Il consiglio comunale ha approvato l’equilibrio di bilancio. Secondo la minoranza però i residui attivi non corrispondono al vero

Una manovrina da 13 mila euro. A tanto ammonta l’assestamento e la salvaguardia degli equilibri di bilancio approvati dal consiglio comunale di Squillace nella seduta di ieri. «Registriamo – ha puntualizzato il sindaco Pasquale Muccari – una minore entrata dovuta alla diminuzione dei trasferimenti statali, ma anche una minore spesa che ci consente di attuare alcuni importanti adempimenti, come il riconoscimento di un debito, alcuni lavori alla scuola materna della frazione marina, interventi sulla pubblica illuminazione e un risanamento ambientale». Ratificata anche una delibera di giunta relativa alla concessione di un mutuo di 730 mila euro per il pagamento di debiti di anni passati, su cui è in corso la gestione dell’organo straordinario di liquidazione, in seguito alla dichiarazione di dissesto finanziario.
Critiche sono giunte dalla minoranza: i consiglieri presenti Domenico Passafaro, Franco Scicchitano ed Enzo Lioi hanno insistito sul fatto che i bilanci comunali non rispettano i principi contabili, perché i residui attivi non corrispondono al vero, specie relativamente alla tassazione sulla raccolta dei rifiuti (“Tari”).
Ai cittadini, secondo l’opposizione, spetterebbero le compensazioni perché il Comune di Squillace avrebbe applicato un surplus di tassazione sulla “Tari”.
Giudizio negativo anche in merito all’approvazione del “Documento unico di programmazione”, che, secondo la minoranza, non è stato condiviso con partiti, sindacati, associazioni, imprese e cittadini, e non contempla alcuna programmazione in settori strategici come lo sviluppo e il turismo.
Il consiglio ha anche preso atto di due debiti fuori bilancio: 120 mila euro per lavori eseguiti da una azienda al castello normanno e poco più di mille euro per un risarcimento danni.
Durante la discussione, il consigliere Lioi, con toni accesi, ha invitato il sindaco a denunciare eventuali reati, «visto che l’attuale maggioranza tira in ballo spesso la vecchia amministrazione, addebitandole una gestione “allegra” delle risorse».

Salvatore Taverniti

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