidati dall’illustre generale
Guglielmo Pepe, e concorse a rialzare l’onore delle armi
italiane e vendicare coi Veneti l’offesa straniera del 1827.
Quest’eletta di prodi non solo rialzò l’onore italiano, ma
ispirò nella generazione presente quel sentimento di
sicurezza nei destini d’Italia che doveva poi condurci alla
rivincita e a compiere destini della patria nostra.
A questo illustre, a questo generoso soldato e patriota sia
perenne la riconoscenza di Venezia e dell’Italia.
Io prego il Senato di voler mandare ai suoi figli, che egli
educò nell’amore d’Italia, una parola di compianto e di
affetto (Bene, benissimo, bravo).
PRESIDENTE. A facoltà di parlare l’onorevole Sprovieri
Francesco.
Senatore SPROVIERI F. Dopo le parole dette dal nostro
illustre Presidente e quelle del nostro collega Cavalletto,
non aggiungo altro e mi associo alla proposta di mandare le
condoglianze alla famiglia, tanto più che l’onorevole
Assanti è stato mio superiore nel lungo assedio di
Venezia.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta dell’onorevole
Cavalletto, cui si è associato l’onorevole Sprovieri, perché
piaccia al Senato mandare alla famiglia
Assanti le proprie condoglianze.
Chi l’approva è pregato di alzarsi. (Approvato).
I signori senatori saranno più tardi avvisati del giorno e
dell’ora in cui avranno luogo i funerali del senatore
Assanti.
Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 27
febbraio 1894.