Il presidente della commissione regionale antindrangheta Arturo Bova: “Bisogna fare cose concrete”

«Questa è la Calabria reale che combatte per certi valori». Così il presidente della commissione regionale antindrangheta Arturo Bova ha definito la manifestazione contro la criminalità, denominata “Squillace non si piega”, organizzata da un gruppo di associazioni squillacesi sabato scorso e che ha visto la partecipazione di centinaia di persone e di diverse autorità civili e militari. L’indignazione popolare è scattata contro gli atti intimidatori degli ultimi mesi nella zona marina squillacese, dove  il 3 marzo e il 3 maggio, due incendi di sospetta natura dolosa hanno letteralmente distrutto due attività commerciali, il ristorante “La cena di Afrodite” e il “Lido Ulisse”.
Bova, in prima fila con tutti i sindaci del comprensorio, ha subito chiarito che «le unioni dei Comuni le vogliamo vedere così».
Ma, per il consigliere regionale «è finito il tempo delle proteste, perché bisogna fare qualcosa di più concreto. I risultati si conseguono con la collaborazione di tutti. Sì, la cittadinanza attiva è questo: non girarsi dall’altra parte.
Ma occorre formare la comunità antimafia, stare vicino agli imprenditori colpiti. E’ necessario prevedere fondi specifici: in Regione stiamo lavorando in questo senso a livello normativo. Le vittime della criminalità mafiosa devono essere messe nelle condizioni di poter contare su un sostegno finanziario».
Il sindaco di Squillace Pasquale Muccari ha sottolineato che «l’amministrazione locale ha la responsabilità di preservare questo territorio. Oggi assistiamo a due atti di devastazione, non di intimidazione, per cui è necessario intervenire subito, fare una prevenzione immediata, altrimenti sarà escalation».
Da parte degli imprenditori colpiti, Silvana Pugliese e Franco Paonessa, c’è tutto l’impegno per rinascere, con il riavvio delle due attività, che davano lavoro a decine di famiglie. «Non da soli», però, ha rimarcato Paonessa, il quale ha lanciato l’idea dell’«ombrellone della solidarietà».
Se non riuscirà per la stagione estiva a rimettere in piedi lo stabilimento balneare, nell’area di propria pertinenza piazzerà gli ombrelloni, che ognuno potrà prenotare versando un contributo solidale su un conto specifico, volto alla raccolta fondi per rilanciare l’azienda. «Sarà questo un aiuto concreto – ha affermato – per poter far vincere lo Stato».

Salvatore Taverniti

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